martedì 29 giugno 2010

Marea nera, nessuno ne parla più

Non so se ci avete fatto caso: nessuno parla più del disastro ambientale in corso nel Golfo del Messico e ormai esteso fino all'Alabama, la Florida e, ieri per la prima volta, le sponde del Mississippi. Va bene che le notizie di cui parlare non mancano: mondiali, G8/G20, Brancher, maturità, ecc., ma guardate che là, a distanza di più di due mesi dal disastro, il petrolio continua allegramente a uscire al ritmo di 60.000 barili al giorno.

E da circa un mese è visibile pure dai satelliti.

(fonte mmagine: en.wikipedia.org)


Il National Center for Atmospheric Research aveva pubblicato agli inizi di giugno un'animazione (dettagli qui) in cui cercava di prevedere quello che sarebbe successo in caso di fuoriuscita ininterrotta di greggio a tutto il 20 giugno. Siamo ben oltre quella data, e il petrolio continua a fuoriuscire.



Vabbè, in fondo loro sono là, noi siamo qua, è impossibile che questa tragedia tocchi anche noi. Il pensiero generale di tutti penso sia questo. Sarà sicuramente vero, però forse è bene tenere a mente quello che sta succedendo e la portata di questa apocalisse. A dimenticare si fa sempre in tempo.

3 commenti:

  1. http://www.boston.com/news/science/articles/2010/06/21/bp_foresaw_possibility_that_well_could_leak_42m_gallons_a_day/

    Purtroppo si sospetta che siano ben 100,000 i barili, anche da un rapporto segreto della BP.

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  2. Sì, ho letto, anche se a questo punto non so che differenza possa fare. Purtroppo...

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  3. Una possibile motivazione a tanta indifferenza potrebbe essere questa:
    http://careandwashingofthebrain.blogspot.com/2010/06/rothschild-petroleum-corporation-aka.html

    Non va sottovalutata la potenza e l'influenza dei Rothschild...

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