sabato 31 agosto 2019

Graz

Sono a Graz, ho approfittato di questo weekend per accompagnare mia figlia maggiore a prendere possesso dell'alloggio che la ospiterà per i prossimi sei mesi, mesi in cui farà l'esperienza dell'Erasmus. Alcune cose che saltano all'occhio.

1) Graz è una città cosmopolita, si incontrano per le strade persone di qualsiasi idioma e qualsiasi nazionalità, una specie di Londra un po' (un bel po', diciamo) più in piccolo.

2) C'è molto traffico veicolare, quasi come da noi, ma oltre alle macchine circolano un mare di biciclette. Ci sono piazze in cui esistono parcheggi multipiano solo per le due ruote, sembra di essere ad Amsterdam.

3) Gli austriaci sono molto gentili, almeno quelli con cui ho avuto a che fare finora. Non solo i baristi e gli esercenti pubblici in generale, ma anche le persone che si incontrano per strada ti sorridono quando le incroci. Non tutte, certo, ma una media decisamente alta, rispetto alla moltitudine di gente che sta sulle sue quando giro per Santarcangelo.

4) Ci sono parecchie librerie, cosa che a me interessa molto; peccato che, conoscendo io solo tre parole di tedesco, non sappia che farmene.

5) Le autostrade austriache sono pallosissime. Velocità massima consentita: 100 Km/h e telecamere quasi ogni chilometro. Impossibile fare i furbi (infatti non lo fa nessuno).

Questo è quanto, per ora.

giovedì 29 agosto 2019

Spread e rendimenti in calo

Non ha fatto tempo a passare all'opposizione, la Lega, che la nostra economia ha ripreso a respirare: spread e rendimenti dei nostri titoli di stato ai minimi storici.

La narrazione salviniana vuole che nel lungo elenco di nemici dell'Italia ci sia l'Europa (Bruxelles, poteri forti e compagnia varia assortita), oltre naturalmente agli onnipresenti migranti, ai Rom, alle ONG e a tutto quello che la propaganda salviniana ci ha propinato in questi quattordici mesi. Molti ci hanno creduto e ci credono, e vabbe': d'altra parte il felpato conosce bene i suoi polli.

Fuori dalla propaganda, ed entrando nella realtà e nel merito delle cose, è palese come non sia l'Europa, pur col suo miliardo di difetti, il nostro nemico, ma i mercati. Il concetto è molto semplice: se noi andiamo d'accordo con l'Europa i mercati se ne stanno buoni e tranquilli, e ci danno fiducia. Fiducia significa che gli investitori sono molto più propensi ad acquistare il nostro debito pubblico attraverso i titoli emessi dallo Stato. Ed è anche (anzi, soprattutto) con questi soldi qui che lo Stato paga gli insegnanti, i medici, i magistrati, le forze dell'ordine, i dipendenti pubblici in genere. In altre parole, è con questo sistema che lo Stato funziona, il resto sono chiacchiere da bar, quelle di cui Salvini è sempre stato maestro.

Fratoianni e il consumo

Mi è capitato di ascoltare, ieri, un breve intervento di Nicola Fratoianni, politico che raramente ho sentito enunciare dichiarazioni meno che intelligenti e condivisibili. Epperò il Fratoianni, ieri, mi è caduto sul consumo, dicendo che tra le priorità del neonato governo Conte due ci dev'essere il lavoro, la crescita e il rilancio dei consumi. Bisogna consumare di più, crescere di più, dice, quando è assodato che siamo ormai giunti a un punto in cui né l'una né l'altra cosa sono possibili.

Fratoianni, uomo di sinistra, sinistra vera, non quella di Renzi, che spezza lance in favore del capitalismo più bieco, quello che ci ha definitivamente ridotti da persone a consumatori, unica qualifica, quella appunto di consumatori, che ci consente di avere una qualche forma di rilevanza e dignità sociale; il Fratoianni che pensa che noi si possa ancora crescere. Peccato.

mercoledì 28 agosto 2019

Mai più, si spera

L'ultimo atto, prima di andarsene, è stato bloccare l'accesso in un porto italiano della Mare Jonio (una nave italiana, oltretutto) con il suo carico umano formato prevalentemente da bambini.

Non so cosa faranno PD e Cinquestelle insieme, probabilmente non lo sanno ancora neppure loro, e in fin dei conti mi interessa relativamente, almeno al momento, quello che mi importa è il non dovere più assistere a vergogne come questa.

