"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
martedì 26 dicembre 2023
Navalny e Assange
domenica 19 giugno 2022
Assange (forse) estradato
Alla fine l'Inghilterra ha concesso l'estradizione di Julian Assange, il quale ora, salvo accoglimenti di ricorsi dell'ultimo momento, verrà trasferito negli USA dove marcirà in galera (per usare un linguaggio caro a Salvini) finché vivrà. Là rischia infatti una pena di 175 anni di carcere per aver divulgato tramite l'organizzazione WikiLeaks documenti top secret sulle nefandezze americane compiute nelle guerre in Iraq e Afghanistan. In pratica, Assange verrà incarcerato con l'unica colpa di aver fatto il giornalista, per aver cioè fatto conoscere al mondo notizie vere e che era giusto che la gente conoscesse. A meno che si voglia porre oggetto di discussione il fatto se sia giusto o no che i cittadini di una nazione sappiano ciò che combina il governo della nazione a cui appartengono.
Sono amareggiato. Il democratico e moralista Occidente aveva la possibilità di dimostrarsi diverso dalla Russia di Putin, dove i giornalisti scomodi sono trattati come sappiamo, e invece, alla fine, è fatto della stessa pasta.
I tanti poveretti che "ah, ma lui ha violato la legge" e balle simili, sappiano che negli USA non esiste alcuna legge che proibisce la pubblicazione di documenti segreti, non può esistere a causa del Primo Emendamento della costituzione americana. Oltrettutto, Assange è cittadino australiano e, al limite, non sarebbe neppure tenuto a rispettare leggi americane che non esistono. Restando alla questione segretezza, poi, sempre i poveretti di cui sopra devono sapere che ogni anno i media americani vincono un Pulitzer per aver pubblicato scoop nel settore "National Security Journalism", scoop che prevedono la pubblicazione di documenti di interesse pubblico classificati top secret. Che è esattamente ciò che ha fatto Assange.
Non c'è molto da aggiungere. Gli USA che faranno marcire Assange in carcere sono gli stessi che si prodigarono in ogni modo per offrire protezione internazionale ad Augusto Pinochet, uno dei più sanguinari dittatori del Novecento. Ma va bene così, in fondo, come scrivono quegli schifosi (non mi viene altro aggettivo) del Foglio, gli USA sono la patria del giusto processo, no? Quindi Assange di cosa ha paura?
Sarebbe interessante che ci fosse fornito qualche esempio di giusto processo americano. Sacco & Vanzetti? Silvia Baraldini? Rodney King? Oppure quali altri? Così, per curiosità. E con quale faccia il fogliaccio di Cerasa blatera di giusto processo quando è dal 2010 che gli USA vogliono mettere le mani su Assange e ci sono prove documentate che la CIA ha tentato più volte di farlo fuori (ovviamente alla sua maniera)?
domenica 29 maggio 2022
Il potere segreto
venerdì 22 aprile 2022
Giornalisti
venerdì 10 dicembre 2021
Julian Assange e i diritti umani
Non è ancora chiaro se Julian Assange verrà estradato negli USA oppure no. Per il momento l'Alta corte di Londra ha accolto il ricorso presentato dagli Stati Uniti contro la precedente sentenza che ne negava l'estradizione, ma l'applicazione pratica di questa ultima pronuncia non implica alcun automatismo in merito, diciamo che ne rende solo più probabile la futura estradizione.
Personalmente spero che l'estradizione venga negata; in primo luogo perché estradare una persona nel paese fortemente sospettato di averne complottato l'assassinio non mi sembra la migliore delle cose. In secondo luogo perché la principale "colpa" del giornalista, informatico e attivista australiano è quella di aver divulgato documenti militari riservati relativi alle guerre in Afghanistan e in Iraq, La pubblicazione di quei documenti ha svelato al mondo le nefandezze compiute dagli USA e il modo in cui operano nelle varie guerre con cui dicono di esportare la democrazia.
Incidentalmente, l'Alta corte di Londra si è pronunciata proprio oggi, 10 dicembre, Giornata mondiale dei diritti umani (di cui in teoria avrebbero dovuto godere anche tutte le vittime "collaterali" dei vari conflitti sparsi per il globo). Si tratta dell'ennesima giornata mondiale di qualcosa che non serve assolutamente a niente, se non a ricordare che il 10 dicembre 1948 le Nazioni unite hanno proclamato la Dichiarazione universale dei diritti umani.
Giova a questo proposito ricordare che questi benedetti diritti umani, così spesso sulla bocca di tutti, in natura non esistono, sono un prodotto culturale della società, e funzionano solo se una società li recepisce, altrimenti non valgono la carta su cui sono vergati. In natura esiste la prevaricazione, il dolore, la sofferenza inflitta dagli uomini ad altri uomini. Coi diritti umani cerchiamo in qualche modo di smussare e correggere quelli che sono i reali istinti degli esseri umani.
Se si dà uno sguardo alla situazione globale, direi che così, a occhio, questi famosi diritti umani universali siano ottimisticamente appannaggio di 1/4 della popolazione globale, mentre per i restanti 3/4 sono qualcosa meno di una pia illusione. Per quel fortunato quarto oggi è il 10 dicembre.
martedì 25 febbraio 2020
L'appello per Julian Assange
Naturalmente nessuno, nel civile e democratico Occidente, uccide o mette in galera i giornalisti, ma metodi per zittirli o comunque neutralizzarli in maniera più morbida ma ugualmente efficace non mancano. Basta vedere la vicenda di Edward Snowden, ad esempio. (È uscito un paio d'anni fa un bellissimo film che narra la sua storia, per chi fosse interessato.)
In questi giorni è iniziato nel Regno Unito il processo in cui si discuterà se concedere l'estradizione di Julian Assange. Assange è un attivista e informatico australiano cofondatore del celebre sito Wikileaks, tramite il quale sono stati resi pubblici, tra gli altri, documenti militari riservatissimi che hanno permesso al mondo di conoscere cosa combinavano gli USA in Iraq e in Afghanistan nelle famose guerre per esportare la democrazia.
(Esportare la democrazia è forse il più ridicolo pretesto che si poteva trovare per giustificare quei bombardamenti. Ci abbiamo messo un paio di migliaia di anni, qua, per arrivare a una finta democrazia, passando per feudi, comuni, signorie, principati ecc., e pretendiamo in dieci minuti di esportarla là.)
Questo post per segnalare, a eventuali giornalisti interessati che si trovassero tra i miei 32 lettori, un'iniziativa, a mio parere meritoria, da sottoscrivere per supportare Assange. I dettagli sono qui.
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