domenica 31 luglio 2016

Chi deve andare a messa



Personalmente concepisco di più che a messa ci vada un appartenente a un'altra confessione religiosa piuttosto che un razzista ignorante, eh.
Diciamo che lo trovo un pelino più coerente.

sabato 30 luglio 2016

Dio e Auschwitz (e Bergoglio)

Bergoglio ha visitato Auschwitz e si è chiesto dove fosse Dio mentre Hitler gasava e bruciava in quei forni milioni di ebrei, zingari, omosessuali ecc. Poi ha allargato il ventaglio delle situazioni che sono da sempre, per tutti, stimolo alla domanda di cui sopra, e si è chiesto: "Dov'è Dio se nel mondo c'è il male, se ci sono uomini affamati, assetati, senzatetto, profughi, rifugiati? Dov'è Dio, quando persone innocenti muoiono a causa della violenza, del terrorismo, delle guerre? Dov'è Dio, quando malattie spietate rompono legami di vita e di affetto? O quando i bambini vengono sfruttati, umiliati, e anch'essi soffrono a causa di gravi patologie?"
Ora, a mio modestissimo parere c'è qualcosa che non torna quando Bergoglio si chiede dove sia Dio, e il qualcosa che non torna sta proprio nel fatto che sia lui a porsi la questione. Sarebbe infatti molto più logico che me la ponessi io e assieme a me tutti i laici e atei. Saremmo noi che dovremmo chiedere al rappresentante del suddetto Dio in terra dove sta il suo principale quando nel mondo accadono le brutture che ogni giorno riempiono le cronache. Se quello che dovrebbe avere le risposte è il primo a farsi le domande, lo capite anche voi, si va in corto circuito, crolla tutto. Chi, come lo scrivente, pensa che Dio non sia niente di più che un'invenzione dell'uomo, è facilitato nel trovare la risposta alla domanda di Bergoglio, ma per gli altri la faccenda si complica un po', come è facile immaginare.
Nel 2006 ad Auschwitz ci andò anche Ratzinger ma pose la questione in maniera diversa. Non chiese infatti dove fosse Dio, domanda che nell'ampio ventaglio di possibili risposte ammette pure la sua inesistenza, ma perché si fosse girato dall'altra parte mentre si verificavano quegli orrori, domanda che non ammette tra le risposte la sua inesistenza ma al limite un po' di menefreghismo. La differenza tra la domanda di Ratzinger e quella di Bergoglio nasce probabilmente dal fatto che Ratzinger era un fine teologo, molto furbo, mentre papa Ciccio, lo vedete anche voi, è un gesuita sempliciotto che la Bibbia l'avrà letta sì e no, come del resto gran parte dei cattolici. Tutto questo pistolotto per dire che per certi versi è confortante che la domanda che chi non crede pone sempre a chi crede (in genere ricevendo come risposte sguardi di compassione, quando va bene) se la faccia un papa, anche se non sfugge, ovviamente, il lato retorico, teatrale e mediatico del tutto.
Poi, per quanto riguarda la risposta, beh, si vedrà.

giovedì 28 luglio 2016

Terrorismo e complessità

La complessità incute timore, anche insofferenza, perché per essere affrontata richiede tempo, pazienza, capacità di discernimento. In una parola sola: impegno. E di impegnarsi non ha voglia nessuno, troppa fatica. Il fenomeno del terrorismo è complesso, articolato, ha molte sfaccettature, e non si ha voglia di analizzarle tutte in maniera esaustiva perché ciò richiede un tempo e una energia che si preferisce impiegare per cose più leggere, e anche perché gli eventuali tentativi di approfondire e analizzare il fenomeno vanno di solito a toccare le ferree convinzioni politiche e religiose che ognuno si è costruito (e su cui si è cristallizzato) nel corso della vita. E allora è più facile (appunto perché meno faticoso) prendere per buono il semplicismo stupido di chi ogni giorno si fa portavoce dell'equazione immigrazione=terrorismo oppure Islam=terrorismo. È più allettante perché più semplice, ed è più semplice perché appunto affranca dalla necessità di analizzare il fenomeno nella sua complessità.
E quindi ci ritroviamo i titoloni alla Libero "Occhio, se vai in chiesa ti sgozzano" e simili, che sono il massimo della stupidità ma che piacciono, fanno presa, fanno anche ridere, perché semplici, immediatamente assimilabili; il cervello dorme tranquillo e la pancia è sazia, e dare sollievo alla pancia è sempre stato l'obiettivo di quelli lì: i Salvini, i Sallusti, i Feltri, i Belpietro, gli Allam e compagnia bella, tutta gente che non si rende conto del favore che sta facendo a quelli dell'Isis e che non si rende conto che se in questo cazzo di paese non ci fosse così tanta gente che ragiona con l'intestino crasso, dovrebbe trovarsi un lavoro. Un lavoro vero, dico, eh.

