Circa un mesetto e mezzo fa, quando la Cassazione sentenziò che il processo a Dell'Utri per fatti di mafia andava annullato e rifatto, dalle parti di Libero e Giornale si brindava e ci si chiedeva: "adesso chi paga?"
La Suprema Corte assunse di botto le sembianze di un giustiziere divino che veniva a rimettere le cose al loro posto e a riparare le ingiustizie perpetrate dai soliti pm politicizzati.
Naturalmente, pochi si premurarono di precisare che quello enunciato dalla Cassazione non era altro che il dispositivo della sentenza, e che le motivazioni della medesima sarebbero arrivate col tempo.
Oggi sono arrivate, e nelle 146 pagine che la compongono c'è scritto nero su bianco che "Il senatore Marcello Dell’Utri è stato il 'mediatore' dell’accordo protettivo per il quale Berlusconi pagò alla mafia 'cospicue somme' per la sua sicurezza e quella dei suoi familiari".
Ecco che all'improvviso la Cassazione si trasforma, agli occhi del Giornale, da giustiziere in colei che "va all'attacco".
"...e il mio maestro m'insegnò com'è difficile trovare l'alba dentro l'imbrunire..." (Franco Battiato)
martedì 24 aprile 2012
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