mercoledì 29 maggio 2019

Qua i compagni sono duri a morire

Santarcangelo e Poggio Torriana sono due comuni tosti. Dal dopoguerra a oggi sono sempre stati amministrati dalla sinistra, in tutte le sue evoluzioni (o involuzioni, a seconda) e trasformazioni, senza soluzione di continuità. Stavolta c'era il sentore che qualcosa potesse rompersi, che il granitico monopolio dei compagni, come li chiama anacronisticamente mio suocero, mostrasse qualche crepa, un accenno di usura. Niente da fare, il PD vince al primo turno a Santarcangelo e una lista a lui collegata (non ricordo il nome) straccia la concorrenza a Poggio Torriana. Qua i compagni non li ammazza nessuno, e per Salvini i porti son chiusi. Mio suocero è incazzato nero.

Corrispondenze

Francesca, mia figlia minore, corrisponde epistolarmente da parecchi anni con una sua amica di San Marino, conosciuta ai tempi della scuola. Epistolarmente nel senso più arcaico del termine. Cioè, non è che si scambiano e-mail, si scrivono con penna, carta, busta e francobolli, a cadenza più o meno mensile, vere e proprie lettere vergate su più fogli. Peccato che il postino giri in scooterone invece che in bicicletta, altrimenti una certa atmosfera di tempi andati potrebbe ancora crearsi.

martedì 28 maggio 2019

Pillon e l'anima (di Zucconi)

I cattolici integralisti sono così: hanno la verità dalla loro e dall'alto di questa verità pontificano e giudicano. Ecco perché Pillon, da di qua, è perfettamente al corrente di ciò che Vittorio Zucconi vede solo adesso di là, e prega per la salvezza della sua anima. Mettiamola così: se sant'Agostino, quella volta, quando gli è venuto in mente di inventarsi l'anima, concetto fino ad allora sconosciuto ai cristiani, avesse saputo che quella sua invenzione sarebbe secoli dopo stata brandita dal nano Pillon come clava per dare addosso al gigante Zucconi, sicuramente avrebbe lasciato perdere.

Padri e figli

"A vent'anni si è stupidi davvero, quante balle si hanno in testa a quell'età", cantava Guccini nella celeberrima Eskimo. Poi, certo, c'è sempre l'eccezione che conferma la regola.

lunedì 27 maggio 2019

Ha tutto questo consenso?

C'è differenza tra il 34% assoluto e il 34% del 56% di elettori che sono andati a votare? Sì, solo che a volte non ci pensiamo. Me compreso.

Grandi speranze

Ho iniziato alcuni giorni fa il romanzo Grandi speranze, sperando che fosse un titolo ben augurante in vista delle europee di ieri. Non è stato così, purtroppo. Non che ci facessi troppo affidamento, intendiamoci, dal momento che i sondaggi parlavano chiaro circa l'entità del successo che avrebbe ottenuto la lega, ma, ingenuamente, mi illudevo che un barlume di resipiscenza last minute avrebbe investito almeno una parte degli elettori orientati verso il felpato. Niente da fare, il buon vecchio Charles Dickens non ha fatto il miracolo, ma gli voglio bene lo stesso.

Per il resto, che dire? Se si mettono insieme i voti andati al felpato e alla Meloni viene fuori che quasi metà di quelli che si sono recati ai seggi è andata verso una destra più o meno estrema, intollerante, rancorosa, incattivita, gretta, eufemisticamente filofascista. I motivi? Un po' di anni fa Corrado Augias pubblicò un bel saggio dal titolo Il disagio della libertà. Sottotitolo: Perché agli italiani piace avere un padrone. Dategli una letta, la risposta è lì. Che poi, alla fine, ci si arriva anche senza Augias.

domenica 26 maggio 2019

Zucconi

Non sempre sono stato d'accordo con ciò che diceva o scriveva, in particolare riguardo a un certo smaccato filo-renzismo, ma è stato comunque un grande giornalista. Se avete la possibilità, leggete uno dei suoi libri più belli, ormai datato ma di sorprendente attualità: Stranieri come noi.
Ciao, Vittorio.

sabato 25 maggio 2019

Europee

Ogni consultazione elettorale porta con sé, almeno in chi scrive, cioè uno che di certezze ne ha poche, la solita, angosciosa, domanda: come voto? Domanda che non rappresenta un'incognita riguardo alle idee che ho, quanto semmai in quale partito o candidato queste idee abbiano possibilità di essere rappresentate. Il buon Gilioli ha scritto: "Non si votano i fasciotrash, quelli che ci si sono alleati e quelli che ci si vogliono alleare. Per il resto, a piacere e vicinanza ideale." Bello, ma tradotto in termini pratici? Non so. Stamattina mi sono preso un'oretta di tempo e ho dato un'occhiata in giro per vedere partiti, programmi e personaggi della circoscrizione nord-est.

