venerdì 29 settembre 2017

Il liceo a Umberto Eco

Il dirigente scolastico del liceo in cui da giovane studiò Umberto Eco vorrebbe intitolate il plesso scolastico al grande scrittore morto un anno e mezzo fa. Il sindaco - leghista, manco a dirlo - si oppone. Io a Umberto Eco intitolerei l'Italia intera.

giovedì 28 settembre 2017

Macaronì



Le ultime 150 pagine le ho lette tutte in un fiato. Si tratta di un libro che lessi già parecchi anni fa, poi me lo sono trovato di nuovo davanti in questi giorni, mentre bazzicavo in biblioteca e mi è venuta la voglia di rileggerlo. Devo dire - molti lo sanno già - che rileggere un libro dopo molto tempo è come leggere un libro nuovo. Si scoprono cose che magari la prima volta erano sfuggite, sfumature non immediatamente intelligibili alla prima lettura. E poi Guccini è Guccini, c'è poco da fare. C'è il Guccini cantautore e c'è il Guccini narratore, e il secondo non è meno bravo del primo.

domenica 24 settembre 2017

Di Maio

Vediamo di ricapitolare un attimo. Aventi diritto: 140000; votanti: 37000; voti per Di Maio: 30936, poco più degli abitanti di Santarcangelo e molti meno di quelli che ieri sera erano a Lucca a sentire i Rolling Stones.
Boh, questi esultano.

sabato 23 settembre 2017

Keith Richards



Avete presente Keith Richards, no? No? Vabbe', fa niente. È il chitarrista dei Rolling Stones ed è il tipo che vedete qui sopra. Ecco, io i Rolling Stones non li ho mai visti dal vivo e credo che non li vedrò più, un po' perché non ho avuto occasioni in passato, un po' perché ormai ho raggiunto un'età in cui non ho più voglia di gettarmi in simili bolge dantesche. Comunque sia, se voi guardate Mick Jagger e soci suonare dal vivo, sul tubo o dove volete voi, notate sicuramente una cosa: godono ancora come pazzi, sul palco, e si sbattono e si scatenano come se invece di essere ormai un branco di bisnonni quasi ottuagenari fossero una band di ventenni. Non credo esista al mondo un'altra rock band che, come i Rolling, dopo tanti decenni (quanti? Boh...) è ancora in attività. Intendo naturalmente del loro livello di notorietà, nei circuiti più underground ce ne sono sicuramente.
La cosa per certi versi stupefacente è che questi signori, nonostante la marea di eccessi con cui hanno condito le loro vite - vero, Keith? - sono ancora tutti vivi. Guardate che nel panorama delle rock band di questi livelli è forse un caso più unico che raro.
E niente. Lunga vita, bisnonni del rock. Chissà, magari prima o poi troverò la voglia di venirvi a vedere.

venerdì 22 settembre 2017

San Pietro e i clochard

Francamente ho qualche difficoltà a comprendere le ironie e le indignazioni di massa seguiti all'allontanamento dei clochard da San Pietro per motivi di decoro - clochard rappresentanti di quei famosi "ultimi" che, ci raccontano i sacri testi, erano i prediletti di Gesù. Trovo infatti che ciò che è successo sia perfettamente allineato a ciò che è la Chiesa oggi, e cioè un'istituzione che col tipo di Nazareth non ha più niente a che fare, se mai ne ha avuto. E anche qui ci sarebbe da discutere.