Pomeriggi

martedì 26 luglio 2016

Exor tra i tulipani

Exor, la finanziaria degli Agnelli, trasloca nel paese dei tulipani. Accanto a giustificazioni di tipo logistico e amministrativo (per la verità abbastanza ridicole) c'è questa: "Il trasferimento in Olanda garantisce di azzerare la tassazione sulle plusvalenze, che in Italia sono invece tassate sul 5 per cento."
E niente, mi sa che a pagare le tasse in Italia siamo rimasti solo noi poveracci.

lunedì 25 luglio 2016

Col ghigno e l'ignoranza dei primi della classe (cit.)



La protervia, l'arroganza e quegli atteggiamenti ignoranti tipici di quelli che si credono i primi della classe, hanno avuto il merito di rendermi simpatico anche un pescatore, che da sempre, assieme al cacciatore, appartiene alle categorie di persone che mi stanno più sulle palle.
Perché tu puoi farti anche portatore delle istanze più elevate ed encomiabili di questo mondo, ma se per farle valere usi l'arroganza, dimostri di essere solo una povera testa di cazzo.

Riccione e la terza età

Sabato sera, col pretesto di accompagnare Francesca a una manifestazione di ballo, ero in giro per Riccione con Chiara. Pur abitando nell'entroterra riminese, a pochi chilometri dalla costa, tendo a evitare il casino festaiolo tipico delle estati in riviera, preferendo starmene "rintanato" nella mia tranquilla campagna. Andando in giro per Riccione mi sono sono reso conto di un fatto: grandissima parte dei turisti in circolazione è composta da persone della terza età. Certo, mi sono anche imbattuto in ragazzi, coppie di giovani fidanzati, giovani famiglie con figli piccoli, qualche cretino ubriaco in giro con l'immancabile bottiglia di birra in mano, ma si trattava di una sparuta minoranza, per la maggior parte si trattava di coppie di persone anziane, alcune pure molto in là con l'età.
Quando ero ragazzo bazzicavo spesso la riviera e mi ricordo che erano i giovani a farla da padroni: affollavano i locali, le discoteche, il lungomare, le spiagge. È cambiato il target, e chissà adesso i giovani dove vanno. Forse in Puglia, forse in Croazia, dove il mare è più bello e si spende meno, dove puoi ancora appartarti di notte in spiaggia con la ragazza senza il rischio che qualcuno ti punti un coltello alla gola, o dove non espongono il divieto di balneazione dopo ogni temporale perché qua il sistema fognario fa invidiare pure quello di Calcutta, o forse tutte queste cose insieme.
Chissà...