Con la speranza che quella di oggi sia stata l'ultima nefandezza commessa dal peggior ministro che l'Italia abbia mai avuto.

martedì 27 agosto 2019

Dirette

Il mio vicino ha la finestra aperta e mi arriva la voce di Mentana, che quindi presumo stia facendo una delle sue rinomate dirette. Una diretta per documentare lo spettacolo inverecondo dell'osceno mercimonio politico che si protrae ormai da tempo.

Mercimonio a cui sono tuttavia disposto a indulgere, pur con estrema fatica, se il risultato sarà il passaggio all'opposizione, per il maggior tempo possibile, della compagine fascista, che è il primo requisito per la nostra sopravvivenza democratica. Poi, forse, verrà tutto il resto, verrà il tempo delle disamine e delle riflessioni articolate e composte, ma la prima emergenza, ora come ora, è neutralizzare Salvini e tutto ciò che rappresenta.

lunedì 26 agosto 2019

Paolo Crepet e i nowax

Non sono sempre d'accordo con tutto ciò che dice e scrive Crepet, in particolare gli rimprovero un certo ostracismo talebano nei confronti dei social e della tecnologia, ma questi dieci minuti sui nowax sono da incorniciare.

Achab

Il leggendario capitano Achab (captain Ahab, nell'originale inglese) fa la sua prima comparsa a pagina 158, capitolo ventottesimo del romanzo. Melville se l'è presa comoda, diciamo. Mi chiedo a questo punto quando farà la sua comparsa l'altrettanto leggendaria balena bianca, il cetaceo che nella missione precedente mozzò la gamba ad Achab.

La prima breve descrizione che Melville fa del capitano, in cui lo fa comparire all'improvviso sul cassero del Pequod, coi capelli bianchi mossi dal vento, la lunghissima cicatrice che parte dal cuoio capelluto e gli attraversa il volto insinuandosi nel petto, il corpo che pare fatto di bronzo e la leggendaria gamba di osso bianco di capodoglio, mi ha fatto venire in mente per un attimo il capitan Harlock che guardavo da ragazzino.

Anche lui, se non ricordo male, era mancante di una gamba e aveva una specie di cicatrice sul viso. Ma non vorrei scadere nella blasfemia, accostando l'eroe di un cartone animato col personaggio principale di uno dei maggiori capolavori della letteratura americana.

domenica 25 agosto 2019

Smartphone

Torno dalla mia passeggiata domenicale in collina e vedo la signora anziana, attaccata alla rete, che ripete alla vicina, più anziana di lei, qualcosa che sta leggendo sul suo smartphone. Lui e lei passeggiano sulla strada che sale su a Poggio Berni, lui davanti, lei dietro, entrambi chini sul loro smartphone. In pizzeria ogni persona seduta ai tavoli ha il proprio smartphone, ce l'hanno i grandi e ce l'hanno i bambini, e con quello fotografano e inviano a chissachì la pizza fumante che si apprestano a divorare (tranquilli, è capitato di farlo anche a me). Anche i camerieri prendono le ordinazioni ai tavoli digitando su apparecchi elettronici simili ai telefonini.

Usiamo lo smartphone a cena, in macchina, sul lavoro, a letto, mentre facciamo jogging, andiamo in bicicletta, siamo seduti sul water, nelle sale d'attesa del dentista, sul tram, in spiaggia, in albergo. Io stesso lo uso (ci sto scrivendo questo post), anche se non ritengo di esserne schiavo, o forse tento di illudermi di non esserlo. D'altra parte se oltre a lavorare riesco a leggere tra i settanta e gli ottanta libri all'anno qualcosa vorrà dire, no?

Mi viene in mente Paolo Crepet quando, in una sua recente conferenza, diceva che il telefonino è l'oggetto che ha avuto più successo nella storia dell'umanità: più della macchina, più dei frullatori, più delle lavatrici, più di tutto quello che vi viene in mente. Ce l'hanno i bambini, i giovani, gli adulti, gli anziani, i poveri, i ricchi, i colti, gli ignoranti, i cristiani, i musulmani, gli ebrei, gli animisti, i buddisti; gli esseri umani di qualsiasi latitudine della terra hanno uno smartphone. Da un certo punto di vista è lo strumento più democratico che ci sia, da un altro punto di vista un filo di inquietudine questa cosa la genera, se ci si pensa.

(...)



(da Moby Dick, H. Melville)

venerdì 23 agosto 2019

Moby Dick



Si può aspettare di avere quarantanove anni prima di prendere in mano uno dei più grandi capolavori della letteratura mondiale? Sì, purtroppo - nel frattempo ho letto anche altro, eh.

Immagini da Ceuta

Alcune immagini da Ceuta. Due soldati spagnoli consolano un ragazzino marocchino che è riuscito a raggiungere la spiaggia e un militare dell...