mercoledì 20 settembre 2017

Le donne non devono studiare



Il resto del carlino, quotidiano che copre Emilia Romagna e Marche e che da sempre è rivolto a un pubblico da bar, il tipico pubblico amante dei titoloni ad effetto letti i quali capisce subito tutto e tira le conclusioni, ci informa oggi che secondo un sondaggio Ipr Marketing un terzo dei musulmani intervistati, residenti qui in Italia, vorrebbe che le donne non studiassero e stessero a casa a badare alla famiglia. È uno scandalo, ovviamente. Com'è possibile che al giorno d'oggi ci sia gente che considera le donne in questo modo? Beh, è possibile, e senza bisogno di stare a scomodare i musulmani nel nostro paese è sufficiente andarsi a leggere cosa scriveva il cattolicissimo Camillo Langone, sul Foglio di Ferrara, non cinquanta o cento anni fa ma a gennaio dell'anno scorso. Il suo articolo (articolo, vabbe'...) lo trovate qui. Ve lo riassumo: i padri non dovrebbero mandare le proprie figlie all'università, dovrebbero tenerle in casa a fare figli e a occuparsi di faccende domestiche. Se vogliamo andare appena un pelino più indietro nel tempo, ad esempio nel 1986, possiamo leggere un interessante opuscoletto, all'epoca affisso fuori dalle chiese, che spiega bene i comportamenti che devono osservare le donne nei confronti degli uomini, comportamenti, come si può leggere, che pongono la donna su un piano di assoluta parità rispetto all'uomo.



Com'era quella faccenda della pagliuzza e della trave?

Quello della finestra sul cortile



Ho cominciato questo libro per caso, senza troppe aspettative, e invece mi ha preso subito e le prime cento pagine le ho praticamente divorate. Incuriosito, ho fatto qualche ricerca sull'autore e ho scoperto che è colui che, tra i suoi tanti lavori, scrisse La finestra sul cortile, da cui Hitchcock trasse il leggendario film. Vedi com'è piccolo il mondo?

martedì 19 settembre 2017

San Gennaro

Di Maio che bacia la teca di san Gennaro non è in fondo neppure una notizia degna di nota. Nel senso che Di Maio è quello che è, lo conosciamo, e non stupisce che il suo livello culturale e intellettivo lo porti ad avere una qualche forma di rispetto o deferenza per il santo patrono di Napoli. Per quanto riguarda la pagliacciata della liquefazione del sangue (spiegata scientificamente qui dal CICAP), chi scrive questo post non riesce ancora a capacitarsi di come, in pieno terzo millennio, possa avere una tale risonanza e come tanta gente possa concederle credito. Chiunque abbia letto un qualsiasi libro sulla storia della Chiesa, si accorge con facilità che lo spessore di superstizione che ammanta questa sceneggiata è il medesimo che ammantava riti simili, religiosi e divinatori, in voga secoli e secoli addietro. E a ben pensarci è il medesimo che ammanta riti religiosi e superstiziosi, a torto ritenuti più seri, che a cadenza settimanale vengono ancora oggi propinati pure dalla tv di Stato.
Non rimangano offesi eventuali devoti di san Gennaro o di chicchessia che dovessero passare di qui. Niente di personale, ci mancherebbe. È solo che... andiamo, su.

Quarant'anni di Ti amo

Ti amo, di Tozzi, compie quarant'anni. Quando uscì ne avevo sette. Oggi mi sento molto più vicino ai vent'anni di cui cantava De Gregori, quelli che "sembrano pochi, poi ti volti a guardarli e non li trovi più".

Orlandi e Fittipaldi

Dal mio modesto punto di vista, un giornalista che ci tenga a definirsi tale non sbandiera all'universo mondo un documento con rivelazioni potenzialmente devastanti, tra l'altro relative a uno dei casi di cronaca più discussi e misteriosi degli ultimi trent'anni, insinuando dubbi sulla sua autenticità ("se è vero [...] apre squarci clamorosi sulla storia della Orlandi"). Un giornalista degno di questo nome che entrasse in possesso di un documento del genere, credo farebbe delle verifiche, cercherebbe riscontri in grado di confermarne l'autenticità, o quanto meno di aumentare le possibilità che si tratti di un documento autentico. Non dico che Fittipaldi non l'abbia fatto, intendiamoci, ma da ciò che dice, se anche l'ha fatto questi riscontri non sono venuti alla luce. Quindi? Quindi tutta questa storia a me puzza tanto di acchiappaclic e di trovata pubblicitaria per il relativo libro. 
Ma io sono sempre stato malfidente.

