domenica 17 aprile 2016

Il fallimento non è del referendum sulle trivelle

Una affluenza tra le più basse della storia recente. Nessuno che fosse sano di mente si aspettava ovviamente il raggiungimento del quorum, ma credo che fosse altrettanto difficile aspettarsi una debacle simile. In fondo non c'è neppure granché da stupirsi. Il quesito era molto tecnico e, come osserva giustamente Malvino sul suo blog, all'italiota medio non si può chiedere di spremere troppo le meningi, specie se ciò richiede lo sforzo di documentarsi un pochino e specie se il quesito referendario non lo tocca da vicino - un ipotetico referendum su una faccenda di calcio, ad esempio, avrebbe ottenuto partecipazioni plebiscitarie.
Quindi siamo punto e a capo, meritiamo tutto ciò che ci capita e tutte le angherie, sapientemente edulcorate, che quotidianamente ci sottopongono quelli lassù, dal momento che ogni volta che siamo chiamati a partecipare a iniziative che possono fare da input a qualche forma di cambiamento ce ne sbattiamo i coglioni e diamo retta a certi figuri orribili, che si ergono a sedicenti salvatori della patria mentre sono solo salvatori di se stessi e dello status quo. Ecco perché il fallimento vero non è del referendum.

4 commenti:

Romina ha detto...

Purtroppo, in Italia la maggior parte delle persone s'informa attraverso la televisione e sappiamo bene com'è ridotta questa: i talk-show politici - che io non guardo, perché proprio non guardo la tv - sono imbarazzanti, teatrini dove si fa tutto tranne che informare. Per non parlare del resto dei programmi, quelli che mescolano spettacolo e politica.
Aggiungendoci l'analfabetismo di ritorno e la mancanza del senso della democrazia tipica dell'italiano medio, la frittata è fatta.

Andrea Sacchini ha detto...

Concordo, e al momento da questa situazione non si vede via d'uscita.

Anonimo ha detto...

Io, intanto, per non sapere né leggere né scrivere, appena posso passo in comune a firmare per l'abrogazione del capolista bloccato e del premio di maggioranza. Intanto tengo in caldo la scheda elettorale per ottobre...e se Renzi penserà che voto NO perché lo odio, beh...me ne farò una ragione. Cristina

Andrea Sacchini ha detto...

Beh, se pensasse una cosa simile forse non si allontanerebbe troppo dalla verità, no? ^_^