lunedì 22 giugno 2026

La naturopata

A mio avviso, il problema di questa situazione è uno solo: aprire le porte di un policlinico universitario pubblico a una naturopata, indirettamente "eleva" la dignità di questa figura equiparandola a quella di un medico, di un chirurgo, di un anestesista, tutte figure qualificate, con una laurea in medicina e una o più specializzazioni. Magari questa naturopata girerà per l'ospedale con la stessa divisa dei medici e i pazienti saranno indirettamente portati a pensare che in fondo tra le due figure non ci sia differenza.

Ma io non ce l'ho con la naturopata né, in generale, con la naturopatia. Se uno vuole farsi curare una infezione alle vie urinarie con la calendula o i fiori di Bach, chi sono io per impedirglielo? Io ce l'ho col policlinico che ha assunto, pagandola con soldi pubblici, questa signora. Se in un policlinico, che per definizione è il luogo dove ogni attività è strettamente ancorata a rigorosi presupposti scientifici, si dà credito a una pratica che di scientifico non ha niente, allora crolla tutto. 

In effetti, pensandoci, viviamo ormai in una società dove parecchie cose stanno crollando.

2 commenti:

  1. Immagino che tu già lo sappia, ma diversi anni fa la regione Toscana (accidenti a chi ha decentralizzato la sanità), in mano ad una amministrazione PD e soci, ha spianato la strada a queste cose:
    https://www.google.com/search?client=firefox-b-d&q=toscana+ambulatorio+medicina+complementare

    A queste pericolosissime cose...

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    Risposte
    1. In realtà no, non ricordavo questa cosa.
      Che tristezza...

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