venerdì 22 luglio 2016

Dai 25 giorni del lodo Alfano ai 25 anni delle unioni civili

Dopo il via libera del Consiglio di Stato alle unioni civili, ho fatto qualche googlata per soddisfare una mia curiosità, sorta mentre appunto leggevo la notizia.
Le unioni civili sono diventate legge (seppure in una versione molto "blanda" rispetto a quelle più avanzate di tutti gli altri paesi europei) dopo 25 anni di discussioni parlamentari e a due anni e mezzo dall'insediamento di Renzi a palazzo Chigi, il quale le aveva invece promesse entro i primi 100 giorni di governo. Accanto alle unioni civili c'è poi il disegno di legge sul testamento biologico. Questo qui vaga per il Parlamento da 35 anni. Sì, avete letto bene: 35 anni. Poi c'è il ddl sul reato di tortura. Questo è in circolazione da 27 anni (la prima stesura risale al 1989, quando l'Italia ratificò la convenzione ONU sulla tortura). Quasi tutti gli altri paesi europei hanno tutte e tre queste leggi, che sono leggi di civiltà, nei rispettivi ordinamenti fin da quando da noi si cominciava a discuterne. Nel 2015, dopo la condanna inflitta da Strasburgo all'Italia per i fatti del G8 di Genova, perché quegli abusi erano effettivamente stati riconosciuti come atti di tortura e l'Italia non aveva ancora legiferato in materia, un Renzi incazzatissimo disse che era una vergogna che l'Italia non avesse ancora una legge sulla tortura, e affermò che si sarebbe provveduto subito. Infatti l'altro ieri, a conferma di tutto ciò, il ddl è stato affossato per l'ennesima volta al Senato e la discussione rimandata a tempi migliori, in ossequio a quel #lavoltabuona e a quel #cambiaverso con cui il tipo cialtroneggia un giorno sì e l'altro pure sui social. Tre disegni di legge che vagano per i cassetti dei sacri palazzi da decenni e che non c'è verso di attuare (se si esclude quella sulle unioni civili), probabilmente perché nessuno ha a cuore che il nostro paese venga annoverato tra quelli più civili e avanzati.
Magari può anche essere colpa del nostro sistema perfettamente bicamerale, che, come dice sempre Renzi (e come del resto diceva anche Berlusconi), è di ostacolo all'attuazione delle leggi. Poi, però, uno pensa a provvedimenti come ad esempio il famigerato lodo Alfano, quello escogitato da Berlusconi nel 2008 per tutelarsi dalla marea di procedimenti giudiziari da cui era assediato. Ecco, il lodo Alfano, quello che poi venne fatto a pezzi dalla Consulta, divenne legge in 25 giorni, 25 giorni dalla stesura del testo alla firma di Napolitano (compresi naturalmente tutti i passaggi Camera-Senato), quel Napolitano noto ai più per la leggendaria disinvoltura con cui era solito firmare qualsiasi cosa gli appoggiassero sulla scrivania.
Quindi, ricapitolando: unioni civili, 25 anni; lodo Alfano, 25 giorni. Quando si dice le priorità.

giovedì 21 luglio 2016

Sulla crocifissione di Bonolis



In genere non mi appassionano le polemiche di questo tipo, tendo a relegarle nel corposo elenco di quelle di cui non mi frega niente perché penso di avere cose più importanti da fare. Però mi chiedo: quanti di quelli che hanno crocifisso Bonolis sui social per aver postato la foto dell'aereo privato, noleggiato per andare in vacanza con famiglia e amici, al suo posto farebbero la stessa cosa? E la domanda mi nasce spontanea vedendo le tantissime immagini che vengono postate da persone "normali" da hotel, piscine, spiagge, montagne ecc. E volete farmi credere che se tutti questi avessero le possibilità economiche di Bonolis non le pavoneggerebbero sui social? Scusate, non ci credo. Bonolis guadagna tantissimo e quell'aereo se l'è noleggiato di tasca sua. Lo so, magari la cosa fa un po' invidia, da un certo punto di vista è comprensibile (in fondo l'invidia è un sentimento umano), ma se proprio volete crocifiggere Bonolis fatelo almeno per un motivo valido, tipo ad esempio quella trasmissione per decerebrati che conduce in inverno, eh.

