sabato 25 marzo 2017

L'attentatore amava il bodybuilding



Magari tra il commettere un atto di terrorismo ed essere fanatico religioso con la passione per il bodybuilding non c'è alcun legame, probabilmente è così. Però, da un certo punto di vista, mi pare sia possibile intravedere una seppur embrionale forma di correlazione tra i due elementi. Il fanatismo religioso e l'ossessione per la cultura fisica, infatti, viene generalmente naturale - o almeno, a me viene naturale - associarli a una certa povertà culturale e intellettuale, sintetizzata in maniera adeguata dalle due note locuzioni "Tutto muscoli e niente cervello" e "Beati i poveri di spirito perché di essi è il regno dei cieli", e non è certo un mistero che, perlomeno da quando il terrorismo è prepotentemente - purtroppo - entrato nella nostra quotidianità, questa forma di povertà è facile terreno di attecchimento dell'ideologia del terrore.
Non si offendano eventuali appassionati di culturismo che passassero di qui, per carità, il mio è solo un ragionamento basato su supposizioni.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao! Ti segnalo che la locuzione evangelica "poveri di spirito" è traduzione della traduzione (in un latino volutamente vicino alla lingua dei semplici e a sua volta in certi punti banalizzante) di Girolamo del greco dei Vangeli in cui l'originale Ptochoi (segnalo la parentela con l'italiano "pitocco") tou pneumatos voleva indicare piuttosto "bisognosi di spiritualità" che poveri di spirito. Condivido questo vago ricordo di università perché ti so appassionato lettore, e a prescindere dalle convinzioni religiose, penso sarai contento di scoprire qualche retroscena di testi che sono molto più problematici di come una vulgata li ha sempre rappresentati per scoraggiare il senso critico. Spero di non essere stato pedante. Ti leggo sempre volentieri.

Andrea Sacchini ha detto...

Nessuna pedanteria. Anzi, essendo io curioso per natura, provo sempre piacere quando qualcuno mi fornisce delucidazioni e spiegazioni riguardo a materie di cui non è che io sia particolarmente ferrato (anche se saggi relativi a questioni teologiche ne ho letti). Per quanto riguarda la famosa locuzione in oggetto, al di là della tua precisazione è noto che viene comunemente indicata come indicazione delle peculiarità necessarie per arrivare al Regno dei cieli, e come altrettanto bene saprai è sempre stata utilizzata per indicare persone intellettualmente non molto dotate o comunque disposte a non porsi troppe domande - i motivi sono facilmente intuibili. Grazie della segnalazione.