Già nell'introduzione, il premio Nobel per la chimica Venki Ramakrishnan, un nome che non imparerò mai, scrive alcune cose interessantissime. La prima riguarda la moltitudine di credenze e strategie che tutte le culture e le civiltà hanno elaborato per far fronte in qualche modo alla consapevolezza della mortalità. Una consapevolezza che solo noi umani abbiamo in virtù del fatto che l'evoluzione ci ha dotati di un cervello molto voluminoso che è stato capace di farci sviluppare, oltre all'immaginazione, la coscienza di sé. Nessun'altra specie ha questa coscienza.
Scrive l'autore: "Le forme di vita inferiori, persino quelle complesse come le piante, non percepiscono la morte. Semplicemente, capita. Gli animali e gli altri esseri senzienti possono anche temere istintivamente il pericolo e la morte. Essi riconoscono quando uno di loro è morto, ed è noto che alcuni piangono il defunto. Ma non c'è alcuna prova che gli animali siano consapevoli della propria mortalità. Non mi riferisco al fatto di essere uccisi da un atto di violenza, da un incidente o da una malattia evitabile. Parlo della ineluttabilità della morte."
Secondo il filosofo Stephen Cave, la ricerca dell'immortalità e il rifiuto della mortalità sono passate attraverso quattro strategie elaborate dalla civilizzazione umana:
1) cercare di vivere il più a lungo possibile, se non addirittura per sempre.
2) rinascere fisicamente dopo la morte.
3) anche se il nostro corpo si decompone e non può essere resuscitato, la nostra essenza continua a esistere come anima immortale.
4) la prosecuzione della vita, in caso di fallimento delle altre strategie, avviene attraverso la nostra eredità, sia essa artistica (le opere che lasciamo) o biologica (la nostra discendenza).
La strategia che finora è andata per la maggiore è la numero 1, ma le culture umane si differenziano tra loro anche in base alla misura in cui hanno ripiegato sulle altre. Le religioni, ad esempio, hanno attinto a piene mani dalle ultime tre.
Ah, ho iniziato a leggere Perché moriamo, un interessantissimo saggio scientifico che tratta da un punto di vista etico, storico, sociale, morale, biologico la questione che tutti noi, da sempre, cerchiamo di rimuovere: la morte e la consapevolezza della nostra caducità. Prima di finirlo conto anche di riuscire a memorizzare il nome dell'autore :-)