sabato 1 agosto 2026

Ceuta e fake news

Repubblica ha messo in fila quattro tra le maggiori bufale partorite da esponenti di questo governo già nei minuti successivi alle immagini della crisi umanitaria di Ceuta, quando ancora non era chiaro cosa realmente stesse succedendo, né erano chiare le cause e le implicazioni. A partire dalla presidente del Consiglio più dimenticabile della storia repubblicana, giù giù fino al più dimenticabile e imbarazzante esponente di questa sciagurata compagine di governo (Tajani su tutti), è stato tutto un turbinio di dichiarazioni tra l'assurdo e l'inconcepibile, messe in campo con l'unico scopo di sfruttare politicamente l'ennesimo dramma migratorio. Nessuna attesa, nessuna analisi preventiva, nessun approfondimento, nessuna riflessione, solo il desiderio di speculare e sciacallare sul dramma. Nient'altro.

Nonostante gli anni e nonostante questo governo abbia fatto capire fin dal primo giorno del suo insediamento che il suo agire non sarebbe mai stato improntato alla soluzione reale dei problemi, quanto alla pura propaganda, ancora mi stupisco dei livelli infimi di beceraggine, ignoranza e sguaiatezza che è in grado di raggiungere.

In tutto questo, oltretutto, non ho ancora sentito e letto da nessuno, eccetto che da Pedro Sanchez, una parola di umanità relativamente alla vicenda. Questa massa di disperati che comprende anche donne, anziani, madri coi propri figli, ragazzi che hanno come unica colpa quella di provare a sopravvivere o anche solo di cercare un futuro migliore, viene unicamente vista come un problema geopolitico, un fattore destabilizzante potenzialmente in grado di mettere a rischio i nostri privilegi, la nostra ricchezza e la nostra rendita di posizione spesso conquistata sulla loro pelle. Non una parola su questo. D'altra parte veniamo da decenni di propaganda basata sulla criminalizzazione dello straniero o comunque del "diverso" per stato sociale, orientamento sessuale, politico. Il cinismo imperante viene per gran parte da qui.

2 commenti:

  1. Come non darti pienamente ragione, caro Andrea.
    Aggiungo una riflessione sul fatto che in tempi che pure all'epoca deprecavamo (e penso all'allora immarcescibile DC imbullonata a tutte le possibili poltrone del potere), per qualche intoppo che alla luce dell'oggi definirei un'inezia rischiavano di cadere, e a volte in effetti cadevano i governi.
    Oggi, appunto, questi continuano ad accumulare figuracce plateali e mostruose una di seguito all'altra e restano lì, senza un plissé.
    Del resto non è che l'air du temps, ormai incredibilmente sdoganata e conclamata a partire dall'ingombrante, inconcepibile ed efferato esempio d'Oltreoceano.

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    1. In effetti, a partire dalla fine del boom economico, grosso modo fine anni '60 e inizio '70, i governi cadevano con una certa frequenza, andazzo che tranne poche eccezioni è continuato fino ad ora. Quello attuale, purtroppo, rappresenta una di quelle eccezioni.

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