lunedì 26 gennaio 2026

Il dio dei boschi


Alla fine l'ho divoraro in due giorni e mezzo. Un noir splendido, come mi è capitato poche volte di leggerne. Adesso capisco Carofiglio, quando diceva che avrebbe voluto scriverlo lui.

Che poi, alla fine, definirlo noir è riduttivo: è un romanzo corale. Liz Moore costruisce una vera comunità con ruoli, gerarchie, silenzi condivisi, senza nessuno che sia davvero marginale. Il continuo cambio dei piani temporali, secondo me, non è solo una scelta strutturale ma etica: costringe il lettore a rivedere continuamente i giudizi. Personaggi che in un tempo sembrano vittime, in un altro diventano complici; figure apparentemente solide che, col senno di poi, rivelano crepe enormi. 

Tutto il romanzo è un enorme scavo dentro l'animo umano, non solo le sue vette (qui poche), ma soprattutto i suoi abissi.

Splendido!

4 commenti:

  1. Ciao. Con le recensioni delle tue letture mi provochi, fai venire anche a me la voglia di leggere questo libro. Un noir interessante, a tuo giudizio, ma i tuoi giudizi sui libri spesso incontrano i miei.
    Cercherò di comprarlo, penso proprio che mi piacerà.
    Mafi

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    1. Oddio, spero ti piaccia, se no poi mi spiacerà averti fatto spendere soldi. Fammi sapere.
      Ciao :-)

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  2. Spendere soldi per un libro non è mai una cosa negativa, nemmeno se quel libro dovesse poi non piacerti. Averlo letto, alla fine, sarà comunque un'esperienza.

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