Quand'ero ragazzetto anche io ogni tanto sparavo petardi. Per la verità non erano petardi veri e propri (se i miei mi avessero scoperto a trafficare con quelli, avrei passato un brutto quarto d'ora). Noi li chiamavamo "bombette" e avevano l'aspetto di candelotti di dinamite in miniatura con una piccola miccia per farli esplodere. Facevano un po' di rumore ma erano totalmente innocui. Poi sono cresciuto, ho capito quanto è stupida questa usanza e non ne ho più toccato uno.
Ripensavo a questo particolare della mia infanzia leggendo la notizia dei cavalli della parata del 2 giugno scappati a Roma. L'aspetto paradossale della vicenda è che a lanciare i petardi che hanno fatto imbizzarrire i cavalli non sono stati dei ragazzetti in vena di scherzi, sono stati dei vigili urbani, cioè coloro che vengono chiamati in caso di schiamazzi e disagi provocati dagli stessi petardi. I quattro ragazzetti mai cresciuti, che volevano divertirsi con la pratica più stupida e pericolosa che ci sia, si sono poi scusati dicendo che lo si fa per "tradizione". Come se fosse un'attenuante.
L'ho seguita anche io questa faccenda. (un cinquantunenne entrato nel Corpo con l'ultimo concorso) così viene descritto l'autore di questa goliardia.
RispondiEliminaResto allibito e trovo l'unica spiegazione con quella 'nebbia cognitiva' che alcuni medici hanno individuato e che temo ci farà compagnia per molto tempo e provocherà altri apparentemente inspiegabili episodi.
Mi piace la locuzione "nebbia cognitiva", non l'avevo ancora sentita. Magari è un tentativo di definire con termini più scientifici quella che, molto più prosaicamente, si può definire stupidità. Nebbia cognitiva in cui ormai la nostra società sembra ampiamente immersa.
EliminaPer la vigilia di San Giovani se ne lanciano moltissimi; per i cani e gatti, come viene anche dimostrato per i cavalli, sono un vero bombardamento.
RispondiEliminapodi-.
Qua in Italia questa stupida usanza trova il suo apice per capodanno. Ma, localmente, ogni occasione è buona per indulgervi.
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