domenica 30 giugno 2013

Morte e ipocrisia

Leggo in giro alcune cose sulla Hack. E penso che la morte, che tutti temono, rifuggono o di cui tentano di lenirne la paura (ad esempio con la religione), abbia un indubbio pregio: quello di trasformare un nemico in un "nemico, sì, però in fondo..."
Questo perché anche chi fino a ieri diceva peste e corna dell'astrofisica, oggi ha già provveduto a correggere il tiro. Intendiamoci, non è una esclusiva della Hack; da che mondo è mondo, un "nemico" morto diventa - un po' ipocritamente, certo - quasi sempre un "amico". Diciamo che la morte, forse, serve anche a svelare certe ipocrisie.

Nessun commento:

Posta un commento

La moderazione dei commenti è attiva a periodi, a seconda della frequenza con cui alcuni cretini, ovviamente anonimi, vengono qua a sporcare con le loro deiezioni. Quindi, se non vedete apparire subito alcuni commenti che lasciate, portate pazienza, è la penale che occorre pagare per avere un blog pulito e libero dai cretini anonimi.

Leggere è tempo perso?

Spoiler: No. Beppe Sebaste Panchine - Come uscire dal mondo senza uscirne