domenica 18 gennaio 2026

Barbero per il No

Nell'arena della campagna referendaria sulla riforma della giustizia è sceso in campo Alessandro Barbero, il quale ha pubblicato questo breve video in cui spiega perché voterà No. Il suo contributo è interessante perché, da buon ex professore, spiega chiaramente i punti principali di una materia tecnica e complessa come la destrutturazione del CSM, che si realizzerà se vinceranno i Sì.

Per il resto non c'è molto da dire, la stragrande maggioranza dei sondaggi più recenti mostra i Sì in vantaggio sui No, e anche se le percentuali precise variano a seconda dell’istituto demoscopico, in tutte le rilevazioni i contrari sono nettamente inferiori. Dato il poco tempo che manca a marzo ci sono poche speranze che cambierà qualcosa. 

Se si prende in considerazione il combinato disposto tra separazione delle carriere, distruzione del CSM, legge elettorale e premierato, è possibile vedere il disegno complessivo con cui questo governo scardinerà le fondamenta costituzionali che hanno retto e regolato fino a oggi il nostro Paese.

32 commenti:

  1. Spero di sbagliarmi, ma un passo alla volta si sta andando in una direzione non bella. Un percorso già visto diverse decine di anni fa; la storia, purtroppo, si ripete e non è una cosa positiva in questo caso.

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    1. Ciò che più fa rabbia è che questa direzione è stata presa col "nostro" consenso. Intendo dire che il governo che ci porterà verso questo disastro è stato democraticamente eletto. Quindi, più che prendercela con esso bisognerebbe analizzare i motivi che hanno permesso tutto questo.

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    2. Per dirne uno, che mi sta particolarmente sul gozzo, l'astensionismo massivo di tanti pur contrari all'attuale compagine governativa ma pieni di puzza sotto il naso.

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    3. Esatto. Mai come in questo periodo storico l'astensionismo è deleterio. E lo dico pur comprendendo bene le ragioni di chi oggi non si sente rappresentato da nessuno (come dargli torto, con questo desolante panorama politico?).

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  2. Certo che è in vantaggio il sì, la macchina di propaganda del governo sta funzionando benissimo purtroppo.

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    1. C'è da dire che, sempre secondo i sondaggi, il numero di indecisi (compresi quelli che non hanno la più pallida idea di quale sia l'oggetto del referendum) è elevatissimo. Se opportunamente informata, questa massa di persone potrebbe anche fare la differenza, ma sono pessimista.

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  3. Io non ho ancora deciso cosa votare. Ma che la magistratura italiana abbia dei problemi è cosa che non può più essere trascurata. E ci sono anche "nomi eccellenti" a sinistra a favore di riformarla. Bisogna vedere come...

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    1. Che la magistratura italiana abbia problemi è fuori discussione, ma la domanda che bisogna porsi a mio avviso è questa: la riforma sottoposta a referendum va nella direzione di provare a risolvere questi problemi?
      Io credo che se tutti se la facessero e studiassero quel tanto che basta per provare a valutarlo, i No arriverebbero al 90%.

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  4. Io penso che l'Italia si ritrovi questo governo perché gli elettori di sinistra non vanno a votare. Quegli altri ci vanno molto di più.
    Per qualcosa di molto simile in Italia andò al potere il fascismo.
    Tutte le attenuanti su questa cosa che si possono trovare e mettere nel piatto, ma penso che la maggior colpa l'abbiano, comunque, gli elettori.

    Sul referendum, tanto per cambiare, penso che sia tutto molto tecnico. Non adatto ad essere "deciso" da chi non è del campo.
    Personalmente mi baserò su una cosa sola: non si può togliere ad una persona, per di più vincitrice di concorsi, la possibilità di cambiare ruolo e/o lavoro in qualsiasi momento della propria vita. Per di più molti casi di giurisprudenza dimostrano come non ci siano influenze ragguardevoli tra i due ruoli. Chi accusa, accusa; chi giudica, giudica; tutto abbastanza indipendentemente l'uno dall'altro.

    Quindi, almeno al momento, penso che voterò "No". Sperando sia la cosa migliore.

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    1. > Per di più molti casi di giurisprudenza dimostrano come non ci siano influenze ragguardevoli tra i due ruoli. Chi accusa, accusa; chi giudica, giudica; tutto abbastanza indipendentemente l'uno dall'altro.

      Trovo, inoltre, che ipotizzare questa cosa sia anche molto offensivo nei riguardi di persone che portano avanti il loro lavoro professionalmente. Ma temo che sia in corso da diversi decenni una scontro senza mezzi termini tra i due poteri politici e quello giudiziario.

