sabato 21 febbraio 2026

Salviamo i cavalli?

Già da qualche anno ho quasi azzerato il consumo di carne, salumi, insaccati e compagnia bella per motivi etici, di salute e ambientali. In virtù di questo, la proposta di legge in discussione alla Camera di proibire in Italia la macellazione dei cavalli la vedo positivamente. Non solo. Fosse per me estenderei il divieto di macellazione a ogni animale, ma naturalmente mi rendo conto che è pura utopia. In realtà, comunque, la eventuale messa al bando della carne di cavallo non avrebbe alcuna utilità, in quanto spalancherebbe le porte alla macellazione clandestina illegale e tutto sarebbe come prima. E comunque è facile prevedere che la proposta non diventerà mai realtà a causa degli enormi interessi economici che andrebbe a toccare.

Ma è interessante leggere le motivazioni a supporto della suddetta proposta di legge. Qualcuno potrebbe infatti chiedersi: perché risparmiare i cavalli e continuare ad ammazzare tranquillamente maiali, mucche, vitelli, pecore, agnelli, conigli, polli ecc.? Beh, perché per la legge in discussione i cavalli verrebbero classificati come "animali d'affezione" al pari di cani, gatti ecc., quindi non macellabili. In più, il cavallo, a differenza di suini & c., ha una storia di utilità storica e di supporto nelle umane vicende che gli altri animali non hanno. Da qui l'aura di nobiltà che giustificherebbe il divieto di ucciderli per cibarsene.

Qui si entra nell'ambito un po' scivoloso del cosiddetto specismo, concetto reso popolare negli anni ’70 dal filosofo australiano Peter Singer nel libro Animal Liberation (1975). Secondo questa prospettiva, di stampo etico-filosofico, discriminare un essere vivente solo perché appartiene a un’altra specie sarebbe una forma di pregiudizio morale. È un concetto con cui io concordo, anche per la simpatia che nutro verso Peter Singer, Richard Dawkins e la grande primatologa Jane Goodall, morta recentemente, tutte personalità scientifiche vicine a posizioni anti-speciste.

Tali posizioni trovano terreno fertile soprattutto dove la ricerca mostra continuità tra umano e animale: neuroscienze (coscienza animale), etologia (comportamento e emozioni), biologia evolutiva (continuità tra specie), studi sulla cognizione animale. Mi rendo conto che la questione è estremamente complessa e su alcuni suoi aspetti non ho le idee perfettamente chiare neppure io. Rimango comunque fermamente convinto che Homo Sapiens, la nostra specie, sia niente di più di una delle milioni e milioni che sono apparse sul pianeta e che non abbia granché di più o di meglio rispetto alle altre.

12 commenti:

  1. Con gli Homo Sapiens non abbiamo considerazione alcuna in ammazarci.

    podi-.

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    1. Già, siamo l'unica specie sul pianeta che uccide i suoi simili per motivi che non c'entrano niente con la sopravvivenza.

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  2. Ti posso fare i miei complimenti per l'azzeramento. Un bel passo. Grazie e buona domenica da una vegana convinta. 💚👋

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    1. Non credo diventerò mai vegano, la trovo una posizione troppo "estrema", ma già avere quasi azzerato carne e derivati mi sembra un buon risultato.
      Buona domenica :-)

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  3. leggerevolare23/02/26, 14:14

    Io ho amici che hanno come animale domestico il coniglio e quindi non comprendo perchè il cavallo si e il coniglio no per esempio, ma a questo punto tutti gli animali.

    Sulla carne di cavallo invece non mi trovi d'accordo, ma per un semplice motivo. Io mangio solo carne di cavallo, da quando sono nata perchè sono di origine pugliese. E' nella storia della mia famiglia e soprattutto nelle origini della mia cucina e se proprio ti devo dire non riesco a mangiare manzo o vitella, proprio non mi piacciono.
    Ovviamente nessuno tiene in considerazione che in Italia ci sono Paesi e zone che fondano la loro cultura culinaria proprio sulla carne di cavallo, che da sempre oltretutto viene data ad anemici e bambini.
    Spero ardentemente che questa legge non passi.
    C'è un'intera filiera che vive solo di questo e sarebbe solo una inutile cattiveria. Ripeto, avrebbe un senso se la carne fosse vietata tutta. Oltretutto i cavalli destinati alla macellazione non sono quelli che fanno vedere in foto, quelli sono di allevamento. Elisa

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    1. La proposta di legge non passerà mai, tranquilla, andrebbe a toccare troppi interessi. Per quanto riguarda vietare la carne (tutta o solo alcuni tipi), la storia insegna che i divieti non hanno mai impedito niente, se a monte non c'è un cambiamento di cultura e di abitudini.

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  4. Premessa, sono onnivora, e mangio quando trovo carne di cavallo.
    È per me troppo generico direi "animali d'affezione" io ho avuto anche un coniglio, e un',anguilla... perciò tutto è relativo.
    Siamo non solo noi "animali pensanti" che uccidono i propri simili, guardarsi gli scimpanzé uccidono per il territorio e sono pure in alcuni casi cannibali, i leoni maschi quando subentrano al "vecchio" leone uccidono tutti i cuccioli per avere di nuovo le leonesse fertili in modo che i geni del vecchio leone vengano cancellati. Ciao

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    1. Gli animali uccidono sia appartenenti alla loro stessa specie che appartenenti ad altre specie e lo fanno per molti motivi. I leoni, ad esempio, è vero che a volte uccidono i cuccioli ma lo fanno per ragioni evolutive. È un comportamento che in biologia si chiama infanticidio sessuale selettivo e si verifica quando un nuovo maschio prende il controllo del branco. È il caso più comune. Un branco è generalmente guidato da uno o più maschi dominanti. Quando un nuovo maschio conquista il gruppo uccide i cuccioli che non sono suoi. È una strategia evolutiva brutale che ha funzione di modulazione sociale ed è prevista dalla natura.
      Non c'entra niente con noi, che uccidiamo gli animali per mangiarli e ci costruiamo sopra business colossali.
      In linea generale, ciò che succede in natura non va mai preso come riferimento o paragone morale.

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    2. Scusa Andrea, se mi posso permettere, mi sono agganciata al tuo commento in risposta a Carlos, cioè non siamo gli unici animali che uccidono anche per il territorio.
      Per quello che c'è poi nel business hai perfettamente ragione. Ciao

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  5. Tra qualche miliardo di anni finirà la vita sulla terra e ogni sofferenza verrà cancellata.

    Questa è l'unica consolazione di questa follia chiamata vita sperando che un fenomeno del genere non si verifichi mai più nell'universo.

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  6. Stamattina alle 11.30 l'ottima trasmissione Radio 3 Scienza (poi disponibile su Rai Play Sound) si occuperà di questo tema.

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