venerdì 25 maggio 2018

Lolita (fuoco dei miei lombi)

Ho appena letto le prime cento pagine di Lolita, il celeberrimo romanzo di Vladimir Nabokov, pubblicato inizialmente a Parigi a metà degli anni '50 del secolo scorso, e devo dire che non mi stupisce lo scandalo che all'epoca suscitò in tutta Europa e negli Stati Uniti, dove fu rifiutato da ben quattro editori prima di vedere le stampe.

D'altra parte, il tema è quello che è (la passione di un trentasettenne insegnante di lettere per una ragazzina dodicenne). Anche Stanley Kubrick ne fece un celebre adattamento cinematografico.

Oddio, forse oggi non susciterebbe lo stesso scandalo, probabilmente. Giusto Adinolfi e simili potrebbero stracciarsi qualche veste.

6 commenti:

Gwendalyne ha detto...

Beh, Adinolfi su certi argomenti non fa testo... ma, premesso che non ho letto il libro né visto il film, dal momento che lei aveva dodici anni - io le dodicenni le considero ancora bambine, sebbene alcune siano forse fin troppo "mature" - e lui era tanto più grande di lei, un rapporto del genere mi sembra tutt'altro che sano ed equilibrato.

Andrea Sacchini ha detto...

Verissimo. E comunque, a scanso di equivoci, il mio post non vuole certo rappresentare una qualsivoglia forma di legittimazione delle pulsioni sessuali del protagonista. Anzi.

Gwendalyne ha detto...

Per come ti conosco non ho mai creduto che potessi intendere una cosa del genere ma, dal momento che l'affermazione che "Giusto Adinolfi e simili potrebbero stracciarsi qualche veste" poteva prestarsi a equivoci, un chiarimento non guasta. Adinolfi sarebbe bene chiamarlo in causa e criticarlo per le sue esternazioni realmente bigotte e retrograde, delle quali del resto è piuttosto prodigo... ;-)

Andrea Sacchini ha detto...

Confermo, e in passato l'ho fatto spesso. Ma ormai mi sono stancato anche di ribattere alle sue castronerie :-)

Francesco ha detto...

Comunque Kubrick si scrive con la ck finale.

Andrea Sacchini ha detto...

Corretto. Grazie.