martedì 19 luglio 2016

L'umanità non sta impazzendo

Personalmente non credo che l'umanità stia impazzendo (uno dei commenti più ricorrenti dopo i fatti di Nizza), e non lo credo perché atti terroristici come appunto Nizza, il Bataclan, Charlie Hebdo ecc., che qua sono fortunatamente sporadici, in altre parti del mondo sono purtroppo la regola, e accadono da tempo. Solo che, appunto, sono sempre accaduti là, lontano, quasi in un altro mondo, almeno secondo la nostra percezione, e qua le relative notizie non arrivavano o anche se arrivavano... chi se ne frega? Adesso non è più così. Ciò che prima accadeva solo là adesso comincia ad accadere anche qui, ma non è l'umanità che è impazzita, sono solo la follia e l'orrore che si spostano e abbracciano altre latitudini. E gran parte di quelli che arrivano qua, in Europa, sui barconi o su altri mezzi, lo fanno appunto per sfuggire a quella follia e a quell'orrore che a casa loro sono la regola.
Cosa credete, che se (ragionando per assurdo) fatti come la strage del Bataclan fossero ordinari i francesi starebbero buoni lì? Scapperebbero a gambe levate, così come i nigeriani scappano dai terroristi col machete di Boko Haram, i siriani dai tagliagole dell'Isis ecc.
Poi, certo, quando arrivano qua è probabilissimo che incappino in qualche decerebrato come il tipo delle felpe che invoca la ruspa e dice di aiutarli a casa loro. Aiutarli a fare che? A farsi dilaniare meglio da qualche bombarolo esaltato? A farsi fare a pezzi, sopportando stoicamente il dolore, da quelli di Boko Haram? Se il decerebrato con la felpa, che avuto l'immensa fortuna di nascere nella parte "giusta" del mondo, quella in cui non corre alcun rischio di essere fatto a pezzi da nessuno, fosse nato là, nella parte "sbagliata", sarebbe il primo ad attraversare il deserto e a imbarcarsi sognando una vita migliore (o anche solo una vita) in Europa.
E magari, se fosse fortunato, eviterebbe anche di imbattersi in qualche idiota con felpa e ruspa.

sabato 16 luglio 2016

La pornografia del dolore

Mi sono rifiutato di guardare i tantissimi video che mostrano la carneficina di Nizza, e soprattutto mi sono guardato bene dal ripubblicarli. Non ne vedo l'utilità, se non per i gestori dei siti che, contando sul potere morboso della pornografia del dolore, utilizzano questi video in chiave acchiappa-clic. Abbastanza disgustoso, direi. Certo, siamo ormai nell'era dell'informazione live a portata di tutti; uno smartphone ce l'ha chiunque e con esso la possibilità di trasmettere in diretta sui social qualsiasi avvenimento capiti a portata di obiettivo, ma a volte ho come l'impressione che questa cosa stia sfuggendo un po' di mano.

mercoledì 13 luglio 2016

Solo al sud

Il ministro Delrio dice che il governo stanzierà immediatamente 1,8 miliardi di euro per mettere in sicurezza le tratte ferroviarie regionali. Come da prassi, ci vuole una tragedia (prima) per intervenire (dopo), difficile che si intervenga prima evitando di recriminare poi: ormai la storia la sappiamo. Adesso è il triste festival dei "se": se il raddoppio della linea si fosse fatto prima, se ci fosse meno burocrazia, se si spendessero soldi per queste opere invece di vaneggiare di ponti sullo stretto, se quel cazzo di semaforo diventato verde fosse rimasto rosso, se non ci fosse stata incomprensione tra le due stazioni entro cui si è verificata la tragedia, se su quel tratto ferroviario fossero stati installati più moderni mezzi di comunicazione, invece del desueto blocco telefonico ecc. Ognuno può usare il "se" che preferisce in attesa che le inchieste ci dicano esattamente cosa ha provocato il disastro.
Siccome mi è capitato di leggere commenti dei soliti idioti del tipo "queste cose succedono solo al sud", vorrei ricordare a chi ha la memoria corta che appena pochi mesi fa (febbraio di quest'anno) due treni regionali carichi di pendolari, su una tratta a binario unico, si sono scontrati in Baviera, poco lontano da Berlino, nella modernissima e avanzatissima Germania, lasciando sul terreno 10 morti e svariate decine di feriti.
Forse non vuole dire niente, o forse sì.

martedì 12 luglio 2016

Insaputa



Sarebbe interessante riuscire a mettere in fila tutte le "insapute" addotte da personaggi più o meno noti, nel corso del tempo, per giustificare qualche loro azione più o meno legittima, ma occorrerebbe una memoria che io non ho. Ricordo però chi inaugurò la serie, e cioè il leggendario Claudio Scajola con l'appartamento vista Colosseo che qualcuno gli comprò a sua insaputa; ricordo anche il mitico Bertone e il suo mega attico in parte ristrutturato, sempre a sua insaputa, coi soldi del Bambin Gesù. Oggi abbiamo il favoloso Trota, al secolo Renzo Bossi, rampollo maggiore di una nobile stirpe, che afferma, in Tribunale (sperando almeno che sapesse di trovarsi in un Tribunale), di non sapere di essersi laureato in Albania.
Ecco, tutti gli altri non li ricordo, ma sarebbe divertente metterli insieme.Verrebbe fuori un bel quadretto.

