E' da un po' di giorni in libreria il libro di Roberto Giacobbo (
questo). Un libro dal titolo che è tutto un programma: "2012, la fine del mondo?"
La storiella della fine del mondo nel 2012, che avrebbe la sua ragione d'essere in una antica profezia Maya, non mi è nuova; oltre infatti ad aver già letto qualcosa in rete al riguardo, l'altro giorno ci si è pure messa mia figlia più grande, Michela, che mi ha detto che alcuni compagni di classe le hanno parlato di questa cosa.
Ora, io non so cosa abbia scritto al riguardo Giacobbo nel suo libro, ma non posso fare a meno di chiedermi se veramente gli italiani sono così creduloni. No, perché se il libro avrà successo, vorrà dire che molti, e su internet ho già trovato conferma, alla favoletta della fine del mondo credono davvero, e invece di utilizzare in modo più proficuo quei 13 e rotti €, magari per una pizza e una birra, preferiscono buttarli per cercare informazioni su un'assurdità simile. Naturalmente che gli italiani siano in buona parte un popolo di creduloni è assodato, ma non oso pensare a quanti siano realmente, e in fin dei conti non lo voglio neppure sapere.
Quella della fine del mondo nel 2012, poi, non è che una goccia nel mare delle assurdità più strampalate che circolano e a cui la gente crede. Penso ad esempio alle varie teorie complottiste secondo cui dietro l'attentato alla torri gemelle del 2001 ci sarebbero gli americani stessi, che le avrebbero buttate giù di proposito, dando la colpa ai terroristi islamici, per avere così il pretesto per attaccare l'Iraq (sì, lo so, viene da ridere, ma questa teoria esiste davvero).
Oppure penso alle teorie complottiste sulla morte del presidente Kennedy (
qui ne trovate un elenco dettagliato), oppure, peggio ancora, alla teoria complottista che in questo momento va per la maggiore, che è quella sulle famigerate
scie chimiche, secondo cui i gas di scarico degli aerei sarebbero pieni di sostanze chimiche velenose che i vari governi, in combutta tra loro, rilascerebbero volutamente sulla popolazione per scopi militari e/o meteorologici.
Insomma, diciamocelo: siamo un popolo di creduloni. Crediamo acriticamente a tutto quello che ci pare strano o inconsueto senza porci il minimo scrupolo e senza avere la voglia (e forse anche la volontà) di documentarci un po'; forse, magari, anche per paura di venire a scoprire che sono effettivamente tutte balle e rompere così l'incantesimo.
Chi è disposto a scommettere con me una pizza e una Coca che nel 2013 siamo ancora qui?