Non c'è molto da dire, che non sia già stato detto e scritto, sulla vicenda Sallusti. La legge attribuisce al direttore di un giornale la paternità di un articolo non firmato, o firmato con pseudonimi che impediscono di risalire all'autore. Punto. E Sallusti, all'epoca dei fatti, era direttore editoriale di Libero, quotidiano che ha pubblicato l'articolo incriminato.
Quindi, quelli del Giornale, almeno per questa volta, non possono prendersela con qualche giudice comunista (non l'hanno fatto, gliene diamo atto), ma con la legge. Una legge, tra l'altro, che esiste solo da noi - nei paesi civili questo genere di diatriba si risolve per via civile, non penale.
Molti, adesso, col senno di poi, si chiedono come mai nessuno ha mai pensato di cambiare questa legge. Probabilmente - immagino io - perché nell'ultimo ventennio sono stati tutti impegnati con le varie leggi-bavaglio per i giornalisti, tipo quelle che prevedevano la galera per quelli che pubblicavano qualche intercettazione scomoda.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
sabato 22 settembre 2012
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