Se la moda prenderà piede, ho paura che le figlie del povero Enzo Tortora avranno il loro bel da fare nel prossimo futuro a replicare ai cialtroni che evocheranno a vanvera la sua vicenda. Cominciò il delinquente nel maggio 2013, alla manifestazione indetta davanti alla procura di Milano per protestare contro la giustizia politicizzata. Lì il tipo delle cene eleganti paragonò le sue vicende a quella, terribile, dell'ex presentatore televisivo. Immediata la replica della figlia Gaia via twitter: "Caro Silvio, mio padre era un'altra storia. Un'altra persona. Ognuno risponde alla sua coscienza."
Adesso tocca a Giancarlo Galan, a pochi giorni dalla decisione della Camera sulla richiesta d'arresto avanzata dai magistrati: "Io come Enzo Tortora, ma non mi rassegno al carcere." Ovviamente, anche in questo caso il paragone non sta né in cielo né in terra, anche perché Tortora all'immunità rinunciò, a differenza di Galan. E anche qui, ecco pronta la replica della figlia: "Solo per dire:mio padre non ha usato alcun cavillo.si e' dimesso.e'andato in galera.da li' ha lottato fino a morire.# trova le differenze."
Ecco, trovate le differenze tra questi cialtroni e gli uomini veri. Non è difficile.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
domenica 6 luglio 2014
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