lunedì 30 novembre 2015

Elementi di teologia spicciola

Comunque, vicenda di Rozzano a parte, mi pare di capire, dalle cose che leggo in giro, che ci sia un po' di confusione per quanto riguarda le questioni religiose. Vediamo di provare a chiarire qualche punto, ovviamente senza pretesa di esaustività.
Il cattolicesimo non è il cristianesimo, ma una sua "variante", se mi passate il termine. Lo so, qualcuno dirà che ho scoperto l'acqua calda, ma vi assicuro che ci sono tantissimi che questa distinzione non la conoscono e non la fanno, e identificano il papa come capo del cristianesimo. Il cattolicesimo è appunto una corrente, così come lo sono i protestanti, gli ortodossi e via andare. Se si vanno a guardare i numeri, si scopre che nel miliardo di persone ascrivibili al cristianesimo ce ne sono alcune centiniaia di milioni che non sono cattoliche. L'Islam è la stessa cosa: dentro ai due gruppi più noti, sciiti e sunniti, esistono talmente tante correnti e sottocorrenti che forse non sono neppure tutte note. E questo succede perché gli stessi testi di riferimento, in questo caso Bibbia e Corano, pur essendo uguali per tutti vengoni interpretati in maniera diversa.
È per questo motivo che l'uscita di Ratzinger di qualche anno fa (la religione cattolica è l'unica vera e le altre sono false) fece giustamente incazzare mezzo mondo e dimostrò che lo stesso fondamentalismo ottuso con cui si descrive spesso l'Islam ce l'abbiamo in casa pure noi. Ma Ratzinger era Ratzinger, e i disastri del suo pontificato Bergoglio è riuscito solo in parte a riparare. Molto più sensato da questo punto di vista fu senz'altro il cardinal Martini, quando disse: "Guardate che Dio non è cattolico." Come si vede, anche tra i prelati cattolici ci sono persone più intelligenti e persone meno, come del resto succede in tutti i campi. Ok, fine della breve lezione di teologia da quattro soldi. Oh, lo so, qualcuno si chiederà: ma il Sacchini non era un mangiapreti? Certo, e lo sono ancora, ma ho il vizio di essere curioso e di approfondire, e poi la mitologia e tutto ciò che deriva dalla letteratura fantastica (che sia cristiana, greca o quello che volete voi) mi ha sempre affascinato.
:)

Col preside di Rozzano

Non so chi esca peggio da questa storiaccia, se i media, la politica o chi altro. Certo è che la vicenda è stata completamente stravolta e tirata per la giacchetta da chi aveva interesse a dipingere inesistenti scontri di civiltà o cavolate simili. Io sto dalla parte di quel preside e del suo tentativo di far valere il principio di laicità all'interno della scuola di Stato. I canti di Natale cristiani si cantino nelle scuole cattoliche, i canti musulmani nelle scuole musulmane e i canti ebraici nelle scuole ebraiche.

domenica 29 novembre 2015

Marco Parma

Solidarietà al preside Marco Parma, il quale nella scuola di Rozzano ha difeso il principio di laicità e per questo motivo è stato attaccato dai genitori, e non solo. Il Principio di Laicità è un diritto umano fondamentale e i genitori di quella scuola evidentemente, non solo ignorano cosa sia la laicità ma, cosa ancora più grave, pensano addirittura che sia un loro diritto negarla.

Carla Corsetti via fb.

