Ma forse la notizia più interessante, non interessante in sé, ma per quello che significa e implica, è la condanna comminata all'Italia dalla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo: il risarcimento di 1.000 euro per danni morali a un detenuto per sovraffollamento del carcere in cui era rinchiuso. Scriveva ieri il Corriere:
Tra il novembre 2002 e l'aprile 2003, secondo quanto accertato dalla corte, Sulejmanovic ha condiviso una cella di 16,20 metri quadri con altre cinque persone disponendo, dunque, di una superficie di 2,7 metri quadri entro i quali ha trascorso oltre diciotto ore al giorno.
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La corte, nella sua decisione, rileva come la superficie a disposizione del detenuto è stata molto inferiore agli standard stabiliti dal Comitato per la prevenzione della tortura che stabilisce in 7 metri quadri a persona lo spazio minimo sostenibile per una cella. La situazione per il detenuto è poi migliorata essendo stato trasferito in altre celle occupate da un minor numero di detenuti, fino alla sua scarcerazione nell'ottobre del 2003.
Ora, pensate, anche alla luce della situazione disastrosa per quanto riguarda il sovraffollamento delle carceri italiane, se ogni detenuto intentasse una causa simile: lo stato dovrebbe versare oltre 60 milioni di euro di risarcimenti. La situazione, infatti, è ben descritta sempre nello stesso articolo del Corriere:
Secondo i dati forniti dal Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, sono 63.587 i detenuti nelle carceri italiane. Il sovraffollamento resta insomma un problema aperto. I dati resi noti solo a metà giugno dal Dap segnalavano un totale di 63.416 detenuti. Le ultime rilevazioni, che il ministero della Giustizia ha pubblicato sul proprio sito, indicano quindi un ulteriore aumento di oltre 170 reclusi. Numeri di questa entità non si sono mai registrati dal dopoguerra a oggi. Non solo. La metà dei detenuti nelle carceri italiane è in attesa di giudizio. Le cifre comunicate dal ministero indicano infatti che su un totale di 63.587 reclusi, 30.436 sono in carcere in qualità di imputati, e quindi in via cautelare in attesa del processo, e altri 31.192 sono invece già stati condannati.
Ora, a mio modesto parere, un governo che voglia almeno dare l'impressione di essere in possesso di un minimo di credibilità (cosa ormai difficile, mi rendo conto), dovrebbe fare qualcosa, qualcosa di concreto, possibilmente nell'immediato. Il buon Alfano, qualche tempo fa, aveva preannunciato un piano per la costruzione di nuove carceri, è vero, ma per ora non risultano attivati cantieri per questo scopo: evidentemente in questo momento ci sono altre questioni più urgenti. E la conferma di ciò potete vederla nella schermata qui sotto, che mostra l'home page del Corriere della Sera catturata ieri pomeriggio verso le 17.

Ecco, diciamo che una volta risolte le urgenze come lo spinoso caso della non cessione di Pirlo, e una volta che il Tricolore sarà finalmente affiancato dai vessilli regionali proposti dalla lega (non mi capacito di come abbiamo fatto finora senza), si potrà quindi passare tranquillamente alla cose meno importanti, tipo ad esempio il già citato sovraffollamento delle carceri, gli operai in protesta ormai da giorni su un carroponte a Milano, lo scandalo annoso delle auto blu nel nostro paese (dov'è Brunetta?), un debito pubblico spaventoso e ormai senza freni. Non c'è fretta: prima le cose importanti, tipo le ronde ad esempio, poi, con calma, si parlerà magari anche di crisi economica, aziende che chiudono e imprenditori che si suicidano, disoccupazione, rapporti tra stato e mafia.
Una cosa alla volta.