giovedì 19 febbraio 2026

Speronare

Vado a memoria, ma credo che il significato del verbo speronare io l'abbia imparato ai tempi delle medie. Non a scuola ma in televisione. All'epoca trasmettevano un cartone animato che si chiamava Capitan Harlock: una sorta di pirata (buono) intergalattico che comandava un'astronave chiamata Arcadia. Sempre se non ricordo male, questa astronave aveva tra le tante armi in dotazione una specie di rostro/lama gigantesca, posizionata a prua, che serviva a speronare le astronavi nemiche nei combattimenti ravvicinati.

Funzionava così: l'astronave comandata da Harlock avanzava verso una astronave nemica e, quando era a poca distanza da quest'ultima, dalla plancia di comando Harlock spingeva un pulsante e la gigantesca rostro/lama fuoriusciva dalla prua dell'astronave speronando quella nemica. Attenzione, particolare importante: l'astronave di Capitan Harlock procedeva a marcia avanti, non in retromarcia come la Sea Watch III comandata da Carola Rackete. Non a caso la gigantesca rostro/lama era posizionata a prua, non a poppa, altrimenti Capitan Harlock avrebbe dovuto avventarsi sulle navi nemiche avanzando a marcia indietro, situazione che se ci si pensa genera una certa ilarità. 

Ecco, tutto questo per dire che io ho imparato il significato del verbo speronare alle scuole medie, Meloni e Salvini non l'hanno ancora imparato. Ma non disperiamo, hanno davanti ancora un anno e mezzo di legislatura.

17 commenti:

  1. A me intrigherebbe l'esistenza di un reagente chimico o non so quale altro marchingegno che permettesse si determinare, separandoli, il livello d'ignoranza di Meloni e Salvini, sicuramente tutt'altro che trascurabile, da quello di uno sfacciato opportunismo politico davvero senza vergogna. Voglio dire che se s'inventasse un attendibile rivelatore del tasso di facciacomeilculaggine ci riserverebbe probabilmente delle sorprese.

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    1. Ma infatti l'aspetto grave della faccenda è la disonestà, è l'inganno elevato a consuetudine. Sarebbe più accettabile (si fa per dire) se le loro uscite fossero dettate solo da ignoranza. Ma non è così. Loro sanno benissimo che i giudici si limitano ad applicare le leggi e che non c'è alcun "disegno" dietro le loro sentenze, ma contano sul fatto che gran parte del loro elettorato invece crede al "disegno", ai giudici comunisti e a tutte queste stupidaggini. È sulla pochezza intellettiva di questi che fanno leva. È questo a essere irritante.

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  2. Infatti avete ragione, certi "personaggi" aprono la bocca per prendere aria. Ciao

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    1. Se fosse solo per prendere aria. Il problema è che poi la buttano fuori.

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  3. leggerevolare20/02/26, 14:45

    Ti adoro solo per avermi fatto ricordare Capitan Harlock...adoro.
    Io ho ricordo di questo termine per altri film tv visti su pirati di mare però... Ciao

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    1. Sì, immagino che siano molti i film con speronamenti.
      Ciao.

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    2. Dopo che hai citato Capitan Harlock, rispondo citando il film "Star Trek - La Nemesi", rimanendo nella fantascienza. Dove lo speronamento fu l'unico modo per sconfiggere un clone (interpretato da un giovanissimo Tom Hardy) che sapeva anticipare tutte le mosse dei protagonisti.

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    3. Ehm, devo confessare di non aver mai visto Star Trek. Non mi ha mai appassionato. Ma magari col tempo... chissà :-)

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  4. Non che siano gli unici politici a farlo, ma questi in particolar modo manipolano e strumentalizzano qualsiasi cosa.
    Di sicuro non sono sincerità e correttezza le loro caratteristiche migliori.

    E sono convinto che non siano degli analfabeti che non conoscono il significato preciso delle parole.

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    1. Ma certo che non sono analfabeti. Figurati. È che contano sull'analfabetismo di tanti dei loro elettori.
      All'epoca quelli del Post fecero anche un disegnino per spiegare che non si tratta di speronamento.

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  5. Un'interessante analisi dei fatti, dalla pagina Facebook "Abolizione del suffragio universale":


    "Mettetevi comodi. Perché, ieri sera, Matteo Salvini ha pubblicato un video sulla sentenza Sea Watch e ci ha regalato un minuto di bugie e di comicità che neanche Crozza nei giorni migliori.
    Dice che “la signorina Rackete sperona una motovedetta della Guardia di Finanza mettendo a rischio la vita di quattro militari”.
    Speronamento. La chiama così da sette anni.
    Come se Rackete fosse al timone di una nave corsara col teschio sulla bandiera. Come se avesse puntato la prua urlando “all’arrembaggio” contro la Marina Militare italiana.
    La Cassazione, che a differenza di Salvini i video li ha guardati, ha visto una motovedetta che si piazza di traverso tra la nave e la banchina per bloccare l’attracco e una nave che la urta durante la manovra di ormeggio. Un urto.
    Nessun finanziere ferito o minimamente in pericolo. Nessun procedimento per lesioni. In sette anni. Ma “urto durante manovra di ormeggio” non fa venire voglia di impugnare il forcone. E allora speronamento sia.
    Dice che Rackete “viene denunciata e poi da un tribunale archiviata”.