mercoledì 25 novembre 2015

Gli auguri del monsignore a Bergoglio

Non so se quanto riportato dal Fatto sia vero o no, ma se fosse vero non mi stupirebbe. D'altra parte non credo sia un mistero per nessuno che papa Ciccio stia sulle scatole a diversi, all'interno dei sacri palazzi.
Mons. Negri, invece, il protagonista della presunta esternazione riportata dal Fatto, me lo ricordo per la mole enorme di minchiate che sparava negli anni in cui era vescovo, qua, della diocesi di San Marino, con le cronache locali che spesso riportavano ampi stralci delle suddette minchiate: i soliti improperi contro i gay, contro le coppie di fatto, e poi il presepe, la trita e ritrita equazione halloween=satanismo, una bufala a cui ormai non crede più neppure quel beccamorto di padre Amorth e scempiaggini varie assortite.
A tutto questo aggiungete che Negri è un pezzo grosso di CL e amico fraterno di Renato Farina, il "giornalista" cofondatore con Feltri di Libero e incorso in una lunga serie di grane giudiziarie per storie di falsi dossier (uno contro Prodi alla vigilia delle elezioni del 2006) e palle varie assortite in cambio di soldi. Insomma, una bella coppia, no?

domenica 22 novembre 2015

Avvisate Magdi Allam

- È il fanatismo religioso a spingere dei giovani cresciuti in Occidente ad andare a fare la jihad?
- Lasciamo perdere la religione: i terroristi che hanno insanguinato Parigi non hanno letto un versetto del Corano. Sanno solo quello che i reclutatori gli hanno messo in testa. Sono giovani che vengono dal piccolo banditismo, sbandati che passano dalle rapine al traffico di droga al traffico di armi, poi subiscono il lavaggio del cervello. Prendono sostanze psicostimolanti, si imbottiscono di droga, vanno a sparare nei campi di addestramento e si sentono eroi. Sono piccoli terroristi.
- Cosa sperano facendo i kamikaze?
- Niente. Conta solo l’esaltazione del presente. Alcuni vanno a cercare in Siria il paradiso che non hanno trovato nella loro vita. Altri cercano con le armi la rivincita sulla loro pochezza. Nessuno di loro fa una libera scelta: sono controllati. Debbono eseguire gli ordini.

(Dall'intervista di stamattina a Roland Jacquard, presidente dell’Osservatorio Internazionale del terrorismo e consulente del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Link: http://tinyurl.com/pr2k9lh)

sabato 21 novembre 2015

La pista satanica

Sui fatti tragici di Parigi ne abbiamo ormai sentite di cotte e di crude. Mancava solo la pista satanica, evocata da un surreale dialogo a distanza tra due menti di primissimo ordine dei nostri tempi: Ferrara e Giovanardi. In caso vi fossero avanzate un po' di pietà e capacità di vergogna per conto di terzi, è senz'altro il momento di usarle.

Le armi e la Pinotti

La Pinotti che a un convegno sulla difesa risponde a un giornalista che sì, è vero, noi inviamo ed esportiamo armi in Medio Oriente ma lo facciamo "nel rispetto della legge", meriterebbe la classica risposta "grazie al cazzo". Al netto infatti di eventuali valutazioni circa la rispondenza di questo commercio con la legge sull'esport delle armi, laddove vieta espressamente le esportazioni di tutti i materiali militari e loro componenti verso i paesi in stato di conflitto armato, forse ci sarebbe qualche altra valutazione da fare, magari di tipo più politico e meno amministrativo/burocratico. Intendiamoci, non è che del commercio delle armi si voglia fare una colpa (ammesso che lo sia) alla Pinotti, che è l'ultima arrivata, né si pretende che rinunci alla retorica formale tipica del ministro di un governo in carica. A me però sarebbe piaciuto sentire un ministro della difesa di un governo di sinistra dire: "È vero, noi vendiamo armi al medio oriente, e nel rispetto della legalità imbottiamo di armi paesi che sono già polveriere. Come ministro questa cosa mi indigna, ma non posso farci niente".
Ecco, sarebbe stata una bella risposta a quel giornalista, no?

(...)