Non so se ci avete fatto caso, ma generalmente i programmi sono abbastanza simili, tutti rigorosamente riassunti in punti, e, almeno macroscopicamente, le cose che vogliono tutti i partiti sono le stesse: più crescita, più democrazia, più lavoro, più centralità della persona, più leggerezza burocratica, più attenzione per l'ambiente, più tutto, insomma le solite cose. Alcune di queste, come ad esempio l'eterno mito della crescita, sono pura utopia per il semplice fatto che noi non possiamo più crescere, ma l'impatto psicologico positivo insito nella parola crescita è un cosa che ancora fa breccia, quindi perché no?

Personalmente, voterò un partito che miri a rafforzare l'Europa, non a indebolirla. Sorrido sempre quando leggo le scemenze che scrivono Salvini o la Meloni sul sovranismo, l'identità italiana e corbellerie simili, in primo luogo perché storicamente l'identità italiana è un non senso, ma quand'anche l'avesse, sarebbe più tutelata da una Europa forte e coesa che faccia da scudo a queste peculiarità o da un Europa frammentata in cui i singoli stati se la devono vedere con russi, cinesi, indiani, musulmani, americani? L'Europa ha un sacco di guai, di difetti, tutto quello che volete, ma poter andare da Trapani a Helsinki senza passaporto, senza dover cambiare moneta, circolare liberamente dove si vuole è una conquista che non si può correre il rischio di perdere.

Mia figlia più grande in questi anni ha girato tutta l'Europa: Francia, Germania, Inghilterra, Spagna, Portogallo, e a settembre farà l'esperienza dell'Erasmus, e ha girato tutti questi posti sentendosi a casa. Se a un giovane di oggi racconti le barzellette dei confini e dei sovranismi, lui li prende per quello che sono: anacronistiche barzellette. Questo non significa, naturalmente, che ciò che ogni cultura ha di peculiare, a ogni livello, non debba essere valorizzato e conservato, ma oggi persone e cose viaggiano da un capo all'altro del pianeta senza soluzione di continuità e le contaminazioni sono inevitabili, e non necessariamente un male, come qualcuno vorrebbe farci credere. Anzi, spesso sono l'opposto.

Quindi, alla fine, come voterò? Credo che la mia scelta cadrà o su +Europa o sui Verdi, le due formazioni che mi sembra in Europa possano rappresentare meglio le istanze di chi vuole più diritti civili, più attenzione all'ambiente e alla gestione seria, responsabile e lungimirante del fenomeno delle migrazioni, il cui contrario è oggi rappresentato dalla Lega e i suoi accoliti europei. Naturalmente sono consapevole del fatto che si tratta di formazioni che rischiano di non arrivare al fatidico 4% con relativa preclusione della possibilità di accedere al Parlamento europeo, e infatti mi punzecchia pure la tentazione di abbandonarmi al cosiddetto voto utile, cioè di turarmi il naso e votare Pd (così almeno Calenda la smetterà di inondarmi di mail), consapevole che ciò che c'è dall'altra parte è infinitamente peggio.

Buon voto a tutti.

Se

Se non avessi la malattia dei libri scriverei di più. Mi piace scrivere, ma quando comincio a farlo avverto, dopo poco, l'impellenza di smettere perché ho come l'impressione che la scrittura sottragga tempo alla lettura. C'è uno psicologo in sala?

giovedì 23 maggio 2019

Flop editoriali

Il libro su Matteo Salvini, edito dalla nota casa editrice vicina a casapound, è finora un flop. La cosa, in verità, non stupisce. Se infatti fosse un successo significherebbe che anche i leghisti leggono. Ma un leghista che leggesse non sarebbe un leghista, perché l'abitudine alla lettura sviluppa tra le altre cose il senso critico e la capacità di capire quando un politico racconta balle. Insomma, tutto torna. E Salvini stia pure tranquillo: il flop del suo libro è la migliore premessa affinché la gente continui a votarlo.

Passerelle

Correva il mese di maggio 2023 e la signora del popolo, dopo la prima delle due disastrose alluvioni che misero in ginocchio l'Emilia-Ro...