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  6. Così, lanciato lì, come se fosse stato il giudice di pace di Roccacannuccia a chiudere un occhio.
    No, Matteo.
    Prima il GIP non ha convalidato l’arresto.
    Poi la Cassazione, il massimo grado della giustizia italiana, non il bar sotto casa, ha confermato che Rackete ha fatto il suo dovere. Ha scritto che il soccorso in mare non finisce quando tiri la gente fuori dall’acqua, finisce quando la porti in un porto sicuro e che 53 persone non possono presentare domanda d’asilo in mezzo al Mediterraneo.
    In seguito la GIP Alessandra Vella ha archiviato le accuse di resistenza e violenza.
    Infine la GIP Micaela Raimondo ha archiviato anche il favoreggiamento dell’immigrazione.
    E sapete chi l’ha chiesto? La Procura. I PM. L’accusa. Quelli che per mestiere avrebbero dovuto inchiodarla hanno detto: questa donna ha fatto quello che doveva fare, qui non c’è niente.
    Prosciolta da tutto e da svariati giudici, Cassazione compresa. Ma per Salvini è “archiviata da un tribunale”, come chi prende una multa e la fa annullare dall’amico poliziotto.
    “Il Tribunale di Palermo decide che dobbiamo risarcire con 76mila euro gli speronatori tedeschi, per l’ormeggio, la benzina, le spese legali”.
    E qui bisogna sedersi perché la storia è magnifica. I 76mila euro non c’entrano niente con l’urto, niente con lo sbarco, niente con Rackete. Il Tribunale di Palermo ha stabilito che il sequestro della nave, durato cinque mesi, era illegittimo.
    Sea Watch aveva fatto opposizione al prefetto di Agrigento. Il prefetto non ha mai risposto. Per legge, se non rispondi nei termini, scatta il silenzio-assenso e il sequestro decade automaticamente. La nave è rimasta bloccata altri tre mesi lo stesso. I 76mila euro rimborsano le spese di un sequestro che per legge non doveva più esistere.
    E adesso tenetevi forte, perché arriva il colpo di scena: il prefetto che non ha risposto a quella lettera, quello il cui silenzio ha reso illegittimo il sequestro e ha prodotto i 76mila euro di risarcimento, dipendeva dal Ministero dell’Interno.
    l ministero di Matteo Salvini, che nel 2019 era il ministro. Cioè: lo Stato paga 76mila euro dei nostri soldi perché il suo ministero non è stato capace di rispondere a una lettera nei tempi di legge. E lui fa un video per dare la colpa ai giudici.
    “Chi non vota Sì al referendum è complice degli speronatori”.
    Ora, volendo sorvolare sulle lezioni di democrazia di un uomo che considera il voto contrario un reato morale, la separazione delle carriere non avrebbe cambiato una virgola di questa storia, perché la Cassazione ha confermato il GIP, i PM hanno chiesto loro l’archiviazione e il risarcimento è una causa civile per un errore amministrativo della prefettura che non ha nulla a che vedere col rapporto tra giudici e pubblici ministeri.
    Sette anni a raccontare la stessa bugia.
    Sette anni a chiamare speronamento un urto.
    Sette anni a trasformare una donna che ha salvato 53 persone in mezzo al mare nel nemico pubblico dell’Italia.
    Sette anni a dimenticare che quei 76mila euro li paghiamo perché il suo ministero non ha risposto a una lettera.
    E sette anni dopo è ancora lì, davanti alla telecamera, col ditino puntato contro i giudici, sperando che nessuno si accorga che il dito dovrebbe puntarlo verso uno specchio.​​​​​​​​​​​​​​​​
    Che uomo imbarazzante."



    (Ho dovuto dividere il commento in due parti, perché Blogger me lo dava come troppo lungo. Limite che non conoscevo.)

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    1. Io l'ho scoperto recentemente, il limite di lunghezza dei commenti. Comunque avevo letto il post, seguo anch'io quella pagina. Niente da aggiungere, mi pare.

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  7. Risposte
    1. Anch'io seguo da anni Massimo Mantellini. Se non ricordo male, dovrei anche averlo visto (non conosciuto) dal vivo in qualche BlogFest.
      Ottimo articolo anche il suo. L'unica cosa che gli critico un po' è che spesso scrive in maniera troppo criptica.

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    2. Qualche anno fa ho assistito alla presentazione di un suo libro qui alla biblioteca di Santarcangelo. Persona gradevolissima. Sì, a volte è un po' criptico, concordo.

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