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    2. In realtà, Maurizio, la separazione delle carriere è un falso problema perché, di fatto, esiste già dal 2005. Il nodo vero (e pericoloso) è, come ha spiegato giustamente Barbero, lo stravolgimento dell'assetto costituzionale del CSM, come spiega Gianrico Carofiglio qui (https://www.facebook.com/share/v/1DAYwsBcZo/).
      È un problema molto tecnico difficilmente digeribile dai non addetti ai lavori, purtroppo.

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    3. Non penso sia un falso problema. Forse è meno incidente della rivoluzione del CSM.
      Ma mettendomi nei panni di un procuratore che ad un certo punto, avendone le capacità, si ritrova preclusa la possibilità di diventare giudice, trovo che sia una violazione bella grossa dei diritti di un professionista onesto e preparato.

      Poi, il discorso sul CSM, penso sia molto più una cosa da addetti ai lavori.
      Tendenzialmente sarei contrario anche a quella riforma, per lasciare il potere giudiziario senza (o con minimissime) influenze della politica.
      Ma siceramente preferirei che ne discutessero le persone competenti, più di una consultazione popolare.

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    4. PS: Da quello che so io, correggimi se la cosa è errata, si può effettuare il passaggio procuratore-giudice o viceversa una sola volta. Ma è, comunque, possibile.
      La riforma abolisce completamente questa possibilità.

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    5. Al momento sì, dopo la riforma del 2005 il cambio di funzione è possibile una sola volta. Anche prima, comunque, quando non esisteva alcun vincolo, la percentuale di chi cambiava funzione era minima. Nel 2023 ci sono stati circa 34 passaggi complessivi da una funzione all’altra tra tutti i magistrati. Storicamente (nell’arco di più anni), la media si aggira attorno a circa 30-45 casi l’anno in totale. In termini percentuali, su una magistratura di circa 10.000 magistrati solo circa lo 0,12% dei giudici è passato a PM e circa l’1,19% dei PM è passato a giudice. Quindi complessivamente meno dello 0,5% dei magistrati cambia funzione in un anno tipico. Per questo chi sostiene il No afferma che quello della separazione delle carriere è in realtà un falso problema, fumo negli occhi per distrarre dal vero punto importante, la destrutturazione costituzionale del CSM.

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    7. Secondo me si sta abusando anche della terminologia "separazione delle carriere". Penso indichi l'impossibilità di avere una doppia funzione contemporaneamente. Esempio, medici che lavorano la mattina nel pubblico e il pomeriggio nel proprio ambulatorio privato.
      Lì sì che bisognerebbe spingere per una separazione netta.

      Ma nel caso dei procuratori e dei giudici penso non sia mai stato possibile avere il doppio ruolo.

      E anche qui, temo che l'abuso di terminologie sia dovuto per portare acqua al proprio mulino.

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    8. Comunque, non mi baserei sulle percentuali, pur se irrilevanti. Quelle sono divertimento per giornalisti che devono riempire.
      Qui parliamo di diritti sul lavoro.

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    9. Voglio dire: un problema che colpisce pochissime persone è sempre un problema. Anche se poco sentito dalla collettività.
      Non va trascurato ed è giusto discuterne. Vale per cose importanti come le malattie rare o anche per cose meno importanti come una carriera lavorativa.

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    10. Quando dico "falso problema" voglio solo dire che quello dei passaggi tra funzioni diverse riguarda una percentuale irrisoria del totale. Poi è ovvio che per chi vuole cambiare funzione e non lo può fare il divieto è un problema, pur se si tratta di una piccolissima percentuale rispetto a chi sceglie una funzione e la mantiene per tutta la vita professionale.
      Tra l'altro, poi, io sono sempre stato contrario alla separazione delle carriere (lo scrivevo qui già in epoca berlusconiana) e lo sono tuttora. Il problema è che se vincono i Sì, non sarà possibile per un magistrato fare quell'unico cambiamento che oggi gli è concesso fare.

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    11. Maurizio Antonelli la sinistra è finita con lo scioglimento del Partito Comunista Italiano.
      Il mondo dei diritti, pace, uguaglianza con la caduta del muro di Berlino.
      L'innovazione, lotta alla povertà, il diritto alla salute e allo studio con la fine dell'URSS.

      Questi sono dati di fatto.

      Post 1989 il mondo vive un eterno crepuscolo.