Di solito passo oltre, magari sorridendo un po' e provando per loro pure un filo di compassione. Oggi però è sabato e ho più tempo libero, così mi sono fermato a leggere un po' di commenti al post con cui Magdi Allam prende per il culo i "sedicenti" - termine suo - musulmani moderati, che oggi manifestano a Roma e in altre città per ribadire il loro rifiuto della logica che sta alla base degli attentati di Parigi. Allam si domanda che credibilità possa avere chi manifesta per prendere le distanze da attentatori accomunati ai manifestanti dallo stesso credo (sentire Allam parlare di credibilità lascia sempre un po' divertiti, ma questo è un altro discorso).
Il tenore dei commenti è facilmente immaginabile - d'altra parte si tratta dello stesso target di commentatori che affollano le bacheche di Salvini, Meloni ecc. Allora provo a intervenire, dicendo che è molto più alta la credibilità di chi manifesta per prendere le distanze dal terrorismo di chi, come lui, ha buon gioco a fare di ogni erba un fascio, assecondando così i desiderata e la pancia dei più ignoranti e di quelli intellettualmente meno dotati, per i quali fare delle distinzioni, pensare, ragionare sono in genere esercizi improbi. E infatti, a un certo punto, esce fuori l'intelligentone di turno che fa l'osservazione idiota per eccellenza, quella secondo cui il Corano sarebbe un testo violento e ricco di espliciti inviti a uccidere gli infedeli. La discussione, come immaginavo, cade quindi sui classici argomenti da asilo, al che mi adeguo e faccio notare che, se la mettiamo su questo piano, pure certi passi della Bibbia (Deuteronomio, Esodo e altri) non scherzano. L'intelligentone tentenna, poi torna alla carica intimandomi di non fare il furbo e di fare paragoni col Vangelo, non con la Bibbia - è talmente preparato da non sapere neppure che la Bibbia è composta da vecchio e nuovo testamento e che quando la domenica va a messa il celebrante legge testi dell'uno e dell'altro, ma vabbe'. Gli faccio quindi l'elenco dei passi del nuovo testamento che dal punto di vista del peace & love non è che siano edificantissimi. L'intelligentone a questo punto tace e sparisce di scena.
Ovviamente non mi frega una beata fava di una sua eventuale replica. Il succo infatti di tutta la questione è che, in linea generale, l'ignoranza e la poca propensione al discernimento e alla riflessione sono la sorgente da cui attingono i vari Allam, Salvini, Gasparri, Santanché, e su cui questi personaggi costruiscono il loro seguito e il loro consenso. Ed è probabilmente, in ultima analisi, il motivo principale per cui questo paese è messo come è messo.

mercoledì 18 novembre 2015

Antoine Leiris



Venerdì sera avete rubato la vita di un essere eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio. Eppure non avrete il mio odio. Non so chi siate e non voglio saperlo, siete delle anime morte. Se questo Dio per il quale uccidete accecati ci ha fatto a sua immagine, ogni proiettile nel corpo di mia moglie avrà ferito il suo cuore.
Non vi farò questo regalo di odiarvi. Voi lo volete, ma rispondere con l’odio alla rabbia sarebbe cedere alla stessa ignoranza di cui siete fatti. Volete che io abbia paura, che guardi i miei concittadini con un occhio diffidente, che sacrifichi la mia libertà per la sicurezza. Perso. Il gioco è lo stesso e io sono lo stesso giocatore di prima.
L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni di attesa. Era bella come venerdì sera prima di uscire, così bella come quando mi sono perdutamente innamorato di lei 12 anni fa. E’ sicuro: sono devastato dal dolore. Vi concedo questa piccola vittoria, ma durerà poco. Lo so che lei ci accompagnerà ogni giorno e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere a cui voi non avrete mai accesso.
Noi siamo due, io e mio figlio, ma siamo più forti di tutte le armi del mondo. Non ho più tempo da dedicarvi ora, devo andare da Melvil che si risveglia dal pisolino. Ha solo 17 mesi, e mangerà il suo spuntino come tutti giorni, poi giocheremo come tutti i giorni e per tutta la durata della sua vita questo ragazzo vi farà l’affronto di essere felice e libero.
Perché no, non avrete nemmeno il suo, di odio.


