domenica 30 settembre 2012

Casta diva

"Divinità dalla suprema voce, la tua temporalità mi è entrata nelle ossa"
[F. Battiato]

Nel '98 Franco Battiato pubblica un album chiamato "Gommalacca". Tra le tracce di cui è composto ve n'è una chiamata "Casta diva". È un omaggio del grande cantautore a Maria Callas, probabilmente la più grande voce soprano mai esistita al mondo.
Siccome il pezzo a me piace molto e oggi non avevo granché da fare, l'ho preso, l'ho corredato di un po' d'immagini e l'ho caricato su Youtube.

Tempistica delle abolizioni

Diciamo la verità: Formigoni ha un po' rotto le scatole. Da qualche tempo sta portando avanti una sorta di battaglia, fracassando le appendici pendule maschili a destra e a manca, per l'abolizione delle regioni come le conosciamo oggi e la creazione di tre macroregioni: una al nord, una al centro, una al sud.
Non sto a discutere dell'utilità o meno di questa cosa, non mi interessa. Ma uno che è presidente di regione (Lombardia) da 17 (diciassette) anni, e dopo che per 17 anni nella suddetta regione ci ha sguazzato, non può all'improvviso alzarsi dal letto e proporne l'abolizione, specie dopo quello che sta venendo fuori in questi giorni.
Dài, su, è la tempistica che ti frega, che non ti rende credibile, Roberto. Se le regioni ti stanno tanto sulle scatole, perché non ne hai proposto l'abolizione 10 o 15 anni fa?

sabato 29 settembre 2012

Risvegli tardivi (di Fini)

Tra le novità (tristi) della giornata politica, ammesso che questa cosa c'entri qualcosa con la politica, c'è la lettera che il faccendiere Valter Lavitola avrebbe (notate il condizionale) scritto di suo pugno al caimano. Come scrive giustamente Gramellini, stamattina, "Se questa lettera è falsa, mette spavento. Se è vera, molto di più."
Gianfranco Fini, quello dei famosi risvegli tardivi, tirato in ballo nella lettera come vittima di un complotto per la famosa casa di Montecarlo, ha dichiarato: "ll signor Berlusconi è un corruttore [...] spero che gli italiani capiscano ora chi e' Silvio Berlusconi."
Gli italiani, caro Fini, almeno quelli che non hanno il prosciutto davanti agli occhi, l'avevano già capito da anni. Ben arrivato.

venerdì 28 settembre 2012

Peli e vizi

Ricordate la lunga sequela di leggi ad personam che hanno caratterizzato il quasi ventennio berlusconiano? Voi pensavate che fosse finita con l'uscita di scena del tipo delle cene eleganti, vero? E invece no. Qualcuno che lavora per lui c'è sempre, dietro le quinte. Altrimenti non si spiegherebbe la norma salva-ruby che una ignota manina ha infilato di soppiatto nel ddl anticorruzione.

Torturate pure con calma


(Marco Morelli via Facebook)

Lager


Uno pensa subito ad Auschwitz, Dachau, Birkenau, e si scorda di Lamezia Terme.

Manovre

Il governo ha messo sul tavolo una manovra che grosso modo sarà articolata in questo modo: maggiore tassazione agli abbienti (chi guadagna più di 150 mila euro all'anno sarà sottoposto a una nuova aliquota del 45%, prima era del 41) e maggiori risorse da destinare a Pubblica Istruzione, Ricerca, Sanità, Lavoro e Giustizia.
Ah, dimenticavo, sto parlando della Francia.

giovedì 27 settembre 2012

Indulto o amnistia?

Era il 2006, e il parlamento varava l'ultimo indulto. Si spalancarono quindi le porte delle carceri per un certo numero di detenuti, in particolare quelli condannati per reati di lieve entità e con una breve pena residua da scontare. Il motivo: carceri sovraffollate e detenuti stipati come bestie. Naturalmente - molti lo prevedettero - l'effetto durò poco. La maggior parte di quelli che tornarono fuori, infatti, per mancanza di alternative (lavoro non ce n'è oggi e non ce n'era neppure allora) ricominciarono a delinquere, e di conseguenza tornarono dietro le sbarre. La boccata di ossigeno per le carceri durò quindi lo spazio di pochi mesi, poi tutto tornò come prima.

Subito dopo la promulgazione del suddetto indulto, molti politici presero solenni impegni per risolvere la situazione da terzo mondo del nostro sistema carcerario, una situazione conosciuta da decenni ma sempre spostata più in là, perché, come è noto, di chi muore dietro alle sbarre in fondo non frega niente a nessuno. Sono delinquenti, malandrini matricolati, rifiuti della società, che s'arrangino e marciscano in carcere come cani. Certo, se un Sallusti rischia di finire al gabbio, allora della questione si interessa pure il capo dello stato. Delle migliaia di poveri cristi che nei nostri lager lasciano ogni giorno le penne, non frega niente a nessuno - e tenete presente che circa metà dei detenuti è in attesa di giudizio. Naturalmente, e anche qui si tratta di un film visto e rivisto, una volta avuto questo benedetto indulto, i politici si dimenticarono delle loro belle promesse, dei vari "piano carceri" e compagnia bella. Tutto restò come prima, ed è noto che quando un problema non si affronta ma si sposta, si incancrenisce, finché poi esplode in tutta la sua drammaticità e ineluttabilità.

Oggi siamo di nuovo a questo punto. E Napolitano, invece di incazzarsi coi vari tromboni e le loro promesse al vento, cosa fa? Auspica un altro indulto, magari, perché no?, accompagnato da una bella amnistia, così, giusto per non farci mancare niente. Ecco, un altro bel provvedimento che, se mai dovesse farsi per davvero, risolverebbe la situazione per altri cinque o sei mesi e sarebbe accompagnato dalle solite, patetiche, promesse di mettere mano al problema delle carceri. E tutto ricomincerebbe da capo. Fino alla prossima volta.

Pane al pane, vino al vino


(via repubblica.it)

mercoledì 26 settembre 2012

Sallusti al gabbio?

Sto scorrendo su Twitter i commenti dei vari Formigoni, Lupi, Carfagna, Meloni e compagnia bella sul caso Sallusti. C'è da morire dal ridere. Tutti incazzati perché "non si può andare in galera per delle opinioni", oppure "questa è una legge incivile e da cambiare".
Due cose. La prima è che le opinioni in questo caso non c'entrano un fico secco. Sallusti è stato condannato definitivamente per diffamazione, ossia per un articolo attribuito a lui che conteneva delle falsità. La seconda è che i vari tromboni che strillano per l'assurdità della legge che permette tutto ciò, hanno avuto anni e anni per cambiarla e non l'hanno mai fatto. E adesso tutti cascano dal pero. Comico, non trovate? (ah, dimenticavo, la pena è stata sospesa, Sallusti in carcere non ci andrà, state pure tranquilli.)

Lonesome Dove

Alcuni critici hanno sostenuto che se nella vita si vuole leggere un solo romanzo western, deve essere questo. Ambientato tra il 1876 e il 1...