sabato 9 luglio 2016

Declinazioni al femminile

Nel libro che sto leggendo in questi giorni si dice che l'italiano è l'unica lingua romanza in cui le professioni di prestigio non vengono declinate al femminile. Così, se non c'è alcun problema con termini quali ad esempio operaio/a, cassiere/a, maestro/a ecc. il problema nasce con "deputata", "sindaca", "ministra", "chirurga" e via dicendo. E - leggo sempre nel libro - non regge la scusa secondo cui si tratta di professioni a cui le donne si sono avvicinate maggiormente solo in epoca recente, perché ci sono paesi in cui questo problema, se di problema si può parlare, è stato risolto fin da subito mano a mano che si presentava. In Spagna e Portogallo, ad esempio, dove al pari dell'Italia l'accesso delle donne a queste professioni si è avuto relativamente tardi, non ha creato alcun problema l'adozione fin da subito di termini come "avogada", "medica", "deputda", " juiza" (la giudice) ecc. I problemi si sono riscontrati solo qui da noi, retaggi di una società da sempre fondata sul classismo e sul patriarcato più granitico, le cui conseguenze sono ancora oggi tristemente evidenti.
Se capitate in libreria, fate un pensierino a questo ottimo libro. Si chiama Sguardi differenti e la casa editrice è Mammeonline

giovedì 7 luglio 2016

La pacifica cittadina di provincia

"L’assassinio di un nigeriano, scampato assieme alla moglie ai massacri di Boko Haram per poi finire ucciso dalla violenza razzista in Italia, suscita orrore. Questo è accaduto nelle Marche, a Fermo, in una pacifica cittadina di provincia, dove ci si aspetterebbe che il clima di civiltà e tolleranza tradizionali non possano lasciar germinare pulsioni criminali di questo genere."
Le ipotesi che frullano in mente dopo aver letto questa scemenza sono due: o l'articolista del Foglio era in preda ai fumi dell'alcol, oppure la suddetta scemenza l'ha scritta pur sapendo che si trattava di una scemenza, quindi in malafede. In entrambi i casi si tratta appunto di una conclamata scemenza. Come infatti hanno rilevato tutti già poche ore dopo il tragico fatto, il substrato sociale in cui è maturata la tragedia era da tempo costituito da malcontento e intolleranza, a più riprese palesatisi attraverso veri e propri atti intimidatori (tipo bombe davanti a chiese e strutture di accoglienza, scritte xenofobe sui muri, manifestazioni ecc.). Una situazione che era quindi già "calda" e che purtroppo ha avuto il tragico epilogo che sappiamo.
Però per Il Foglio era tutto tranquillo, Fermo e paesi limitrofi erano oasi di serenità e di pace, c'era "un clima di civiltà e tolleranza" che manco in paradiso. E quindi come può essere successo un fatto di sangue così grave? Chi mai se l'aspettava?
Quasi quasi mando una mail a Ferrara con richiesta di spiegazioni.

Fermo e Il Giornale

Per rendersi conto di come siamo messi, è sufficiente leggere alcuni dei commenti che appaiono in calce all'articolo del Giornale in cui si parla della tragedia di Fermo: orrori grammaticali, bestialità sintattiche, revisionismi storici alla cazzo di cane, luoghi comuni come se piovesse, cinismo, cattiveria e tante altre belle cose. Un commentatore si chiede, solo per fare un esempio, come si possano mettere insieme gli aggettivi razzista e fascista, cosa c'entrino uno con l'altro (non sto scherzando, se lo chiede davvero). Un altro dice di essersi rotto di questi cazzo di musulmani, ovviamente ignorando che in Nigeria cristiani e musulmani sono in percentuale paritaria - il fatto che i due ragazzi di Fermo abbiano convalidato il loro matrimonio davanti al parroco che li ospitava fa supporre semmai che fossero entrambi di religione cristiana. E via così, in un florilegio di ignoranza sesquipedale e frasi stupide da bettola di quarta categoria, cioè tutto ciò che contraddistingue il lettore medio del fogliaccio di Sallusti e il follower medio di Salvini.