lunedì 18 settembre 2017

Aumenti improvvisi di autostima

Stamattina. Sala d'attesa del medico. Una signora a un'altra signora seduta vicino a lei: "Prima di me c'è quel ragazzo in piedi vicino alla parete."
Il ragazzo in piedi vicino alla parere ero io coi miei 47 anni.
:-)

domenica 17 settembre 2017

Giudici eletti dal popolo

Un po' mi fanno tenerezza, gli elettori leghisti. Prendete quelli che erano oggi sul prato di Pontida. Ogni promessa fatta da Salvini, da realizzarsi in caso vada al governo, è semplicemente irrealizzabile, e loro, poveretti, tutti lì ad applaudire, senza nessuno che si sia reso conto che il tipo della ruspa stava prendendo tutti per il culo. Prendete la faccenda dei giudici eletti dal popolo, solo per fare un esempio, un vecchio cavallo di battaglia del carroccio. Non è realizzabile per un motivo molto semplice: è incostituzionale e qualsiasi proposta che fosse presentata in tal senso non passerebbe mai al vaglio della verifica di costituzionalità. Per farlo, occorrerebbe preventivamente presentare una legge di revisione costituzionale che non vedrebbe mai la luce, in primo luogo perché tali leggi prevedono un iter parlamentare molto più lungo e articolato rispetto alle leggi ordinarie, e in secondo luogo perché ci vorrebbero numeri in Parlamento che la lega non otterrebbe neppure con appoggi esterni. Quindi, cari militanti leghisti che applaudite, svegliatevi, Salvini vi sta prendendo per i fondelli.
Sì, vabbe', ciao.

Il giovane Stalin

Leggo nel libro di Mieli che Stalin, da giovane, negli ultimi anni del 1800 studiò per un certo periodo in un oscuro seminario della Georgia e all'epoca molti davano come molto probabile un suo futuro nel sacerdozio. In quel periodo si fece pure apprezzare come valido tenore e sensibile poeta - sì, sembra strano ma sto parlando di quello Stalin lì. Ciò che fece poi di lui il sanguinario dittatore che tutti conosciamo fu il clima di terrore con cui i reggenti del seminario gestivano la struttura, clima di terrore a cui Stalin tentò sempre di ribellarsi, fino alla sua espulsione. In pratica, il futuro dittatore non fece altro che applicare su larga scala le barbarie, i metodi di controllo, la pedagogia medievale e il pugno di ferro con cui all'epoca venivano gestiti gli istituti religiosi in Russia e zone limitrofe. Si può insomma dire che furono i preti a fare di Stalin ciò che poi è diventato.

E sì, alla fine gli immigrati rovineranno questo paese


sabato 16 settembre 2017

Vitalizi

Che poi, alla fine, l'irritazione non nasce tanto dal fatto che seicento parlamentari si sono garantiti la pensione dopo quattro anni e mezzo dal primo ingresso in Parlamento, né dall'entità della stessa, quanto dal fatto che a legiferare su questa materia siano gli stessi beneficiari. Esiste forse conflitto di interesse maggiore di questo? È come se a legiferare sulle assicurazioni ci fosse un assicuratore; a legiferare sull'editoria ci fosse un editore; a legiferare sulle televisioni ci fosse un imprenditore televisivo ecc. Che poi, pensandoci, in Italia abbiamo visto anche questo, quindi alla fine perché irritarsi?

