martedì 16 giugno 2026

Le macchine del linguaggio


Non so a quanti dei miei 32 lettori interessi il tema dell'IA generativa. A me, da qualche tempo, molto. Ho deciso quindi di buttarmi su questo interessantissimo saggio di Alfio Ferrara, professore di informatica all'Università degli Studi di Milano, per capire in maniera approfondita cosa sono e come funzionano questi benedetti LLM. 

Il testo è interessantissimo ed esaustivo, anche se alcune parti, specie nella prima metà del libro, le ho trovate piuttosto ostiche (purtroppo non ho una laurea in matematica :-). Ferrara la prende da lontano partendo proprio dall'ABC (ogni singola lettera, spazio, segno di interpunzione che digitiamo sul nostro smartphone o sul nostro PC è un byte, ossia una sequenza di 0 e 1) per arrivare alla nascita dei primi modelli di generazione del linguaggio che oggi abbiamo sui nostri smartphone.

Uno dei punti principali del testo sta nello smontare una leggenda piuttosto diffusa, quella secondo cui l'IA pensi. No, non pensa, non riflette, non ha alcuna comprensione dei concetti, almeno nel senso in cui intendiamo noi: l'IA calcola e genera parole (in realtà lunghissime sequenza di 0 e 1) correlate le une alle altre secondo parametri meramente statistici e probabilistici. In pratica ChatGPT e tutti gli altri prendono miliardi di testi scritti dagli esseri umani, trasformano le parole in numeri e coordinate geometriche (vettori) e calcolano la probabilità che una parola ne segua un'altra, e quando lo fanno non riflettono sulla risposta e sui concetti che esprimono, si limitano (si fa per dire) a calcolare qual è la parola statisticamente più probabile da inserire dopo quella precedente, basandosi su tutto ciò che hanno letto. 

Se la prima parte del saggio è piuttosto "tecnica", la secondo molto meno. Qui l'autore si profonde in articolate riflessioni etiche e anche filosofiche sul rapporto tra noi e queste macchine; riflessioni inevitabili, dal momento che l'IA è la prima tecnologia creata dall'uomo in grado di imitare la sua caratteristica più sacra: il linguaggio.

A molti l'IA incute qualche timore, ma non esiste alcun motivo razionale per averne. Una nota massima popolare dice che si ha paura di ciò che non si conosce. Nel caso dell'IA generativa non può essere più vera.

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