Chi ha scritto questa lettera è Antoine Leiris, giornalista francese di 34 anni. Antoine ha perso la sua compagna venerdì sera, nell'inferno di Parigi, e adesso è solo con un bimbo di 17 mesi. Poteva odiare, secondo i comuni canoni a cui siamo abituati ne avrebbe avuto pieno diritto, ma la statura morale e umana di questo giornalista non è quella infima a cui ci hanno abituati i vari Belpietro, Allam e simili. C'è solo da inchinarsi. Credo che neppure io, al suo posto, ne sarei stato capace.

martedì 17 novembre 2015

I genitori "normali"

Mi raccomando, non facciamo una legge che consenta le adozioni alle coppie omosessuali, eh? Lasciamoli in balìa delle coppie "normali", vedi mai che sennò possano venire su traviati.

sabato 14 novembre 2015

Quindi, Belpietro immagina che siamo tutti scemi



Dopo aver fatto un titolo a tutta pagina recante la dicitura "Bastardi islamici", un direttore di giornale dovrebbe correre a nascondersi per la vergogna, per aver dato conferma una volta di più che in Italia, per fare carriera nel giornalismo, bisogna essere ignoranti, cinici e in malafede. Lui no. Di fronte alle sacrosante proteste di ogni persona in grado di stabilire una sinapsi tra due neuroni, lui non solo non fa retromarcia, ma replica, ergendosi a maestrino di italiano e spiegandoci il significato del termine bastardo.
Grazie, grandissima faccia di culo, ma col tuo sermoncino puoi prendere in giro giusto i lettori del tuo giornale, gli unici che probabilmente non capiscono la differenza tra significato letterale di un termine e quello per estensione, che in questo caso è connotato da una valenza fortemente dispregiativa.
Caro Belpietro rassegnati, non siamo tutti come i tuoi lettori.

venerdì 13 novembre 2015

Minzo condannato

Ho dei bei ricordi di Minzolini, che risalgono ai tempi in cui bazzicavo su twitter. In particolare, mi sono rimaste in mente le soavi e dolci espressioni ed epiteti con cui usava apostrofare chi osasse esprimere critiche a lui, Berlusconi e compagnia bella. Da lui - vado un po' a memoria - ricordo di essermi preso dell'ignorante, del testa di cazzo, del comunista di merda; o almeno questi sono quelli che ricordo meglio, ma l'elenco è più lungo. Alla fine credo mi abbia pure bannato, ma non sono sicuro.
Comunque, la Cassazione ha sentenziato definitivamente che il "signore" in questione ha speso con la carta aziendale Rai 65.000 euro di soldi pubblici in pasti. La condanna è arrivata e qua si gode leggermente.

Trova le differenze (*)









(*) La quarta immagine dall'alto è una schermata della parte bassa dell'home page del Giornale.

giovedì 12 novembre 2015

Il complottista

I complottisti, o almeno alcuni di essi, sono anche simpatici, a volte. Tipo quello in cui mi sono imbattuto oggi, che tra l'altro è anche un caro amico. Sono simpatici, i complottisti, perché riescono a immaginare un complotto o una fantasiosa dietrologia anche di fronte alle evidenze più lampanti. Tipo il caso Volkswagen, ad esempio. La vicenda è semplice - sintetizzo brutalmente -: la Volkswagen ha elaborato un software che trucca i dati sulle emissioni inquinanti. L'ha ideato dopo aver scoperto che una certa categoria di motori montati sulle sue macchine produceva emissioni fuori norma. Per risolvere il problema c'erano due strade: a) riprogettare daccapo il motore, con costi di una certa entità; b) aggirare il problema utilizzando un programma che in determinate condizioni falsasse i dati, sistema più economico ma illegale. Ha scelto la seconda strada ed è stata sgamata. C'è un complotto, dietro? No, c'è solo l'ingordigia e la falsa sicurezza di farla franca di un'azienda automobilistica tra le maggiori al mondo. Finita lì, per le persone normali. Per il complottista no.
"Hanno voluto far fuori la Volkswagen perché dava fastidio alle altre case automobilistiche," dice lui.
"Da cosa lo deduci?" ribatto io.
"Stamattina avevo davanti una Opel nuova, ha fatto una sgassata con un gran fumo nero, segno che anche lì le emissioni non sono a norma. E allora perché alla Volkswagen sì e a Opel no? Vedi, è stato un complotto per farli fuori."
Davanti a cotanta sicumera non me la sono sentita di replicare. :)

