mercoledì 1 aprile 2026

Priorità

Ho richiesto una visita dermatologica in una struttura pubblica. Primo posto disponibile: 12 agosto 2027 all'ospedale di Rimini. Ticket da pagare: 25,40 euro. Non ho sbagliato a scrivere (magari qualcuno pensa che volessi scrivere 12 agosto 2026): il primo posto disponibile è tra un anno e mezzo. Naturalmente, in una struttura privata, pagando 5 volte tanto avrei trovato posto dopo Pasqua. 

Si capisce, no, l'importanza per il Paese Italia della separazione delle carriere?

8 commenti:

  1. Sarebbe da non credere, ma purtroppo sappiamo fin troppo bene trattarsi dell'oscena realtà della sanità pubblica in questo disgraziato Paese.
    A proposito della separazione delle carriere: prima del referendum era importantissima, fondamentale, irrinunciabile, guai se non fosse passata! Passato il referendum, a destra hai più sentito qualcuno parlarne?

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    1. No, pietra tombale. Ma d'altra parte, cosa potrebbero dire? Penso che sia un treno definitivamente perso e nessun governo futuro ci riproverà.

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    2. Qui parliamo di medici che lavorano contemporaneamente nel pubblico e nel privato (spesso di propria proprietà).
      Di là, quelli delle modifiche costituzionali parlavano di persone che o stanno facendo i giudici o stanno facendo i procuratori. Con l'unica possibilità di poter cambiare ruolo una volta durante la loro carriera (secondo me un diritto che non andrebbe tolto a nessuno).

      Scusate se insisto su questo punto, ma c'è una differenza abissale.
      Col referendum stavano semplicemente strumentalizzando una perifrasi (separazione delle carriere) che genera fastidi ed antipatie. Ma che in realtà è inesistente in quel caso.
      Nella sanità, invece, l'ostacolare la contemporaneità dei due ruoli penso sia una cosa di fondamentale importanza per la buona funzionalità di entrambe le realtà, che potrebbero convivere tranquillamente.
      Poi, per carità, anche lì, se qualcuno vuole passare dal pubblico al privato o viceversa in un punto qualsiasi della propria carriera, va rispettato. Ma una scelta va fatta: in un preciso momento o lavori da un lato o lavori dall'altro, senza rischiare alcun conflitto di interessi.

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    3. Scusate se insisto su questo punto, ma c'è una differenza abissale

      Sono d'accordo con te, ma il senso del mio post era semplicemente quello di evidenziare in senso lato la distanza tra le priorità del governo e quelle delle persone nella vita reale. I cinque milioni di cittadini che secondo l'ISTAT ogni anno non si curano per mancanza di soldi non hanno in cima ai loro pensieri le carriere dei magistrati o la composizione del CSM. Questo volevo mettere in evidenza. Poi possiamo parlare anche di tecnicismi e differenze tra le carriere dei medici e dei magistrati.

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  2. Una lista di attesa così esagerata resta inutile il sistema sanitario.

    podi-.

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    1. Podi, fortunatamente per chirurgia d'urgenza o terapie oncologiche le cose vanno ancora benino.
      Per la prevenzione la situazione è, invece, più o meno come dici tu.

      Secondo me devono separare le carriere mediche e fare convenzioni con quasi tutte le strutture private, così da avere ambulatori disponibili e creare, contemporaneamente al buon servizio sanitario, un'economia funzionante e posti di lavoro.

      Ma temo che i medici in ruolo siano i primi a fare ostruzionismo.

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    2. Tra l'altro, lasciando agli ospedali pubblici solo i reparti e delegando l'attività ambulatoriale ai privati con convenzione mutua, gli si farebbero pagare anche le tasse.

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    3. Non mi ricordo chi, ma una volta qualcuno mi ha fatto notare come un medico che ha una doppia carriera, guadagni due volte con un lavoro solo:
      tu paziente vai in ospedale per prenotare una prestazione; ti dicono dopo mesi, ma tra solo qualche giorno privatamente (purtroppo sì, te lo dice direttamente il CUP della ASL; assurdo); vai privatamente, spesso dallo stesso medico. Lui guadagna con la prestazione privata e prende comunque lo stipendio del servizio pubblico.

      Speriamo con con i nuovi e giovani medici che dovranno inserirsi nel mondo del lavoro, su questa cosa, si riesca a fare un po' di pressione.

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