mercoledì 6 luglio 2016

Toh, la guerra in Iraq non era giustificata



Tony Blair: "Chiedo scusa per la guerra, ha favorito la nascita dell'Isis" (Il Fatto, 25/09/2015).
Tony Blair, oggi, dopo la pubblicazione del rapporto Chilcot: "Io non credo che la rimozione di Saddam Hussein sia la causa del terrorismo a cui assistiamo in Medio Oriente e altrove".
Per come la vedo io, se Blair avesse un minimo barlume di quella cosa ormai così rara chiamata dignità, dovrebbe sparire, vergognarsi e andare a nascondersi in qualche remoto angolo dall'altra parte del globo. Ma non adesso. Avrebbe dovuto farlo almeno un decennio fa e più, quando si scoprì che i famosi rapporti che certificavano l'esistenza delle armi di distruzione di massa nelle mani di Saddam erano più falsi di una banconota da 22 euro, e furono assemblati da lui e dai suoi collaboratori con la compiacenza dell'altro guerrafondaio che all'epoca era presidente degli USA.
Quello che più rattrista è che nessuno chiederà mai conto del loro operato a questi due mascalzoni.

martedì 5 luglio 2016

Chi perde paga



Le ultime 80/100 pagine sono congegnate, se così si può dire, in modo che il lettore non possa staccarsi dal libro. Non so se King sia più o meno bravo dei grandi maestri giallisti alla Poe o alla Christie o alla Doyle o a chi volete voi - e perdonate se i paragoni possono apparire blasfemi - so solo che questo thriller mi ha stregato.

lunedì 4 luglio 2016

Se volete mandarlo a casa



"Se volete mandarmi a casa convocate un congresso e vincetelo", ha detto quello che si crede il Padreterno, un Padreterno di 'sta ceppa che governa un paese di 60 milioni di abitanti con 2 milioni di voti scarsi rimediati alle primarie del 2013. Come diceva il buon Guccini: "...ne abbiamo visti maghi e geni uscire a frotte, per scomparire..."
Diamo tempo al tempo.

domenica 3 luglio 2016

Stragi di serie B

I macellai dell'Is hanno fatto una strage a Baghdad, in due centri commerciali: 120 morti (molti di questi bambini) e oltre 140 feriti. Non si trova una riga da nessuna parte, se non spulciando negli anfratti dei vari siti, ma la cosa è comprensibile: le vittime erano tutte iraqene e di religione musulmana, dei poveri sfigati, insomma, almeno secondo il metro di valutazione in voga da queste parti, e si sa che l'indignazione segue da sempre precise regole geografiche e di pancia.

Un selfie per Libero

Dopo la prima pagina di Libero di stamattina, la prossima volta che in pizzeria si presenterà al mio tavolo uno di quei ragazzi bengalesi per vendermi una rosa, invece di rifiutare gentilmente, come ho sempre fatto, comprerò tutto il mazzo, dopodiché farò un selfie col ragazzo e invierò la foto via mail a quella redazione di stronzi.

Hanno sempre ragione loro

SMS da Wind: il prezzo del mio piano tariffario passa da 12 a 13,50 euro, però mi danno un giga in più (da uno a due). A me del giga in più non frega una beata fava, dal momento che per la maggior parte del tempo sto collegato tramite WiFi. Stamattina vado giù a Santarcangelo alla Wind e dico alla gentile signorina che vorrei mantenere il mio piano tariffario a 12 euro, che tra l'altro non è neppure più tanto conveniente dal momento che altri operatori ne offrono di più vantaggiosi. L'addetta risponde che non è possibile perché Wind ha comunque deciso che All Inclusive aumenterà di prezzo, se il cliente non è d'accordo può recedere dal contratto o cambiare operatore entro trenta giorni senza penali (e vorrei anche vedere!). Chiedo quindi all'addetta se esista un altro piano tariffario Wind al prezzo di 12 euro. Mi risponde di sì ma il cambio costa 15 euro. Conclusione: in un modo o nell'altro fanno quello che vogliono loro.
Domani cerco un altro operatore.