mercoledì 11 novembre 2015

Cade un altro pezzo della 40



La Consulta ha buttato giù un altro pezzo della famigerata legge 40 sulla fecondazione assistita, una delle leggi più incostituzionali, barbare e liberticide che paese civile abbia mai concepito - nel 2004, quando vide la luce, fu soprannominata la "Ruini-Berlusconi", e questo mi pare dica tutto. Nello specifico, con la pronuncia di oggi "i supremi giudici hanno stabilito che non è reato la scelta nei casi in cui sia finalizzata ad evitare l’impianto di embrioni affetti da gravi malattie trasmissibili, ovvero quelle previste dalla legge 194 sull’aborto".
La legge 40, oggi, esiste praticamente solo sulla carta, essendo di fatto stata svuotata di significato da una lunga serie di pronunce della Corte Costituzionale che, negli anni, ne hanno demolito l'impianto principale. Con la pronuncia di oggi abbiamo fatto un altro piccolissimo passo verso una maggiore civiltà, con buona pace di quel corvaccio nero di Ruini e del suo clan.

lunedì 9 novembre 2015

(...)

La polemica a distanza tra Guccini e Salvini non andrebbe neppure commentata. Basti dire che molti testi di Guccini, così come molti di Vecchioni o De André, sono da anni inseriti nelle antologie scolastiche. I "versi" di Salvini potrebbero essere valorizzati al massimo in una gara di rutti di una sagra paesana.

domenica 8 novembre 2015

Da Bologna

Quindi, riassumendo, Salvini dal palco di Bologna dà dell'incapace e cretino ad Alfano, ed è forse la prima volta in vita mia che mi vedo d'accordo con lui. Insomma, avete presente Alfano, no? Ecco. Quest'ultimo replica definendo Salvini un rozzo e un ignorante, e qui, stavolta, mi tocca essere d'accordo per la prima volta anche con Alfano. Insomma, avete presente Salvini, no? Come cultura e civilità siamo ai livelli di Bossi, che è tutto dire.
Sul palco si è poi presentato, direttamente dal sepolcro, il tipo delle cene eleganti, che adesso è tutto pappa e ciccia con Salvini, lo stesso Salvini che vuole mandare a casa Renzi e che sul palco abbraccia e sbaciucchia il tipo del sepolcro, che però è anche quello che con Renzi ci ha fatto il patto del Nazareno e buona parte delle riforme.
Poi c'è la Meloni, quella che... vabbe', lasciamo stare, va', ognuno la ricolleghi a ciò che vuole, tanto...
Sullo sfondo c'è la bellissima Bologna, la Bologna di Guccini, di Dalla e di tanti altri grandi, che forse non meritava, oggi, tutto questo.

sabato 7 novembre 2015

In direzione opposta e contraria

Oggi, mentre tutti si infilavano nella bolgia dantesca della fiera di San Martino, qua a Santarcangelo, io camminavo in tutt'altra direzione. Ho sempre preferito il silenzio, la tranquillità e i panorami alle bolge dantesche.



venerdì 6 novembre 2015

Impicchiamoli!

Ormai è diventato un classico, e in questo Berlusconi ai suoi tempi fece scuola: prendersela con chi racconta invece che con chi delinque. Così non poteva non fare il leggendario padre Fanzaga di Radio Maria, uno che nel corso degli anni ha inanellato una fila di scemenze talmente lunga da riempirci un'enciclopedia. Ecco quindi che per lui quelli da impiccare sono i giornalisti che raccontano scandali, non chi li commette.
Ah, dimenticavo, Fanzaga è sempre quello che disse - giusto per darvi un'idea del personaggio - che il terremoto de L'Aquila fu voluto dal Signore affinché quelle persone partecipassero alla sua passione.
Capito, no, il personaggio?

giovedì 5 novembre 2015

(...)

