giovedì 7 maggio 2026

Cuba muore

Nell'indifferenza generale, Cuba sta morendo a causa delle sanzioni americane. L'embargo commerciale ed economico nei confronti della piccola isola caraibica non è una novità, va avanti da oltre 60 anni, ma dal 2017, in concomitanza con l'arrivo di Trump, c'è stato un forte inasprimento delle sanzioni economiche, finanziarie e commerciali nei suoi confronti, che ha generato nel tempo una grave crisi umanitaria. Il colpo di grazia è arrivato col blocco della fornitura di combustibili voluto dal criminale di guerra che siede alla Casa Bianca. Combustibili indispensabili per fare funzionare gli ospedali, per i trasporti, i servizi, l'agricoltura.

Una delle conseguenze di queste sanzioni è un aumento del 148% della mortalità infantile dal 2018 a oggi. Senza l'embargo americano, oggi Cuba avrebbe 1.800 bambini in più, bambini che invece sono morti e di cui al criminale di guerra americano non importa niente. D'altra parte non gli è mai importato niente neppure dei 20.000 bambini massacrati a Gaza, figurarsi se gli può importare di quelli cubani. 

L'embargo imposto dagli Stati Uniti, noto a Cuba come "el bloqueo" (il blocco), è uno dei sistemi di sanzioni più longevi e complessi della storia moderna. Le ragioni della sua durata (oltre 60 anni) affondano le radici nella guerra fredda e, seppure inizialmente in forme piuttosto leggere, presero avvio nel '59 dopo la rivoluzione castrista. Nel 1962, con Kennedy, in seguito alla nazionalizzazione di aziende e società anche di proprietà americana, l'embargo divenne totale.

​Dal 2017, e ancora di più con l'attuale amministrazione, Trump ha inasprito, fino a livelli intollerabili per la fragile economia cubana, le sanzioni con lo scopo di provocare il collasso del sistema socialista cubano (ci sono anche altri motivi ma questo è il principale). Se poi, per raggiungere lo scopo, occorre decimare la popolazione e provocare una crisi umanitaria, pazienza. Il mondo capirà.

12 commenti:

  1. Provo una pena infinita per i Cubani, uguale a quella per i Palestinesi, mentre continuo a strabuzzare gli occhi di fronte al livello di crudeltà e di follia che abbiamo raggiunto, tornando ogni volta a chiedermi se ci sia più crudeltà o più follia. Ma forse più ancora non riesco a capacitarmi del fatto che tutto passi ormai liscio come l'olio, senza che il resto del mondo faccia una piega: il senso di umanità ormai ufficialmente disintegrato, nient'altro che una bolla di sapone che ha fatto puf, e questo nel mondo all'apice dello sviluppo della sua per altri versi incredibile civiltà. Fatte le debite proporzioni, forse era meglio l'età della pietra.

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    1. Forse sì. C'è da dire che l'essere umano in tutta la sua storia di guerre e conflitti ne ha sempre fatti e di nefandezze ne ha sempre compiute. Ma sembra che in questo particolare periodo storico si stia particolarmente dando da fare.

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  2. d'accordo erano altri tempi, guerra fredda e crisi dei missili, ma spiace che sia stato proprio Kennedy a impostare il blocco nelle forme attuali, pur con meno durezza.
    massimolegnani

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    1. Beh, c'è da dire che Kennedy era anticomunista, anche se non ai livelli estremi del maccartismo. Diciamo che era un anticomunista "diplomatico" e aperto al dialogo. Vedeva comunque l'Unione Sovietica come rivale strategico degli Stati Uniti e nello stesso tempo voleva contenere l’espansione del comunismo sovietico. Credo che la sua decisione vada contestualizzata in questo senso. In ogni caso credo che l'atteggiamento di Trump verso Cuba sarebbe stato inaccettabile anche per lui.

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  3. Tutto per colpa di Trump, sia chiaro.
    Un criminale a pieno titolo.

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  4. Passerà anche Trump e dopo il mondo sarà un posto migliore.

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    1. Vorrei avere la tua certezza. Poi penso che Trump non è piovuto dal cielo, è stato prodotto dal sistema americano, quindi il problema non è lui, lui semmai è sintomo di un problema più grande.

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  5. Molti paesi sono guidati da psicopatici. I risultati si vedono.

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    1. E sul fatto che lui lo sia, credo ci siano pochi dubbi.

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  6. Pesa il maccartismo che ha permeato l'intera cultura americana che, sfumatura più, sfumatura meno, è profondamente anticomunista e reprime con ogni strumento necessario ogni alternativa politica e sociale. Sull'isola sta accadendo da tempo qualcosa di intollerabile che costringe a compromessi un popolo fiero che io ho conosciuto, essendo stata là in visita due volte, che però patisce un incredibile blocco economico. Se non riescono a passare con la politica, si affamano con l'economia o con la guerra, come le vicende Gaza Iran Ucraina dimostrano. Se ne fregano delle conseguenze. C'è una responsabilità però di chi tace e lo fa da posizioni di Governo. Penso all'Europa ma anche all'Italia. Viva Cuba!

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    1. Concordo, c'è una grossa responsabilità in chi tace. E il nostro governo (anche qui) ha molto da farsi perdonare.

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