lunedì 29 febbraio 2016

Vendola

Il clamore suscitato dalle modalità utilizzate da Vendola per diventare padre non potevano non sollevare un polverone. Al di là dei commenti cretini degli Adinolfi, dei Salvini e degli Sgarbi, giusto per citare quelli più in vista, non poteva non sollevarlo perché nell'immaginario collettivo certe pratiche sono ancora inquadrate come abomini, in particolar modo da chi ha fatto del conservatorismo cattolico e della difesa delle tradizioni familiari, qualunque cosa voglia dire, una missione; ma sono viste - diciamolo tranquillamente - con una certa diffidenza anche da gran parte di quelli che si definiscono progressisti e a questa definizione improntano il loro agire, pensare, parlare.
In realtà, ciò che nessuno mette in rilievo è che con queste cose ci dovremo per forza fare i conti, volenti o nolenti, che ci piacciano o no, perché la società si muove, cammina, e ciò che oggi a molti sembra aberrante fra qualche decennio sarà normalità. Pochi secoli fa sembrava aberrante ciò che propugnava Galileo; pochi decenni fa sembrava aberrante l'idea che si facesse una legge sull'aborto o sul divorzio. Anche la fecondazione assistita, nonostante gli ostacoli, alla fine ha avuto la meglio. Oggi abbiamo adirittura una legge, seppure abbastanza all'acqua di rose, che disciplina le unioni civili, e i cattofondamentalisti sono ancora lì che strillano. Un giorno avremo una legge che disciplinerà la donazione di utero, è inevitabile che accada. Allora abbiamo solo due possibilità: continuare a inveire inutilmente e pateticamente, come fanno adesso i summenzionati personaggi, o cercare di guardare e comprendere con occhi e mente aperti i cambiamenti ineluttabili della società. Cambiamenti che ci saranno indipendentemente dal fatto che ci piacciano o no.

venerdì 26 febbraio 2016

La paura della stepchild

Secondo un sondaggio Ixé (Il Fatto, 26/02/2016) il 54% degli interpellati è contrario alla stepchild adoption. È normale che sia così - io avrei pronosticato una percentuale pure maggiore - perché gran parte delle italiche genti è sostanzialmente ignorante, e se gli parli di stepchild adoption chissà cosa va a pensare, chissà quali fantasmi o orrori si immagina.
Se invece di questi pomposi e fuorvianti inglesismi l'avessero chiamata semplicemente per quello che è, e cioè adozione del figliastro, probabilmente gli interpellati avrebbero tirato un sospiro di sollievo e si sarebbero detti favorevoli in una percentuale maggiore, azzarderei plebiscitaria, e magari, invece di essere stralciata dalla Cirinnà, a quest'ora la stepchild sarebbe legge e avrebbe reso quella roba raffazzonata passata ieri in Senato un po' meno lacunosa. E niente, sono i danni dell'ignoranza da bar perpetrati da chi su quest'ignoranza ci specula.

mercoledì 24 febbraio 2016

La Consulta boccia Maroni

La Corte Costituzionale straccia la legge regionale lombarda di un anno fa, voluta dalla destra leghista e soprannominata "anti-moschee", una legge stupida e fascista messa in piedi col palese obiettivo di impedire ai musulmani lombardi di organizzarsi a loro piacimento. I Maroni e i Salvini vanno ovviamente su tutte le furie, apostrofando i quindici alti giudici con epiteti più o meno coloriti e più o meno stupidi, sempre in linea, comunque, col livello cultuale e intellettivo dei due.
Non ci sarebbe stato neppure bisogno di arrivare a scomodarla, la Corte Costituzionale, perché anche un ragazzino delle medie con almeno un'ora di educazione civica sul groppone avrebbe capito che era incostituzionale, ma i leghisti sono così: livorosi e ignoranti, e pure un ragazzino delle medie diventa un Umberto Eco davanti a un Maroni.

