Ogni volta che spulcio la home page del Corriere della Sera non riesco a togliermi l'impressione che oggi sia diventato una specie di Novella 2000. È il fenomeno che molti critici chiamano "tabloidizzazione" del giornalismo serio. Vale la pena ricordare che nel corso della sua lunghissima storia sul quotidiano di via Solferino hanno scritto Pirandello, Montale, Buzzati, Pasolini, Calvino, Montanelli, Fallaci, Biagi. Un tempo il Corriere della Sera era il "notiziario ufficiale" della borghesia italiana e la gerarchia delle notizie era ferrea.
La politica era fatta di analisi, discorsi parlamentari e scenari internazionali. La vita privata dei politici era considerata irrilevante, quasi tabù, a meno che non avesse risvolti penali o istituzionali e il linguaggio era formale, asciutto, scritto per un pubblico che cercava comprensione dei fatti, non intrattenimento.
Oggi è diventato qualcos'altro e basta scorrere la prima pagina del suo sito per capirlo. Immagino che questo deterioramento della sua qualità sia andato di pari passi col deterioramento qualitativo della società italiana nel suo complesso.

Sono d'accordo sul collegamento delle degenerazioni, sta tutto andando a rotoli.
RispondiEliminaComunque il Corriere non è l'unico giornale ad aver imboccato una triste china discendente: quando ero piccola in casa si leggeva Il Resto del Carlino, quotidiano con una storia di tutto rispetto e un certo valore. Nel tempo è diventato una cosa inguardabile, e poi vabbè, adesso non esiste neanche più come entità indipendente.
Se fosse ancora viva, forse mia nonna si divertirebbe tanto con tutte queste baggianate: lei era una devota lettrice di STOP, una rivistaccia senza eguali dove trovavi la cronaca più nera e (a profusione) quello che adesso chiamiamo gossip. Quando andavo a trovarla la leggevo anch'io... ed è lì, credo, che ha iniziato a nascere il mio "amore" per il delitto. Poi per fortuna ho scoperto i Gialli Mondadori, e la faccenda ha elevato il proprio livello. 😁
Anche a casa mia si leggeva il Carlino e - sì, lo confesso! - il sabato mattina, quando vado a fare colazione al bar, ogni tanto lo sfoglio ancora, anche se preferisco La Stampa perché il sabato ha al suo interno l'inserto Tuttolibri :-)
EliminaComunque concordo, ormai il Carlino, ma non solo lui, è diventato illeggibile. Del resto non posso non dimenticare il suo filo-berlusconismo durante gli anni del cavaliere. Oggi è filo-meloniano con tanto di editoriali di Bruno Vespa, anche se tenta di nasconderlo sotto una patina di finto "ecumenismo". Da questo punto di vista gli va riconosciuta una certa coerenza, via :-)
Per quanto riguarda Stop, me lo ricordo. Non perché ne fossi un lettore ma perché lavoro da una vita in un'agenzia di distribuzione stampa, e quindi mi passava per le mani. Giornalaccio:-)
I quotidiani locali negli ultimi anni sono diventati delle cronache da portierato. Facile capire perché le edicole rimaste vendano giocattoli.
RispondiEliminaPoi c'è il discorso del pubblico, che preferisce 'cose leggere' e l'editoria si adegua. I tempi in cui scrittrici come Fallaci e Ginzburg sfornavano articoli sui quotidiani sono un tramonto lontano.
Vero, e c'è da aggiungere che i quotidiani come fonti di informazione non hanno comunque più senso. Già avevano cominciato ad averne poca con l'avvento della televisione. Con internet le notizie vengono diffuse in tempo reale, quando il giorno dopo arrivano sui quotidiani sono già superate. La loro funzione principale di un tempo è persa.
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