La signora Gelmini, scrive La Stampa, "ha puntato il dito contro la richiesta di interdizione dai pubblici uffici, chiedendosi se 'non rappresenti in realtà l’auspicio di neutralizzare il Berlusconi politico'".
Ora, se non si trattasse della Gelmini si potrebbe provare a spiegare, come faceva notare il buon Travaglio appena due giorni fa, che la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici scatta in maniera automatica (5 anni) qualora si venga condannati ad almeno 3 anni di reclusione. Se invece la pena è superiore ai 5 anni (la Boccassini ne ha chiesti 6 perm la faccenda Ruby), l'interdizione diventa perpetua. Ed è prevista espressamente dal codice penale, per cui il giudice non può fare altro che infliggerla.
Ora, per carità, non si pretende che la signora Gelmini conosca il codice penale (anche se mi pare sia avvocato, se non erro), ma documentarsi un po' in rete è un'azione alla portata di tutti, compresa la tipa del famoso tunnel.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
lunedì 13 maggio 2013
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