martedì 23 febbraio 2016

La ragazza di Bube



Ho trovato questo libro di sopra, tra quelli di mia mamma. È un'edizione che risale al 1965. Per la precisione, la prima al 1960, quella che ho in mano al maggio del '65. Ne ha molti altri di questa serie degli Oscar Mondadori, di sopra, e alcuni sono dei veri e propri classici, come questo di Cassola. Le pagine sono ingiallite, l'odore è quello caratteristico dei libri che stanno a riposare nelle librerie per decenni, i caratteri tipografici sono inusuali, come ad esempio alcune vocali accentate con l'accento acuto invece che grave, i ritorni a capoverso al termine di un paragrafo sono privi degli spazi vuoti, quelli che vengono lasciati nei libri di oggi all'inizio di un nuovo paragrafo.
Lo leggerò perché non l'ho mai letto, e riflettendoci un po' mi sono accorto che ci sono un sacco di classici, sia italiani che stranieri, che non ho mai letto. E niente, mi toccherà recuperare, col tempo. Intanto inizio con questo.

sabato 20 febbraio 2016

Onde gravitazionali e Dio (e Socci)

C'è un divertente articolo di Socci, ammesso che quelli di Socci possano essere elevati al rango di articoli, nella quale il noto scribacchino di Libero usa, con una certa divertente audacia, la scoperta delle onde gravitazionali come dimostrazione dell'esistenza di Dio. Per carità, va benissimo, ognuno del resto è libero di delirare come crede e di giustificare i propri deliri come più ritiene opportuno. Quello che infastidisce un po' è la pretesa di tirare per la giacchetta l'idea che aveva Einstein di Dio e di infilarla nel recinto religioso a cui appartiene lo scribacchino. Socci se ne faccia una ragione: accostare la sua visione di Dio a quella di Einstein produce lo stesso effetto del gessetto che raschia la lavagna.

L'ho anche odiato



Ho amato e ammirato Umberto Eco, perché coi suoi libri ho sognato e imparato, ma l'ho anche odiato per quell'obbligo di dover tenere sempre a portata di mano un dizionario ogni volta che ne prendevo in mano uno.
Addio e grazie di tutto, professore.

venerdì 19 febbraio 2016

Padre Pio (in edicola)



Qualche tempo fa un amico, di religione protestante, mi ha detto: "Mamma mia, i cattolici sono tremendi: quelli pur di far soldi prenderebbero ogni singolo pezzo dello scheletro di Padre Pio per esporlo in ogni chiesa d'Italia". Nel caso delle figurine e relativo album, ovviamente, non credo che la religione cattolica abbia qualche ritorno economico diretto, ce l'avrà molto più probabilmente la casa editrice che distribuisce 'sta roba nelle edicole, e comunque a me la cosa tutto sommato va benissimo, dal momento che con questi gadget ci lavoro. Quello che mi incuriosisce un po' è la tipologia dell'acquirente. Anziani? Improbabile. Ve li immaginate vecchietti e vecchiette che stanno lì, discutono, magari si telefonano per chiedersi a vicenda quale si ha e quale manca? No, dài, assurdo. Forse i giovani? Può darsi, ma quelli già lo fanno coi vari Ronaldo, Iguain, Totti ecc., volete che ci mettano in mezzo pure Padre Pio? Boh...
Comunque sia, 'sta roba è in edicola, in caso vi venisse la voglia.

giovedì 18 febbraio 2016

Call center life

Dice l'operatrice del 187, in un italiano stentato (non è evidentemente italiana), che a breve sarò richiamato per esprimere una valutazione sulla qualità del servizio. Poi mi prega così: "Se può mi dia un 10, ne va del mio lavoro". Dal tenore della preghiera penso di intuire che questo lavoro sia tutto, per lei, e provo a immaginare cosa deve essere lavorare in un call center per pochi euro all'ora, e per quei pochi euro sorbirsi per ore gli scazzi di chi chiama. Quando richiamerà le darò 10, sperando che riesca a tenersi il suo lavoro, anche se è un lavoro di merda.
A margine penso anche alla bufala che la schiavitù non esiste più. Come no?