venerdì 15 settembre 2017

Quei fancazzisti al sud




Nell'immaginario collettivo, sapientemente coltivato e fatto fiorire strumentalmente, tra gli altri, da personaggi squallidi tipo Salvini e in generale la lega (prima della svolta, perché il sud sarà pure quello che è ma i suoi voti, alla fine, valgono tanto quanto quelli del nord), il divario che divide il nord dal sud dell'Italia, divario economico, culturale, sociale ecc., è da attribuirsi al noto fancazzismo della gente del sud, alla sua indolenza, al suo tirare a campare sperando nella provvidenza e via andare. Non è così, o almeno non è solo così, come spiega Paolo Mieli nel suo saggio storico In guerra col passato (Rizzoli, 2016) che sto leggendo in questi giorni. Il divario ha anche ragioni storiche ben precise, che si rifanno ai secoli in cui Sicilia e sud Italia erano sotto la dominazione spagnola. Così, giusto per sfatare un luogo comune abbastanza in voga e appunto per gran parte infondato.

giovedì 14 settembre 2017

Uguale uguale

"C'è una scheggia impazzita della magistratura che vuole fermarci." Niente da dire: vent'anni di Berlusconi hanno fatto scuola.

In Libia

Ci sono fior di reportage e inchieste (Espresso, La Stampa, MSF ecc.: si trovano perdendo un minuto su Google) che narrano le condizioni dei migranti detenuti nei campi di concentramento libici. Ho usato intenzionalmente i termini "detenuti" e "campi di concentramento" perché è esattamente così. Uomini, donne, bambini tenuti con le armi e ammassati in hangar di lamiera come bestie, tra mancanza di cibo, di acqua, e obbligo di istituire turni in cui dormire per mancanza di spazio per potersi stendere. Abbiamo campi di concentramento disumani a pochi chilometri dalle nostre coste e non frega niente a nessuno; mai che entrino nei TT su twitter o su fb, dove invece abbondano le stronzate di Salvini.

martedì 12 settembre 2017

I diritti possono aspettare

Sparita dal calendario di settembre e rinviata a data da destinarsi (mai) la discussione parlamentare sullo Ius Soli. Esultano destra e Salvini. Ottocentomila ragazzi, di fatto italiani, non avranno così diritto alla cittadinanza e saranno costretti a restare ancora chissà per quanto in quella sorta di limbo maledetto, senza certezze, tutele, diritti. Vince di nuovo la destra, la peggiore, quella che si dà ogni giorno come missione la negazione di diritti uguali per tutti.

lunedì 11 settembre 2017

L'Inquisizione



Trovato casualmente in biblioteca e letto praticamente tutto in un fiato. Cosa sia stata l'Inquisizione più o meno lo sanno tutti, credo, ma un conto è saperlo a livello nozionistico, un altro è conoscerne a fondo la storia e i meccanismi. Questo libro racconto in maniera dettagliata come e perché è nata una delle istituzioni più discusse, feroci e sanguinarie della storia degli ultimi dieci secoli. Non solo. Descrive infatti in maniera altrettanto dettagliata i contesti storici, sociali, religiosi e politici che hanno visto nascere e svilupparsi la perfetta macchina di morte utilizzata dalla Chiesa per annientare i nemici dell'ortodossia cattolica. Uno dei saggi storici più belli presi in mano nel recente periodo.

Io boh...



Mi era venuta una mezza idea di provare di commentare questa uscita di Feltri. Poi ho pensato che no, non ne valeva la pena. E comunque non ci sarei riuscito. Penso solo che se questo signore è stato direttore di vari giornali, io forse potrei pure essere Presidente della repubblica, un giorno.

