lunedì 21 giugno 2010

Il meccanismo per cui uno diventa ministro

Non so se avete letto; l'attuale governo si è arricchito di un nuovo ministro: Aldo Brancher (foto). Di cosa, di preciso, si dovrebbe occupare? Dell'attuazione del federalismo. La prima cosa che uno si chiede - e in effetti in molti se lo sono chiesti - è: ma era necessario nominare un ministro per questo scopo? Forse non tutti sanno, infatti, che l'attuale governo ha già un ministro, tale Gianfranco Rotondi, che non si capisce bene cosa faccia ma ufficialmente si occupa proprio dell'attuazione del programma di governo. E' c'è già Bossi che se non ricordo male è ministro delle riforme. E il federalismo, sempre se non ricordo male, fa parte del programma del governo. E allora che ci sta a fare 'sto Brancher? Mah...

Leggendo le cronache dei giochetti di palazzo, cioè il famoso "teatrino della politica" di cui Berlusconi dice da sempre di non far parte, sembra che la nomina dell'ultimo arrivato sia stata fortemente caldeggiata dalla Lega, che avrebbe preteso delle garanzie piuttosto solide per quanto riguarda l'attuazione di questo benedetto federalismo, del quale, tra l'altro, non si sa ancora come verrà attuato e soprattutto quanto costerà alle casse dello Stato. Ma questi sono dettagli insignificanti. Certo è che la nomina di un nuovo ministro proprio di questi tempi (crisi, sacrifici, riduzione dei costi della macchina dello stato e blablabla vari) non è che a livello di immagine sia una mossa molto azzeccata, ma vabbè...

L'aspetto che però ha destato le maggiori perplessità riguardo a questa nomina è un altro. Vi ricordate quando Berlusconi, in occasione delle scorse regionali, lanciò la grande iniziativa-farsa delle liste pulite? Tutto dimenticato, naturalmente; d'altra parte le regionali sono ormai un lontano ricordo. E se si guarda un po' come è messo a vicende giudiziarie l'ultimo arrivato, verrebbe quasi da dare ragione a chi pensa che la nomina del fedelissimo di Berlusconi abbia a che fare col legittimo impedimento - l'interessato naturalmente smentisce.

Insomma, abbiamo un nuovo ministro che non si sa bene perhé è lì, né di preciso cosa farà. E allora sta a vedere che forse ha ragione Gad Lerner.

2 commenti:

  1. la cosa tragica è che ci sono ancora persone che credono in questo manipolo di buffoni (pregiudicati).

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  2. Sì, ma non sono più tanti come una volta.

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