mercoledì 17 febbraio 2016

Però ha tolto l'IMU

Negli ultimi venti anni [le tasse locali] sono più che triplicate, passando da 30 a 103 miliardi. Il dato è contenuto nel rapporto «Finanza pubblica e tasse locali» del Centro studi di Confcommercio-Cer presentato questa mattina, mercoledì 17 febbraio, dal presidente dell’organizzazione, Carlo Sangalli. A schizzare all’insù soprattutto le tasse su immobili e rifiuti: negli ultimi quattro anni (dal 2011 al 2015) le imposte sugli immobili sono cresciute di ben il 143% (da 9 a 23,9 miliardi), anche se quest’anno ci sarà un calo a 19,4 miliardi grazie alla riduzione sulla prima casa; quelle sui rifiuti del 50% (da 5,6 a 8,4 miliardi).
Tenete come promemoria questo studio della Confcommercio ogni volta che un cazzaro qualsiasi proverà a intortarvi con 80 euro, abolizione IMU ecc.

martedì 16 febbraio 2016

A fuoco



Certi libri andrebbero fatti leggere nelle scuole, perché raccontano in maniera esemplare la stupidità dei pregiudizi, dei luoghi comuni, dell'ignoranza e delle certezze stereotipate, cioè tutto ciò su cui prosperano i tanti Salvini di oggi.

domenica 14 febbraio 2016

Siamo più o meno ai livelli della Gelmini (a figure di guano)





Dopo che il governo ha tagliato un miliardo e mezzo all'Istruzione e 400 milioni alla Ricerca, proseguendo sulla linea inaugurata da Berlusconi e portata avanti da Monti e da Letta, non è che la Giannini può prendersela più di tanto se viene spernacchiata pubblicamente in questo modo da una ricercatrice, eh.

sabato 13 febbraio 2016

Magari è stata l'amante

L'esistenza dei cretini è ineluttabile, e sia la loro esistenza che il loro parlare e agire rispondono probabilmente a precise leggi matematiche. Questa premessa è confermata dagli inequivocabili riscontri che ogni giorno ci vengono spiattellati dai media, e l'uscita infelice del prestigioso politologo Edward Luttwak, un prestigio corroborato da anni di interventi nel tg di Emilio Fede, è solo l'ultima della lunga serie.
Nello specifico, a parte la cretinata che a uccidere il povero Giulio Regeni sia stata un'amante, l'aspetto più grave della vicenda è che il ragionamento di Luttwak si inserisce nel filone patetico dei sostenitori del "se l'è cercata", sulla stessa falsa riga di quelli che tendono a giustificare uno stupro dicendo: "Eh, però quella andava in giro con la minigonna". Stessa identica cosa. E siccome il povero sfigato se l'è appunto cercata, il governo fa malissimo a dare l'idea, con certe dichiarazioni un po' troppo sopra le righe, di voler accusare Il Cairo di responsabilità in questa vicenda, perché Italia ed Egitto sono in ottimi rapporti (soprattutto commerciali) e non si rischia di incrinare tali rapporti per chiedere che su questo crimine efferato venga fatta luce al più presto, o insinuando che ci possano essere dietro precise responsabilità governative, non sta bene.
Questa è il sunto del Luttwak pensiero, che se fosse solo suo non ci sarebbe in fondo niente di grave.

giovedì 11 febbraio 2016

Si fa il voto segreto, lo dice Bagnasco



Ormai siamo talmente assuefatti alle ingerenze di questi corvacci neri che non ci facciamo neppure più caso, è diventato tutto perfettamente normale. Così un rappresentante di una religione e delle istituzioni di un altro stato può tranquillamente permettersi di intimare al parlamento italiano le modalità con cui promulgare una legge. È come se un parlamentare italiano andasse, che ne so?, al Bundestag tedesco a mettere becco nei loro affari. Nella migliore delle ipotesi si beccherebbe una pernacchia, nella peggiore un vaffanculo. Da noi al massimo si becca giusto la finta indignazione del governo, ché esagerare non va mai bene.
E quindi Bagnasco "ordina" che sulle unioni civili si proceda col voto segreto, che è il modus operandi più vigliacco che un parlamentare possa adoperare e, guarda caso, è un retaggio che deriva proprio dalla chiesa cattolica, quando le questioni di coscienza si discutevano nel segreto del confessionale. Il voto segreto, in pratica, non è appunto nient'altro che una sorta di laicizzazione del confessionale. Chissà, forse un giorno il voto segreto sarà abrogato, ogni parlamentare metterà la faccia in quello che dice e che pensa e forse questo paese diventerà un po' più civile. Quando Bagnasco e soci saranno messi nelle condizioni di non creare più nocumento.

