Mi pare di no. Gli esseri umani sono una specie che sopravvive grazie alla cooperazione e alla protezione dei più vulnerabili, come ha scritto anche Yual Noah Harari nel bellissimo Sapiens, da animali a dèi. Quando un bambino viene maltrattato si attivano in noi emozioni molto forti perché percepiamo la violazione di qualcosa che consideriamo fondamentale. È una delle ragioni per cui notizie come questa in genere tendono a turbare più di molte altre tragedie che coinvolgono adulti. Un bambino piccolo incarna del resto, quasi universalmente, l'idea di innocenza e di dipendenza dagli altri. È un po' la stessa reazione che proviamo quando assistiamo a maltrattamenti o sevizie verso gli animali.
La parte difficile, e forse dolorosa, è accettare che la stessa specie - quella a cui apparteniamo: Homo Sapiens - capace di scrivere libri, dipingere capolavori universali, costruire ospedali e prendersi cura dei propri figli sia anche capace, in alcuni individui e in certe circostanze, di atti di estrema crudeltà.
Beato te che sei capace di porti delle questioni di alto livello. Io riesco solo a (vanamente) desiderare che la foto in formato gigante di questa bambina campeggi a lungo dappertutto. Mentre nell'immane strazio proverei un milligrammo o forse meno ma comunque di soddisfazione se ad entrambi i carnefici, a lui in particolare, fossero inflitte torture inenarrabili. Hai visto mai che servissero a fargli vagamente balenare, perchè dubito siano dotati della facoltà di comprendere, la portata del loro abominio.
RispondiEliminaBeh, una cosa non esclude l'altra. A me piace cercare di capire perché accadono le cose, ma ciò non toglie che dentro di me non vorrei applicare la legge del taglione a delinquenti come quei due. Anche alla luce del fatto che pure io sono padre e tra due/tre settimane nonno.
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