sabato 9 settembre 2017

Carabinieri e responsabilità

Una vita fa, credo attorno ai diciannove anni o giù di lì, fui fermato per un controllo da una gazzella dei Carabinieri a Rimini, sul ponte di Sartini. Non era un appostamento fisso, li avevo dietro già da un po' e infatti andavo piano perché appunto li avevo notati. A un certo punto mi superarono e mi misero la paletta obbligandomi ad accostare. Scese dalla gazzella un carabiniere che dimostrò fin da subito una certa dose di arroganza mista a strafottenza. All'epoca giravo con una vecchia Talbot Horizon con l'impianto a metano. La macchina cascava letteralmente in pezzi. Sul tetto svettava l'antenna del CB, alta circa un metro e mezzo, e il retro era tempestato di adesivi di ogni tipo, appiccicati da me perché mi pareva facesse figo (abbiate pazienza, ero giovane e scemo). Insomma, era un catorcio che non passava inosservato e non mi sorprese più tanto il controllo in cui incappai. Nonostante la macchina cascasse in pezzi era perfettamente in regola con tutto, e il carabiniere, dopo aver spulciato tutta la relativa documentazione (volle vedere perfino la concessione per l'utilizzo del CB, all'epoca rilasciata, su richiesta, dal Ministero delle poste: era in regola anche quella), non riuscì ad aggrapparsi a niente per potermi "incastrare". Quando chiesi se fosse tutto a posto mi rispose con un'altra domanda, che ricordo perfettamente: "Cosa sono tutti quegli adesivi? Mi sembra la macchina degli zingari!" Se un carabiniere mi facesse oggi una simile stupida osservazione gli risponderei per le rime, ma all'epoca ero giovane, neopatentato e ancora investito di quella sorta di leggero timore reverenziale nei confronti di un'autorità pubblica. Quindi non replicai. Alla fine fui multato con la motivazione che la targa posteriore era sporca e quindi difficilmente leggibile: 25000 lire di allora. Quel carabiniere voleva multarmi, era chiaro, sarebbe stato un colpo terribile per il suo orgoglio tornare alla gazzella con le pive nel sacco, e si aggrappò a quella minuzia pur di poterlo fare.

All'epoca pensai che si trattava semplicemente di un carabiniere stronzo in cui ero sfortunatamente incappato e la chiusi lì. Non mi venne assolutamente da pensare che l'intera Arma dei carabinieri fosse composta di stronzi, e neppure adesso, a distanza di quasi trent'anni da quell'episodio, lo penso. Il concetto è semplice, elementare, ed è valido sempre, anche di fronte a presunte nefandezze come quella di cui sono accusati i due carabinieri di Firenze o come quella perpetrata dai quattro balordi qua a Rimini la settimana scorsa. La responsabilità è sempre personale, un concetto semplice, talmente semplice che molti sui social non sembrano averlo afferrato.

Il papa in Colombia

I papi girano, si sa, da quando poi i fratelli Wright hanno fatto dono all'umanità della loro invenzione, si può addirittura ipotizzare che passino più tempo in cielo che in terra, che come immagine non è neppure male considerando appunto di chi si sta parlando. Ma io, nella mia ben nota incapacità di capire, mi chiedo sempre a cosa serva. Stavolta è in Colombia, e il copione bene o male è sempre il medesimo messo in scena in tutti gli altri posti in cui è stato e in tutti quelli in cui andrà, che si può genericamente riassumere in una accorata stigmatizzazione dei mali che affliggono la località di turno - in genere sono sempre gli stessi: corruzione, ingiustizia sociale, povertà ecc., a dimostrazione della fondatezza del noto detto secondo cui tutto il mondo è paese.

C'è sicuramente il valore della testimonianza, certo, c'è l'importantissimo segnale di una chiesa che si schiera dalla parte delle vittime dei mali di cui sopra, che è giustissimo, ci mancherebbe, e poi? Concretamente, i viaggi dei papi cosa risolvono? Niente, mi pare. Abbiamo forse testimonianze di miglioramenti o cambi di marcia dell'andazzo generale nei paesi visitati in questi decenni dai papi? È cambiato qualcosa in Africa? È cambiato qualcosa in Sicilia dopo gli strali con cui - ricorderete - Wojtyla cercò di intimidire la mafia, intimando ai mafiosi di convertirsi pena la tradotta all'inferno? Non mi pare. Però c'è in tutto questo viaggiare molta scena, molta teatralità, molta ritualità, e forse è più che sufficiente.