Onde gravitazionali

Ho finito di leggere giusto un paio di settimane fa Dal big bang ai buchi neri, di Stephen Hawking, un libro che ha già sul groppone un po' di anni, e in questo libro il grande scienziato inglese si rammaricava del fatto che non fosse stata ancora accertata compiutamente l'esistenza delle onde gravitazionali ipotizzate da Einstein cento anni fa. Oggi quelle onde sembra siano state trovate, confermando così le dinamiche di movimento dell'universo ipotizzate dal grande scienziato ebreo. C'è voluto un secolo di studi e ricerche ma alla fine il risultato è arrivato, e chi si interessa un po' di queste cose sa che si tratta di un risultato straordinario. La scienza è questo: mettere tutto sempre in discussione e mai dare nulla per definitivamente accertato. I dogmi e la superstizione li lasciamo a qualcun altro, noi (almeno io) stiamo dalla parte del relativismo scientifico, quello che sta alla base del progresso umano.

mercoledì 10 febbraio 2016

Elton John e il guano dei piccioni



Eccolo qua l'Elton John di ieri sera a Sanremo, quello che da settimane faceva tanta paura ad Adinolfi e ai tanti, troppi, omofobi di questo cazzo di paese. Era terrorizzato, Adinolfi, all'idea che la rockstar inglese potesse dire qualcosa di "sbagliato" (secondo l'accezione che lui dà a questo aggettivo) e di sconveniente (come sopra) davanti a una platea così vasta e proprio nei giorni in cui in parlamento si sta provando a far uscire questa specie di teocrazia, neppure troppo mascherata, dal medioevo in cui si trova.
E invece Elton John ha fatto solamente quello che sa fare meglio: cantare e suonare. Nient'altro. Niente che potesse fornire un appiglio a chicchessia a cui appendersi per potersi poi stracciare le vesti e strillare, mostrando una volta di più al mondo la misera pasta di cui è composto chi lotta strenuamente per perpetuare il cimitero dei diritti. Mi dispiace per Adinolfi, che sulla sua pagina facebook aveva addirittura pubblicato il testo dell'articolo di legge con cui si punisce chi reclamizzi utero in affitto e altre cose (era una minaccia, Adinolfi?); mi spiace per Gasparri, che ha rivolto alla rockstar, in questi giorni, i peggiori insulti che si possano rivolgere a una persona.
Elton John non ci è cascato, perché la sua intelligenza è infinitamente superiore alla vostra (non è che ci voglia poi molto, in verità), ed eseguire la sua performance facendo solo quello per cui è stato chiamato è stato il suo modo per mettervi nel sacco e tapparvi la bocca. Dubito che voi possiate arrivare a comprendere questa cosa, ma non è importante, in fondo voi non siete niente.
Fra cento o duecento anni i grandi come lui, che io ho iniziato ad ascoltare da ragazzino, saranno ancora vivi nella memoria e avranno un posto assicurato nella storia. Voi invece siete come il guano dei piccioni sul piancito delle piazze: al primo scroscio di pioggia viene lavato via, e non ne resta traccia.

martedì 9 febbraio 2016

(...)

Il conflittuale e drammatico rapporto padre/figlia, narrato in maniera superba da Philip Roth in Pastorale americana, dà i brividi. Il libro non è semplice, non è immediato, è molto introspettivo e caratterizzato da una forte componente psicologica, ma una volta entrati dentro non si riesce più a uscire. È la prima volta che leggo un libro di Roth, ma sicuramente non sarà l'ultima.

