martedì 19 aprile 2016

Il terremoto in Ecuador e la nostra mente

Il conteggio delle persone decedute nel sisma in Ecuador ha superato il numero di 400, e purtroppo sembra che non sia neppure definitivo. La notizia, da quello che ho potuto vedere, è rimasta per qualche ora in cima alle principali home page nel momento in cui la tragedia si è verificata e poi è velocemente sparita, e adesso si trova solo in alcuni siti di approfondimento tipo Il Post. Eppure si è trattato di un sisma violentissimo e di una tragedia di proporzioni immani. Qua da noi quando successe la tragedia de L'Aquila, ad esempio, la notizia occupò le prime pagine per moltissimi giorni. Grazie, mi si dirà, è successa da noi quindi è normale che sia così, allo stesso modo in cui è normale che i media ecuadoregni facciano altrettanto nei prossimi giorni.
Mentre riflettevo su questa cosa, mi è venuto in mente ciò che scrisse Umberto Galimberti in un suo saggio che lessi l'anno scorso - il titolo mi sfugge, abbiate pazienza. Riassumendo brutalmente, il noto sociologo diceva che il sostanziale disinteresse per tragedie che avvengono lontano da noi non è cinismo, come frettolosamente si potrebbe pensare, ma è conseguenza di un naturale meccanismo psicologico umano, in base al quale la nostra mente tende a interagire e a relazionarsi maggiormente con ciò che accade vicino ad essa e tende a disinteressarsi di ciò che avviene lontano. È lo stesso meccanismo che ci porta ad esempio a disperarci fino alla morte per la dipartita di un congiunto, a dispiacerci molto per la morte di un vicino di casa e a dispiacerci molto poco per la morte di un lontano parente o conoscente che magari abiti pure lontano da noi.
Insomma, se non ricordo male dovrebbe essere così.

2 commenti:

Sbronzo di Riace ha detto...

cala cala, la frase corretta sarebbe: dispiacerci molto (poco) per la morte di un vicino di casa

dipende dai vicini che hai ovviamente :-)

seriamente dipende dalla vicinanza emotiva e dalla grandezza dell'evento disastroso

non sarà cinismo in senso cattivo del termine ma cinismo genetico indipendente dalla carognosità umana di ognuno di noi sicuramente lo è

vabbè siam fatti così, alcuni più empatici altri meno

Andrea Sacchini ha detto...

Vero, io ad esempio ho molta empatia con Salvini (se ci credi poi te ne racconto un'altra) :)