Sul numero di Telesette che esce domani si vede Lucio Corsi che imbraccia la chitarra e appoggia il piede della gamba destra sulla parte interna del ginocchio sinistro. Non so se la cosa sia voluta o fortuita, ma quella particolare postura è da sempre tratto distintivo di Ian Anderson, il leggendario musicista inglese leader degli altrettanto leggendari Jethro Tull.
Se la cosa è voluta e sta a significare che il buon Lucio Corsi è un estimatore di Ian Anderson, ok. Se la cosa è casuale perché Lucio Corsi manco sa chi sia Ian Anderson, ancora ok. Se la cosa sta invece a significare che Lucio Corsi si sente un po' Ian Anderson, ehm, no, non ci siamo. Bravo Corsi eh, per carità; canzoni belle, orecchiabili e tutto quello che volete, ma Ian Anderson è stato (è ancora) per il progressive rock quello che Beethoven è stato per la musica classica. E temo che a Corsi manchi ancora un pochino per arrivare a quelle vette.