mercoledì 6 settembre 2017

Libero

La prima pagina di Libero di stamattina, che non vi linko per non regalargli un'altra trentina di click, è l'ennesima dimostrazione dell'esistenza di un problema, quello del "giornalismo" spazzatura, che in qualche modo andrebbe definitivamente affrontato e risolto. Come? Non lo so. Così, di primo acchito, non mi sembra male l'idea di Mantellini di vincolare l'erogazione di finanziamenti pubblici a uno standard minimo di decenza, anche se la cosa andrebbe studiata bene, naturalmente. Poi non so, boh, ma è innegabile che qualcosa occorre fare.

martedì 5 settembre 2017

Più in là della nazionalità non si va

La stragrande maggioranza dei commenti lasciati dalle internettiane genti, relativi al fattaccio accaduto qua a Rimini, sono incentrati esclusivamente sulla nazionalità degli autori della nefandezza. Pochi, per non dire inesistenti, gli utenti, tipo lo scrivente, impressionati dalla giovanissima età di questi ragazzi (tre su quattro sono minorenni). Un episodio di una tale tragicità, che avrebbe dovuto essere stimolo per riflessioni di una qualche sostanza e serietà, è solo servito a dare il La a un vorticoso fiume di stupidaggini condite di razzismo e ignoranza, niente oltre a questo. Niente, dài, siamo una civiltà ormai al capolinea.

domenica 3 settembre 2017

I libri mi fregano



I libri mi fregano, perché io vado in biblioteca con in testa un titolo specifico ed esco con tutt'altro. Come ieri mattina, ad esempio. Ci sono andato perché cercavo Il compagno segreto, di Joseph Conrad, ma purtroppo qui a Santarcangelo non c'è. Allora ho cominciato a girare tra i vari scaffali e i vari reparti, con particolare riguardo a quelli di narrativa e saggistica, i miei preferiti, per vedere se trovavo qualcosa di interessante. Il problema, ammesso che di problema si tratti, è che tra i libri c'è sempre qualcosa di interessante, anzi, non qualcosa, tantissime cose. Perché i libri sono così: attirano, catturano, irretiscono, un po' come le sirene di Ulisse. E quindi, alla fine, anche se non ho trovato Il compagno segreto, ho comunque riempito il cestino della bicicletta. Perché i libri sono così: mi fregano sempre.

sabato 2 settembre 2017

Tre giorni di Valentino Rossi

Da tre giorni le home page dei principali siti di informazione (informazione, vabbe'...) sono occupate dalla tibia di Valentino Rossi. Uno qualche domanda se la fa. Anzi no, niente domande, tutto quadra.

venerdì 1 settembre 2017

La religione non c'entra

Ogni tanto mi capita di sentire qualcuno dire: "Se non ci fosse la religione finirebbe anche il terrorismo, perché i terroristi non potrebbero appigliarsi ad essa per compiere le loro nefandezze." Non è così, per il semplice fatto che la religione non c'entra niente con quello che fanno, è appunto mero pretesto, e se non ci fosse si appiglierebbero a qualcos'altro, magari all'etnia, oppure, che ne so?, alla condizione sociale, all'appartenenza geografica o a quello che volete voi. Chi si fa esplodere in luoghi affollati o chi falcia persone con una macchina non lo fa perché glielo dice la sua religione ma perché spinto dal disagio sociale, dalla precarietà, dalla miseria, dall'emarginazione, e su questa gente qua è facilissimo fare il lavaggio del cervello. Per rendersene conto è sufficiente andare a vedere che persone erano quelle che hanno compiuto questi atti terroristici. Scusate, eh, credete davvero che una qualsiasi persona che avesse un lavoro, un reddito, un buon inserimento nella società si darebbe la pena di tribolare con esplosivi e auto omicide sapendo oltretutto di rimetterci la vita? Se uno qua sta bene chi glielo fa fare di ammazzarsi? Ecco perché la religione non c'entra niente. E se lo dico io, mangiapreti incallito...