"La Chiesa è l'ultimo avamposto della difesa della famiglia naturale".
A me Adinolfi sta sulle balle non perché abbia idee antitetiche alle mie, il che è più che legittimo, ma perché racconta balle sapendo di raccontarle, e può raccontare tali balle perché può contare su una moltitudine di supporter sostanzialmente ignorante (intendo nel senso che ignorano, non sanno, non faccio certo riferimento all'accezione offensiva dell'aggettivo).
Così lui può tranquillamente parlare di famiglia naturale ben sapendo che una tale definizione non ha senso e non sta né in cielo né in terra.
La famiglia naturale che intende lui, infatti, è quella formata da papà e mamma biologici (possibilmente sposati in chiesa) e relativa prole. Bene, e allora Adinolfi sappia (e lo sa benissimo) che la famiglia di questo tipo non è affatto un prodotto naturale, ma culturale. Di più. Il matrimonio è probabilmente il prodotto per antonomasia più culturale e meno naturale che esista, e di conseguenza la famiglia che ne deriva. E questo perché risultato dell'elaborazione dei comportamenti sociali umani nelle diverse culture e nel tempo.
La chiesa, quindi, non difende niente di naturale, ma solo un prodotto culturale, una delle tante "varianti" di famiglia che si sono succedute nella storia dell'umanità, tra l'altro non necessariamente migliore di altre.
La fortuna di Adinolfi, che sostanzialmente è quella di Salvini e altri arruffapopolo, è che appunto può contare su una massa di persone per gran parte refrattaria a ragionare, a informarsi e di scarsissima erudizione, per cui stupisce fino a un certo punto il largo seguito che hanno.
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
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