giovedì 28 febbraio 2019

Primavera e vicino

Siamo in primavera. Una primavera a pelle, naturalmente, ché per il calendario ancora non se ne parla. E ogni primavera, pelle o calendario che sia, porta con sé inevitabilmente qualche fastidio. Nel mio caso, il fastidio in questione è il vicino con la sua maledetta falciatrice, che mi obbliga a ricorrere a lunghe serie di ommm e a inventare le più strampalate tecniche di manipolazione della mente nel tentativo di autoconvincermi che in realtà non esiste.

Mogol e la musica italiana

Se fossi al posto di Mogol, invece di obbligare per legge le radio italiane a trasmettere una quota minima di musica Italiana, le obbligherei a trasmettere una quota minima di musica di qualità, italiana o straniera che sia. Avrebbe molto più senso, mi pare.

A dire il vero, poi, della faccenda non è che mi importi granché, dal momento che la musica che amo ascoltare la seleziono da me e la programmazione radiofonica imperante è nel suo complesso quanto di più lontano ci sia dai miei gusti musicali.

mercoledì 27 febbraio 2019

Il nome della rosa

Leggo che sta per essere messa in onda una serie televisiva ispirata al celeberrimo romanzo di Umberto Eco.

Magari sarà un successo, e la serie sarà pure fatta bene, ma io sono sempre un po' perplesso dinnanzi a queste trasposizioni cinematografiche di grandi opere letterarie. Già il film di Annaud era così così perché alleggerito di molte parti importanti (la lunga discussione teologica sulla povertà di Cristo e della Chiesa, ad esempio, nel film si risolve in un paio di battute mentre nel libro occupa pagine e pagine, anche se capisco che alla maggior parte del pubblico cinematografico un eccessivo indugio su argomenti simili avrebbe potuto provocare sbadigli e sonnolenze). Mi chiedo quindi quale sarà il valore aggiunto di una serie TV.

Un lato positivo potrebbe essere forse una spinta alla curiosità di leggere il libro da parte di chi non l'ha mai letto, cosa che accadde anche dopo l'uscita del film di Annaud. Per il resto, rimane la perplessità.

Qualcosina di più?

Leggo che il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, ha un diploma Isef e una laurea, conseguita in tre anni all'età di trentotto (?), in scienze motorie, e vanta un passato di allenatore di una squadra di basket minore. Se non ricordo male, nel governo Renzi il ministro dell'Istruzione, la signora Fedeli, non era manco laureata, e pure la Lorenzin alla sanità, sempre se non ricordo male, poteva vantare solo un diploma superiore.

Si ha come l'impressione, in generale, che si faccia una specie di corsa al ribasso nella caratura dei personaggi destinati ad amministrare ministeri importanti e delicati. Senza scomodare l'istruzione con Bussetti, è sufficiente guardare il figuro che presiede gli Interni oggi, ad esempio.

Mi chiedo: manca la possibilità o la volontà di mettere in certi posti persone degne di amministrarli?

lunedì 25 febbraio 2019

Ama Fontana come te stesso

Anche la Sardegna

Dopo l'Abruzzo, Salvini s'è pappato pure la Sardegna. La Lega è un rullo compressore, c'è poco da fare; magari passerà, anzi sicuramente passerà, ma in questo momento, piaccia o non piaccia, e a me non piace, è così.

Siamo un popolo che, per buona parte e per qualche incomprensibile (o forse comprensibilissimo) motivo, adora un cazzaro da bar arrogante, icona del machismo, totalmente privo di qualsivoglia cultura e competenza, con un senso dello Stato e delle istituzioni pari a quello di uno spaturno(*) e dalle palesi inclinazioni fasciste (il leitmotiv Prima gli italiani accompagnava già l'introduzione delle leggi razziali del '38 volute dal regime fascista).

Gli italiani si sono bevuti il cervello? Vogliono veramente questa roba qua? Sì a entrambe le domande. C'è sempre stata, evidentemente, una maggioranza silenziosa di destra che aspettava solo l'occasione di venire fuori, rompendo magari più di un indugio, e con Salvini è venuta allo scoperto.

Amen.

