Leggo sull'Espresso che Ugo Arrigo, professore di scienze delle finanze alla Bicocca di Milano, ha provato a fare un po' di conti per vedere, nella maniera più esatta possibile, quanto costerà realmente a noi il nuovo piano Alitalia. Qualche giorno fa l'Economist aveva quantificato in 125 € per ogni contribuente italiano tale costo.
I due dati non si discostano molto tra loro, anche se il settimanale inglese pare avere un tantino esagerato. Ecco un piccolo stralcio dell'intervista al professor Arrigo:
Che cos'altro c'è?
"Il piano di Passera dice quanti aerei dovrà schierare la nuova compagnia. Ciò consente di calcolare la riduzione di attività rispetto alla vecchia Alitalia. Un dimagrimento che comporta per lo Stato un calo di introiti contributivi e tributari: diciamo che, sempre nell'arco dei sette anni, verranno a mancare tra i 2,1 e i 3,5 miliardi".
Tirando le somme?
"Tra maggiori spese e mancati introiti, l'operazione che vede protagonisti Colaninno e soci costerà allo Stato tra i 4,1 e i 6,8 miliardi di euro nei prossimi sette anni".
Quindi circa cento euro a italiano, compresi i neonati... E invece il piano Air France quanto costava?
"Il piano Spinetta oscillava tra 1,3 e 2,4 miliardi sempre nei sette anni. La differenza è dunque compresa in una forchetta che va da 2,8 a 4,4 miliardi di euro".
Se non ho fatto male i conti, la forbice indicata dal professore milanese spalmata sugli italiani (attenzione, non solo i contribuenti, ma tutti, compresi nullatenenti, barboni, bambini, ecc...) dovrebbe attestarsi su una cifra che oscilla tra i 68 e i 113 € a testa. La stessa forbice, secondo il piano di acquisizione AirFrance-KLM, si sarebbe attestata (sempre se ho fatto bene i conti) tra i 21 e i 40 €.
Non mi pare una differenza di poco conto. Se si considera poi, come dice Gilioli, che il piano Alitalia è stato fortemente voluto da uno che ha vinto le elezioni promettendo di tagliare le tasse...
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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