domenica 27 agosto 2017

Quella Rimini feroce

Animali feroci che girano di notte in cerca di prede. Stavolta è successo qua a Rimini, città in cui sono nato e in cui per vari motivi bazzico praticamente tutti i giorni. Una Rimini che oggi mi è difficile riconoscere. Penso ai due poveretti, una coppia di giovani polacchi, che sono capitati in questa sorta di arancia meccanica balneare, e a cui probabilmente nessuno ha detto che in pieno notte sulla spiaggia di Miramare è meglio non avventurarsi. Tutti lo sanno, qua, io stesso ho sempre proibito alle mie figlie di farlo, anche se in compagnia degli amici, perché ombrelloni e cabine chiuse, nell'oscurità diventano il ritrovo di sbandati, relitti umani, delinquenti. Tutto ciò non vuole essere un'attenuante alla gravità di quanto è successo, non vuole essere una sorta di se la sono cercata o cose simili, non è nella mia natura concepire certi tipi di pensieri, ma vuole essere solo una cruda rappresentazione della realtà, senza voler ovviamente generalizzare né fare di ogni erba un fascio.

Altri animali girano in cerca di prede, animali meno feroci ma ugualmente pericolosi, sono i leoni da tastiera dei social network, quelli che di fronte a tragedie come questa, davanti alle quali ci dovrebbe essere spazio solo per la pietà e una silenziosa indignazione, imbastiscono discussioni lunari e assurde sull'etnia degli aggressori, come se alle due povere vittime, nei loro letti in ospedale, importasse qualcosa dell'etnia dei loro aguzzini, o come se servisse a dare una patente di maggiore o minore gravità a questa tragedia. Sono gli sciacalli 2.0, cresciuti a pane, ignoranza e vuoto di pensiero e di intelletto, quel vuoto su cui hanno costruito la loro fortuna politica (ed economica) certi personaggi che conosciamo fin troppo bene.

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