(*) Animale immaginario di cui lessi una volta in un libro di Giobbe Covatta. Vabbe', insomma, non è che uno può leggere solo Eco o Dostoevskij, se gli capita legge anche Covatta, eh.

Perché amo King



Uno scrittore normale avrebbe scritto: "Probabilmente sarebbe campato altri vent'anni, salvo imprevisti", oppure che ne so? "Probabilmente sarebbe campato altri vent'anni, se al destino non fosse venuto in mente di decidere diversamente", e si potrebbero fare altri diecimila esempi. Invece King scrive: "Probabilmente sarebbe campato altri vent'anni, se dal mazzo non fosse uscita una carta a sorpresa".

Capite perché Stephen King sarà sempre un gradino sopra tutti gli altri?

(Ah, sto leggendo il suo ultimo romanzo: Elevation, fresco fresco di libreria.)

domenica 24 febbraio 2019

Il diritto dimenticato

La figura del giudice terzo che dirime le controversie non è piovuta giù dal cielo per caso, ma venne istituita nell'antichità dal diritto romano, anche se prima dei romani ci erano già arrivati gli antichi greci. Qual è la ragione dell'esistenza di questa figura?

Se io ricevo un'offesa non posso difendermi autonomamente, perché la mia difesa non potrà mai essere proporzionata all'offesa ricevuta, e questa sproporzione è generata dal fatto che io, offeso, quindi vittima di un torto, sono emotivamente carico e ben difficilmente questo stato potrà permettermi di equiparare la mia reazione all'offesa ricevuta. Da qui la necessità della presenza di una figura terza, equidistante dalle parti, che sia in grado di valutare nel miglior modo possibile la proporzione della risposta in rapporto all'entità dell'offesa.

Quando Salvini va a solidarizzare in carcere con chi si è difeso autonomamente dalla visita di un ladro uccidendolo a fucilate, nel caso in questione praticamente a sangue freddo, atto che con la legittima difesa non c'entra niente, è come se buttasse nel cesso duemila e passa anni di diritto e di civiltà, quella civiltà che fa sì che noi, oggi, si viva in uno stato di diritto, pur con tutti i suoi difetti, e non in mezzo a un far west dove ognuno si fa giustizia da sé, che è dove qualcuno vorrebbe riportarci.

sabato 23 febbraio 2019

E il celibato?

Preghiera e penitenza, nessun contatto con i minori, sorveglianza da parte di non meglio precisati responsabili. I sistemi auspicati da Bergoglio per combattere ed eradicare il secolare e mai risolto dramma della pederastia nel clero sono questi.

Una volta terminato di ridere, anche se da ridere c'è ben poco, non si può non notare come del tabù della abolizione dell'anacronistico e insensato celibato dei preti, che permetterebbe di ottenere cospicui e reali risultati nella lotta a questa piaga (vedi anglicani e protestanti, ad esempio, da sempre anni luce avanti rispetto ai cattolici), si continui a non parlare. Guai!

Per il Cattolicesimo i preti devono continuare a restare celibi e a sfogare le loro pulsioni altrove, salvo poi doversi sorbire, noi, il prodursi, da parte di papi e vescovi, di regolari e patetici atti di scuse pubbliche e di ridicole promesse che si risolverà questo dramma, come è avvenuto nel summit vaticano qualche giorno fa.

Pigrizia

Ho sempre preferito la lettura alla scrittura. Sì, in passato ho pubblicato su queste pagine un certo numero di racconti, ma io sono costituzionalmente pigro e dato che scrivere richiede un maggiore impegno... Avrei anche un certo numero di idee su cui imperniare dei racconti, e ogni volta che sono al termine di un libro mi dico: Ecco, adesso, prima di iniziare il prossimo, scrivo un racconto. Poi invece lascio perdere e mi butto sul libro successivo. Forse, chissà, se il reparto della mia libreria in cui tengo i libri in attesa non fosse così pieno, magari avrei uno stimolo in più per scrivere.

Ma in fondo sono tutte scuse, la realtà è che sono pigro. Amen.

Bollo e balle

Sono anziano e, come anziano, ho una certa fissa per vecchi arnesi come la semantica. Nel post con cui Gioggia annuncia la sospensione del b...