Quarantuno anni fa, come oggi, usciva l'undicesimo album dei Pink Floyd: The Wall. Non so se tra i miei 32 lettori ci sia qualcuno che non ne ha mai sentito parlare. In caso ci sia, sappia che è un album mitico, leggendario, inarrivabile, articolato, psicologico, onirico, oscuro, a tratti complesso, ispirato, coinvolgente, accattivante, duro, sferzante, cattivo anche, ma anche dolcissimo e poetico. Forse la più bella opera rock che sia mai stata scritta dalla nascita di questo genere di musica.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
lunedì 30 novembre 2020
8 commenti:
La moderazione dei commenti è attiva a periodi, a seconda della frequenza con cui alcuni cretini, ovviamente anonimi, vengono qua a sporcare con le loro deiezioni. Quindi, se non vedete apparire subito alcuni commenti che lasciate, portate pazienza, è la penale che occorre pagare per avere un blog pulito e libero dai cretini anonimi.
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Lo conosco bene. Lo ascolto e lo riascolto. Sacrosante parole.
RispondiEliminaUna specie di piccolo capolavoro.
EliminaEccomi. Presente.
RispondiEliminaMio padre (classe '60) aveva la discografia completa dei Pink Floyd.
Mi capita spesso di ascoltare un loro pezzo per sentirlo vicino.
Anche se, francamente, preferisco Mark Knopfler (sperando di non bestemmiare), sua altra grande passione.
Presente anch'io. Classe '70 e discografia completa dei Pink Floyd.
EliminaPreferisci Mark Knopfler? Nessuna bestemmia, pure io lo adoro ;)
Sono un fan di Roger Waters, quindi... :)
RispondiEliminaIl doppio album è magnifico (non altrettanto il film) e lo ascolto ancora oggi con immenso piacere!
Il film non ha entusiasmato neppure me, a dire il vero.
EliminaE noi avevamo fatto uno spettacolo musicale su quel meraviglioso 33 giri :)
RispondiEliminasinforosa
Davvero? Bello :-)
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