lunedì 8 febbraio 2016

Il problema Elton John



C'è preoccupazione negli ambienti cattolici, e naturalmente dalle parti del Giornale, per la partecipazione di Elton John al festival di Sanremo. I principali motivi di angoscia sono: verrà accompagnato dal marito? Userà lo spazio a sua disposizione per dare in pasto all'Italia intera qualche pericolosa esternazione? Eh, in effetti sono problemi grossi, se ci pensate, i classici problemi che in genere attanagliano i paesi culturalmente fermi al Pleistocene inferiore. Nella redazione di zio Tibia, direttore del terzo organo della santa sede dopo Osservatore Romano e Avvenire, la tensione è alle stelle, il rischio che la rockstar apra bocca per altri motivi oltre che per cantare è dietro l'angolo, e capite bene che sarebbe una catastrofe se ciò accadesse proprio nei giorni cruciali in cui in Senato si vota la conversione in legge del ddl Cirinnà. I rischi sono tremendi.
Poi, certo, per i proclami a media unificati di Bagnasco, di papa Ciccio, della star di Radio Maria padre Fanzaga, il Family Day, anch'essi tutti a ridosso dei giorni caldi della legge sulle unioni civili, per questi non c'è problema, ma guai se ad aprire bocca sarà il (per me) grande Elton John. E chi lo sente, dopo, Adinolfi?

sabato 6 febbraio 2016

Adesso sono come tutti gli altri



La retromarcia di oggi sulle unioni civili, imposta da Casaleggio ai fedeli devoti, dall'alto del blog-santuario, è la caduta dell'ultimo mattone di quel muro di diversità che il Movimento 5 Stelle aveva costruito attorno a sé fin dagli inizi. Altri segnali c'erano già stati, nel corso del tempo, altri mattoni erano via via stati tolti dal muro, oggi è caduto l'ultimo e il muro si è totalmente sgretolato.
Intendiamoci, era inevitabile che sarebbe finita così, l'unica scommessa era sui tempi. I grillini hanno fatto retromarcia per vari motivi: per la sensibilità cattolica di molti parlamentari, di molti elettori, e anche per non scontentare un certo tipo di elettorato di destra che, è noto, ha sempre dato il suo voto ai peppisti. Alla fine, se notate, le stesse motivazioni che spingono l'agire politico dei partiti tradizionali: un colpo al cerchio e uno alla botte per cercare di mantenere il consenso. Aggiungete il rimangiarsi di un annuncio, quello che vedete qui sopra, è la metamorfosi è completa.

venerdì 5 febbraio 2016

Giornata della Memoria (2)

Lo striscione che campeggiava sotto al palco, il giorno del Family day, recitava più o meno così: "unioni civili? Ce ne ricorderemo". Il messaggio era fin troppo chiaro: il governo fa una legge che regolamenta le ‪unioni civili‬? Bene, alla prossima tornata i cattolici non voteranno più questo esecutivo. Per quanto mi riguarda non è un problema grosso, dal momento che il Pd non credo di averlo mai votato e ritengo che l'avvento del renzismo abbia fatto più danni perfino del berlusconismo, ma il punto non è ovviamente questo. Torniamo alle unioni civili.
Pochi giorni dopo la manifestazione del Circo Massimo, dalle austere frequenze della leggendaria radio Maria arriva l'altrettanto leggendario padre Livio Fanzaga, le cui pacate, ragionate e sempre morigerate esternazioni hanno raccolto nel corso degli anni schiere di fans adulanti, principalmente tra i recitatori casalinghi di rosari e novene. Padre Fanzaga, dalle suddette frequenze, si rivolge direttamente a Monica Cirinnà, relatrice dell'omonimo ddl di cui si discute in questi giorni in Senato, tirando in ballo l'Apocalisse, Babilonia, e avvertendo la parlamentare che adesso è il momento dei brindisi ma che anche per lei arriverà il giorno del funerale. Una sorta di "ricordati che devi morire", insomma. La parlamentare capisce che non vale la pena abbassarsi al livello di Fanzaga e risponde citando il leggendario "mo' me lo segno" di Massimo Troisi.
Ecco, a questo punto io proporrei di istituire una seconda Giornata della Memoria, da aggiungere a quella già nota in cui ogni anno si ricorda la Shoah e i crimini dei nazisti. Una Giornata della Memoria 2 in cui si ricordino tutti quelli che hanno lottato, in qualsiasi forma, per cercare di rendere questo paese un po' più civile, combattendo contro il talebanesimo e il fanatismo di matrice cattolica di tutti i Fanzaga d'Italia.

