Gli scenari apocalittici paventati da Amodei e Coxon riguardo a un'intelligenza artificiale che prenderebbe il controllo di tutto e sottometterebbe al suo volere l'umanità mi fanno abbastanza sorridere, mi ricordano ciò che scriveva Asimov, riguardo alla robotica, in certi suoi romanzi risalenti agli anni Cinquanta del secolo scorso. Questi terribili scenari - secondo Coxon molti ingegneri che lavorano allo sviluppo dell'IA credono che essa possa ucciderci tutti entro la fine di questo decennio - sono permeati di un catastrofismo allarmistico che mi sembra abbastanza puerile.
Luciano Floridi, probabilmente il maggior esperto e studioso di intelligenza artificiale che abbiamo in Italia, ha replicato a questo allarmismo dalle colonne della Stampa un paio di giorni fa bollandolo come fantasioso e, per quel che vale, concordo con lui (cliccate sull'immagine per ingrandirla e leggere l'intervista).
Per quanto mi riguarda, da tempo uso l'IA con una certa frequenza, facendole le richieste più disparate riguardanti ogni argomento che mi interessa: attualità, storia, antropologia, evoluzione, musica, libri, scrittori. Ma anche chiedendole chiarimenti su argomenti che riguardano la vita di tutti i giorni. Ieri, ad esempio, le ho chiesto alcune cose sul modello di condizionatore che abbiamo montato in casa all'inizio dell'estate e mi ha spiegato molti aspetti tecnici che non conoscevo. Tempo fa mi sono fatto scrivere da ChatGPG la lettera per chiedere la disdetta di un contratto fibra con Vodafone che sul sito non riuscivo a trovare (chissà come mai). Utilissima anche per risolvere dubbi grammaticali, un mio pallino da sempre. Ma anche l'aspetto ludico dell'IA è interessante. L'immagine qui sotto raffigura Il sanatorio di Paimio, dell'artista finlandese Alvar Aalto. Stephen King con un mano una copia di It l'ho fatto aggiungere io a Meta AI.
Non credo allo spauracchio dell'IA che prenderà il sopravvento sul genere umano o che in qualche modo porrà fine alla sua esistenza. Il genere umano aveva già cominciato ad avviarsi all'estinzione ben prima che arrivasse l'IA.



Non ho mai nascosto quanta poca simpatia io nutra per l'IA. Milena Gabanelli oggi sembra darmi manforte ;-)
RispondiEliminahttps://www.corriere.it/dataroom-milena-gabanelli/cosi-l-intelligenza-artificiale-e-usata-per-imbrogliare-negli-studi-clinici/604a5764-22d4-4f7c-accb-dfbd2e914xlk.shtml
E dimenticavo che l'11 settembre 25 matematici vincitori della Medaglia Fields, praticamente premi Nobel della matematica, hanno pubblicato una lettera aperta dal titolo "A Severe Misalignment of AI in Mathematics" per denunciare i rischi dell'intelligenza artificiale nel loro campo.
EliminaNon posso vederlo perché è nascosto dietro paywall, ma dal titolo intuisco l'argomento. Comunque, come ho già sottolineato altre volte, il mio approccio all'IA è principalmente ludico e "pedagogico", nel senso che la considero una sorta di "docente" onnisciente a cui sottoporre la mia famelica curiosità su tutto (conscio, comunque, della sua fallibilità).
EliminaOvviamente, per tornare a quanto ho capito dal titolo che mi hai linkato, il referto di un esame specialistico lo sottoporrò sempre al mio medico, non certo a ChatGPT.
Ciao siu :-)
Ti devo contraddire, Andrea, poiché Floridi è un filosofo che parla spesso a vanvera di cose che non conosce, specialmente quando si tratta di scienze hard. Ne possiede una visione esterna, tutta sua, senza conoscerne i meccanismi. Poi va a finire che prende cantonate clamorose, come le sue infelici uscite pubbliche in occasione del Covid-19. La sua irrefrenabile vanità non gli permette di accogliere la massima di Wittgenstein: "Su ciò di cui non si può parlare, si deve tacere". I nomi a cui fare riferimento sono altri: Nello Cristianini, Elvis Tusha, Marco Camisani Calzolari. Un saluto.
RispondiEliminaHai ragione: Luciano Floridi è un filosofo, non un informatico. Tuttavia, alla sezione "Opere" della sua pagina wikipedia vedo un lungo elenco di pubblicazioni e un paio di queste sono relative all'etica dell'informatica e dell'IA. L'ho inoltre scambiato per un esperto di IA dopo aver visto un suo intervento al BSMT in cui ha parlato per due ore con Gianluca Gazzoli quasi solo di IA. Da profano in materia, l'ho trovato estremamente ferrato sull'argomento.
EliminaConosco comunque anche Camisari Calzolari e sono al corrente della sua visione prevalentemente negativa sull'IA.
Comunque, alla fine, per tornare al mio post, rimango convinto che gli scenari apocalittici delineati da tanti siano prevalentemente privi di fondamento.
Mi auguro di non sbagliarmi.
Contraccambio il saluto.
Anche secondo me la IA non raggiungerà mai la coscienza come la intendiamo noi a livello del cervello umano.
RispondiEliminaSuppongo che sia impossibile per la IA replicare il pensiero astratto.
Nessuna IA neppure se si investisse l'intero PIL mondiale potrà mai ragionare in maniera autonoma e cosciente.
Io uso Gemini in forma base per me che ho passioni di nicchia è l'unico modo per sapere informazioni dettagliate su argomenti che nessuno conosce come la storia del codec Sorenson Spark, la storia del sachem dei Wampanoag Metacomet ed altri argomenti che nella vita reale non trovo nessuno con cui parlarne.
Però mi rendo conto che la IA va presa con le pinze considerando l'alto numero di errori che commette le note confabulazioni.
In realtà credo che nessuno sappia cosa succederà, ognuno può solo limitarsi a fare le proprie previsioni dal valore pressoché nullo.
EliminaConfesso che pur senza arrivare ad immaginare scenari estremi e apocalittici l'intelligenza artificiale non mi lascia tranquilla. Di mezzo non ci sono solo funzioni ludiche o, diciamo così, assistenziali: i campi di applicazione sono molto più numerosi, praticamente illimitati.
RispondiEliminaMi preoccupa la dipendenza, mi preoccupa l'uso incontrollato, mi preoccupa l'imprevedibilità.
Ma mi piace molto la creazione con il buon vecchio Steve...