mercoledì 12 febbraio 2020

Marinai perduti


Marinai perduti è un romanzo drammatico con tinte noir. Come la maggior parte dei libri che leggo, mi è capitato in mano in maniera abbastanza casuale, per la precisione mi è stato regalato, questo assieme ad altri, da una collega di lavoro che aveva bisogno di liberare spazio nella sua libreria di casa. Narra la storia di alcuni marinai, di diverse nazionalità, "imprigionati" su un cargo ancorato nel porto di Marsiglia.

La nave in questione è sotto pignoramento a causa del dissesto finanziario dell'armatore e la maggior parte dei marinai viene liquidata e "liberata" tramite un risarcimento elargito da un fondo pubblico. Tre di questi marinai, il libanese Abdul Aziz (capitano), il greco Diamantis (secondo capitano) e il turco Nedim Taskim (marconista) rinunciano al risarcimento e rimangono a bordo del cargo in attesa del dissequestro.

Non è tanto per una questione di sentimentalismo che decidono di restare a bordo, ma perché fuori da quella nave non hanno più nulla. Al mare hanno infatti sacrificato tutto: famiglia, affetti, amori, casa, terra natìa, trasformandosi di fatto in persone senza patria. Una sorta di apolidi, si potrebbe dire. Gran parte di questo bellissimo romanzo, dalle tinte fosche e a tratti tristi e decadenti, è il racconto delle vite di questi marinai, i Marinai perduti del titolo, e di tutto ciò che hanno sacrificato scegliendo il mare. Nella storia trovano posto, perfettamente intercalate nella trama, anche sfaccettature noir.

Piccola ma interessante curiosità. Jean-Claude Izzo, l'autore, è nato ed è vissuto per un certo tempo a Marsiglia, città portuale in cui è ambientato il romanzo, e, come scrive egli stesso nella postfazione, pur trattandosi di opera di fantasia [...] "Rimane comunque la realtà. Il dramma sempre più frequente vissuto da tanti marinai in tanti porti francesi. Da Marsiglia a Rouen, numerosi cargo sono ancora oggi bloccati. Gli equipaggi, spesso stranieri, vivono a bordo in condizioni difficilissime, nonostante un'immancabile solidarietà. Ci tenevo qui a rendere omaggio al loro coraggio e alla loro pazienza." [...]

4 commenti:

  1. Mi è piaciuto molto leggere di questo libro e credo sia davvero una bella lettura. Mi ha ricordato un po' per la nostalgia del vivere in mare, la leggenda del pianista sull'oceano.
    Io adoro Marsiglia, è una bellissima città, anche se non sono andata a vedere il porto purtroppo.
    Ci sono libri che ci svelano realtà che non conosciamo e ne siamo grati.
    Sai che molti i libri li buttano quando ereditano librerie di persone defunte o traslochi. Per me sarebbe un delitto senza ritorno. Ma le biblioteche credo che rifiutino i libri perchè non hanno spazio, e infatti adesso io abbandono in punti boockcrossing.
    Ciao

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche io, quando devo fare spazio nella mia libreria, evito in tutti i modi di gettarli, o portandoli in biblioteca oppure regalandoli a qualcuno. È un sacrilegio gettare i libri.
      Ciao

      Elimina
    2. Pensa che l'appartamento vicino al mio è vuoto da 20 anni. E' stato comprato da un figlio per mettere tutti i libri ereditati da suo padre. Follia

      Elimina