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    12. Gravo, tutto quello che scrivi lo considero una grossa critica alle sinistre/centro sinistre attuali.
      Su molte cose potrei anche essere d'accordo.

      Nel pratico, tutto questo ci sta portando a gente di sinistra che non va alle urne e a governi occidentali sempre più a destra.

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    13. Temo che si andrà avanti così per molto tempo.

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    14. https://www.huffingtonpost.it/blog/2026/01/19/news/barbero_e_le_sue_discutibili_idee_sul_referendum_della_giustizia-20992994/amp/

      Così per avere un punto di vista diverso, non sulla riforma, ma sul video del simpatico Barbero

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    15. Tutto argomentato benone.
      Quest'articolo mi fa pensare sempre di più, però, che la decisione sarebbe giusto la discutessero degli addetti ai lavori. E' tutto molto contorto e non facilissimo da comprendere.
      Sono un po' scettico sul significato che dà al concetto di "separazione delle carriere". Per me, come scrivevo sopra, rimane una cosa che esprime l'impossibilità della contemporaneità. O fai l'uno o fai l'altro. Ma se ad un certo punto x della tua vita vuoi smettere di fare il procuratore ed iniziare a fare il giudice, non si configura una doppia carriera. Non da separare, almeno. Sono già separate. E rimane il diritto dell'individuo di poter svolgere una mansione lavorativa differente, se sceglie di farlo.
      Così come il fatto di avere uno stesso organo di governo, ciò non penso presupponga una doppia carriera.
      Non sono nemmeno convinto che GIP e GUP diano spesso adito alle richieste di un procuratore per chissà quali rapporti nel privato o chissà dove. GIP e GUP fanno le loro valutazioni su ciò che gli viene presentato. E penso decidano solo su quello.

      Poi, comunque, è vera una cosa: se Alessandro Barbero è ferrato sulla storia, non vuol dire che abbia conoscenze allo stesso livello di giurisprudenza o di organizzazione delle autorità istituzionali moderne. Diciamo che ha espresso un suo parere personale. Politico e, probabilmente, senza competenze approfonditissime.
      Ciò, direi, fa riflettere sul dover fare attenzione a prendere per oro colato discorsi fatti da qualsiasi personaggio pubblico, stimabilissimo che sia.

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    16. L'articolo citato è a firma Stefano Esposito, che è un politico, non un giurista, e che come titolo di studio ha la maturità magistrale. Non che le sue argomentazioni non siano interessanti, ma sono altrettanto interessanti quelle di insigni giuristi (Carofiglio, Zagrebelsky ecc., l'elenco è lungo) che sostengono il No.
      Per il resto, credo sia inutile girarci attorno: il referendum, pur prevedendo quesiti tecnici, sarà politico e il 90% di chi andrà a votare lo farà pro o contro il governo Meloni, saranno pochissimi quelli che voteranno nel merito, dopo essersi documentati, e tantissimi quelli che sceglieranno Sì o No su base ideologica e di appartenenza politica.
      Io voterò convintamente No e lo farò dopo aver letto ed essermi documentato adeguatamente, ma il risultato finale non sarà determinato da chi voterà nel merito, ma da chi voterà a sentimento. Niente di nuovo, intendiamoci, le elezioni politiche sono da sempre guidate maggiormente dal sentimento, non dalla realtà.

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    17. Identica cosa che fu ai tempi del governo Renzi.
      Io dico la mia: devono finirla a rifilarci referendum così tecnici e importanti. Se non hanno i 2/3 dei voti in Parlamento, la Costituzione la devono lasciar stare e pensare ad altre cose urgenti, ché ce ne sono molte.

      Anch'io penso di essere per il "no", ma rimango veramente con molti dubbi.

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    18. Eh, lo so. Purtroppo ce li "rifiliano" perché è previsto dalla Costituzione. Se volessero fare cosa utile potrebbero proporre una modifica che impedisse di consultarci per confermare o respingere ogni loro menata :-)

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  5. C0s'è sta storia che Barbero avrebbe sbagliato riforma della Giustizia riferendosi a quella proposta da Berlusconi nel 2011? Lo stanno boicottando?

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    1. Sai che non ho approfondito? Ho solo letto qualche titolo qua e là. Più che di boicottaggio, comunque, io parlerei di distorsione e malafede nel riportare quanto ha detto.

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    2. Sai che non ho approfondito? Ho solo letto qualche titolo qua e là. Più che di boicottaggio, comunque, io parlerei di distorsione e malafede nel riportare quanto ha detto.

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