Avevo già messo in pratica qualche tempo fa l'azione di disattivare il mio account fb. Sono stato alcuni mesi senza poi l'ho riattivato, ma ci bazzico ormai pochissimo, a volte sto interi giorni senza aprirlo per niente, e le poche volte che ci torno lo faccio solo per ripubblicare là ciò che scrivo qui, senza aggiungere alcun altro tipo di interazione. Credo che la prossima volta che ci metterò mano sarà per una cancellazione definitiva dell'account. Facevo queste riflessioni mentre leggevo il post in cui Federica Sgaggio spiega i motivi della sua ultima disattivazione dell'account, motivi a mio parere più che condivisibili a cui aggiungo la constatazione che fb rappresenta una delle più grosse perdite di tempo che siano mai state inventate, perché ruba tempo ai libri, alla riflessione, alle capacità e possibilità di poter scrivere post articolati e permeati da un minimo di ragionamento, di riflessione. È un mondo in cui sostanzialmente non mi riconosco più, che irrita, velocizza, banalizza, semplifica in maniera aberrante la complessità. E a me la complessità piace.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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