giovedì 6 agosto 2026

Addio, Francesco


Se n'è andato l'ultimo della generazione dei grandi cantautori. Forse è stato il più grande di tutti, ma io vedo da sempre Guccini con occhi di parte e quindi non posso essere obiettivo.

Non scrivo niente. Gli ho dedicato talmente tanti post, nel corso degli anni, che non saprei cosa aggiungere. 

Difficile dire se l'abbia amato più come cantautore o come scrittore, coi suoi dischi che affollano le scansie nella sala e i suoi libri nella mia libreria. 

La prima cosa che mi viene in mente è una vecchia intervista in cui ammetteva che ogni tanto, da ragazzino, rubava qualche fumetto. Ma si giustificava dicendo che suo padre glieli proibiva perché temeva che i fumetti lo disabituassero alla lettura, quindi era costretto a "prenderne" qualcuno qua e là, quando poteva. E in fondo Guccini è stato più letterato, poeta e scrittore che cantautore. La musica è stata un accessorio capitato quasi per caso, la sua vita sono sempre stati i libri, quelli letti (una montagna) e quelli scritti.

Addio Francesco, e grazie di tutto ❤️

9 commenti:

  1. Ho appreso ora e sono venuta per avvisarti ma tu hai già detto tutto quello che anche io penso di lui.
    Grazie Andrea

    RispondiElimina
    Risposte
    1. È stato un brutto colpo per me. L'ho conosciuto a 13 anni e non l'ho più lasciato.

      Elimina
  2. ((scordando che)) alla fine tutti avremo due metri di terreno.
    Avremmo davvero voluto che quel momento per te non arrivasse mai.
    Ciao Francesco, grazie!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Eh, a quei due metri di terreno ci penso sempre di più coll'avanzare dell'età...

      Elimina
  3. Le sue sonorità non rientrano proprio tra le mie corde, ma i testi delle sue canzoni sono poesia. Un grande che non c'è più.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero. Di quella generazione di cantautori sono rimasti De Gregori e Conte, poi sarà il vuoto.

      Elimina
  4. Ci sono personaggi alla cui morte non si pensa proprio, quasi a sottintendere che siano eterni.
    E forse immortali lo sono davvero, attraverso le loro opere: quadri, libri, scultura, canzoni...
    Tra cinquant'anni si potrà ancora ascoltare "La locomotiva" o "Auschwitz" e provare come sempre emozione ed ammirazione.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Senza contare che tra 100 anni nelle antologie scolastiche si studieranno ancora i testi di Guccini, come già avviene oggi.

      Elimina
  5. Non ci sarà più un altro Guccini,conservo quasi tutti i suoi vinili,se dovessi scegliere una sola ma proprio una canzone tra le centinaia sarebbe"Cencio",l'avrò ascoltata 9000 volte.
    Un saluto

    RispondiElimina