(...)

E' talmente bello che ogni tanto bisogna rivederlo.

Pubblicato da Marco Zabel su Domenica 8 febbraio 2015

giovedì 4 febbraio 2016

Pagine gialle

Ci dev'essere un motivo neppure troppo recondito dietro il continuo stampare e distribuire, in pieno terzo millennio, tonnellate e tonnellate di carta sotto forma forma di Pagine Gialle e Bianche, che vengono consegnate nelle case private, spesso stipate in qualche modo nelle cassette della posta, oppure ammucchiate in tristi pile negli androni dei palazzi, per poi finire al macero intonse, spesso senza neppure venire consultate. Ecco, ci dev'essere un benedetto motivo per cui nell'era degli smartphone che se interrogati ti dicono pure dove si trova la latrina più vicina, uno debba avere necessità di consultare le Pagine Gialle di carta.
Il problema è che mi sfugge.

mercoledì 3 febbraio 2016

Il sesso secondo loro (e secondo me)



Quando ho guardato questo video, che è un estratto dell'intervento di Gandolfini al Family Day, mi sono venuti in mente i telepredicatori americani, nello specifico quelli che sentono alla radio della loro auto i due protagonisti del film Grano rosso sangue (trasposizione cinematografica del racconto The children of the corn, di Stephen King) mentre fanno il loro ingresso nella cittadina di Gatlin, in Nebraska. Ricordi a parte, non credo ci sia molto da aggiungere a commento di questa visione del sesso, a mio parere un tantino limitata e frustrante. Personalmente, non avendo l'obbligo, come Gandolfini, di sottostare a dettami di tipo religioso che indirizzino il modo in cui devo vivere la mia vita sessuale, devo ovviamente affermare di essere in totale disaccordo con lui, per tanti motivi. Il principale è che far sesso è bello, è appagante, è gratificante e rende felici. E come potrebbe Dio - ovviamente per chi crede che esista - aver qualcosa da ridire sulle modalità con cui viene svolta un'attività che regala così tanta felicità ai suoi figli? Eddai, su.
(Ah, tra le altre cose, mia moglie dice che fare sesso aiuta anche a essere meno acidi.)

martedì 2 febbraio 2016

Libri

(...)

Facendo finta che scendere al suo livello non richieda eccessivi sforzi, si potrebbe chiedere a Giovanardi in che modo la famosa/famigerata stepchild adoption favorirebbe la compravendita di bambini. No, perché veramente io non riesco a capirlo. La stepchild adoption non è nient'altro che l'adozione del figliastro da parte del convivente del genitore biologico, e non si capisce in che modo questa cosa darebbe avvio a una qualche forma di mercimonio o mercato.
Forse è meglio sorvolare, soprassedere, e magari fare finta che Giovanardi sia in fondo una persona normale.

lunedì 1 febbraio 2016

Il Corriere della Sera che non è più



La regressione sociale e civile di un paese non si vede solo nelle grandi cose (e non mi riferisco necessariamente al Family Day o "eventi" simili), ma soprattutto nelle piccole, come certi particolari giornalistici. Perché, ad esempio, il Corriere della Sera deve avere in home page 'sta roba qua? Come ha fatto il principale quotidiano italiano, con alle spalle una storia ultracentenaria e su cui hanno scritto Einaudi, Montanelli, Buzzati, Flaiano e tanti altri grandi a ridursi così? Se voglio leggere il peggio della settimana vado sul Giornale, su Libero, oppure su Dagospia o altri. Sul Corriere della Sera vorrei trovare della buona cronaca, degli approfondimenti sull'attualità che siano seri e possibilmente intelligenti, magari qualche articolo scientifico interessante scritto da gente competente e preparata. Ma immagino che un articolo sul peggio della settimana attiri più clic e interessi più lettori di un approfondimento culturale, politico o scientifico, e in fondo tutto ciò non è nient'altro che lo specchio del (triste) mondo in cui viviamo.

Case farmaceutiche e family day