martedì 20 giugno 2017

Traccie ministeriali

Ora, l'errore di grammatica ci può anche stare, anche se sul sito del Miur, converrete con me, una gaffe di questo tipo acquista una valenza peggiorativa assai più marcata rispetto ad altri ambiti. E ammettiamo pure, ché qua si è ottimisti, che l'estensore della pagina sia caduto vittima di una banale distrazione ma che in realtà sappia benissimo come si scrive tracce. Però, cavolo, almeno la fonetica, eh. Voglio dire che se il tapino avesse anche solo mentalmente ripetuto l'abominevole frase, si sarebbe probabilmente accorto subito dell'errore. E andiamo, su, chi mai pronuncerebbe traccie con la i? Quindi, a questo punto, l'ottimismo di cui sopra scema miserevolmente e si fa strada la triste certezza che l'estensore non sapesse veramente che la i non ci vuole.

4 commenti:

Sbronzo di Riace ha detto...

curiosamente libreoffice (non se anche Word lo faccia) non segnale "traccie" come errore

ergo se il correttore non dice nulla potrebbe essere anche corretto

solo l'accademia della crusca potrà dirimere l'annosa questione

le traccie petalose del miur :-)

Andrea Sacchini ha detto...

Mmh, temo che LibreOffice abbia preso una cantonata, oppure faccia confusione col singolare traccia. Altre spiegazioni non ne vedo ;)

Gwendalyne ha detto...

Mah, secondo me non è tanto questione di fonetica: il plurale di "camicia" è "camicie", per dire. E se a me il plurale di "traccia" viene giusto a colpo sicuro, per il plurale di altre parole in -cia e -gia può capitare che debba andare a verificare, perché non mi ricordo mai la regoletta. Ma appunto, io nel dubbio mi prendo la briga di controllare... e non lavoro neanche al Ministero dell'Istruzione! ;-)
«Per ricordare in quali casi la i si mantiene e in quali si perde, basta fare attenzione a un particolare: se la c e la g sono precedute da una vocale (ciliegia, camicia, fiducia), allora la i si mantiene nel plurale; se invece la c e la g sono precedute da una consonante (pioggia, pancia), allora la i si elimina. La cosa migliore da fare è controllare i plurali difficili sul vocabolario. Oltre a indicarvi la forma giusta, esso avverte che, accanto ai plurali considerati corretti, anche forme come ciliege, valige, e provincie sono ormai usate e largamente accettate»
[si ringrazia l'Accademia della Crusca :-)]

Andrea Sacchini ha detto...

Onore ai cruschiani, sempre presenti per dirimere i nostri dubbi :-) Per quanto riguarda la fonetica, non sempre ma in certi casi può probabilmente impedire di cadere in errori come questo. Tracce a parte, penso ad esempio a parole come goccia, il cui plurale è naturalmente gocce. Chi scrivesse inavvertitamente goccie difficilmente non sentirebbe lo stridore di quella i. O forse sono io ad avere l'orecchio troppo fine, chissà :-)