Il cardinale Bertone dice di essersi pagato da sé la ristrutturazione del suo appartamento, prelevando 300.000 euro dai suoi risparmi. Io non so a quanto ammontino i suoi risparmi, so solo che lavoro da quando avevo 18 anni e una cifra del genere non l'ho mai vista neppure col binocolo.

mercoledì 4 novembre 2015

Famiglia naturale una ceppa

"La Chiesa è l'ultimo avamposto della difesa della famiglia naturale".
A me Adinolfi sta sulle balle non perché abbia idee antitetiche alle mie, il che è più che legittimo, ma perché racconta balle sapendo di raccontarle, e può raccontare tali balle perché può contare su una moltitudine di supporter sostanzialmente ignorante (intendo nel senso che ignorano, non sanno, non faccio certo riferimento all'accezione offensiva dell'aggettivo). Così lui può tranquillamente parlare di famiglia naturale ben sapendo che una tale definizione non ha senso e non sta né in cielo né in terra.
La famiglia naturale che intende lui, infatti, è quella formata da papà e mamma biologici (possibilmente sposati in chiesa) e relativa prole. Bene, e allora Adinolfi sappia (e lo sa benissimo) che la famiglia di questo tipo non è affatto un prodotto naturale, ma culturale. Di più. Il matrimonio è probabilmente il prodotto per antonomasia più culturale e meno naturale che esista, e di conseguenza la famiglia che ne deriva. E questo perché risultato dell'elaborazione dei comportamenti sociali umani nelle diverse culture e nel tempo.
La chiesa, quindi, non difende niente di naturale, ma solo un prodotto culturale, una delle tante "varianti" di famiglia che si sono succedute nella storia dell'umanità, tra l'altro non necessariamente migliore di altre. La fortuna di Adinolfi, che sostanzialmente è quella di Salvini e altri arruffapopolo, è che appunto può contare su una massa di persone per gran parte refrattaria a ragionare, a informarsi e di scarsissima erudizione, per cui stupisce fino a un certo punto il largo seguito che hanno.

Libri

Chiedilo a loro



Chiedilo anche a Bertone.

martedì 3 novembre 2015

Su Bertone

A me Bertone ha cominciato a stare sulle palle fin dal 2010, quando, parlando dal Cile, affermò che non c'è correlazione tra celibato e pedofilia, mentre - diceva - "questo tipo di patologie ha invece un legame con l'omosessualità." La mia antipatia nei suoi confronti è poi aumentata nel 2014, quando venne fuori la faccenda dell'appartamento da 700 mq che fece incazzare pure Bergoglio.
Adesso che è emerso che quel mega attico se lo sarebbe pagato in parte con soldi sottratti ai fondi destinati a un ospedale pediatrico, non mi sta più antipatico, lo odio proprio.

lunedì 2 novembre 2015

Da 40 a 59

I 40 milioni inizialmente ipotizzati dalla procura di Milano sono diventati 59, e la gestione allegra di questi fondi sarebbe continuata anche dopo la buffonata della stagione delle ramazze. Io comincio ad avere qualche idea sui reali motivi che spinsero ‪Salvini‬, un annetto fa, a "istruire" gli avvocati affinché la ‪lega‬ non si costituisse parte civile nel processo.

Libri

Corte dei Conti e 8x1000

Toh! La Corte dei Conti rileva delle "criticità nella gestione dell'8xmille." Chi l'avrebbe mai detto? In particolare, scrive l'Ansa, i giudici contabili puntano il dito sul "meccanismo che permette ai beneficiari di ricevere più dalla quota indistinta destinata ai possibili beneficiari che non dalle precise scelte dei contribuenti; la rilevanza dei contributi, che ha superato ampiamente il miliardo di euro per anno; la scarsa pubblicità dell'ammontare delle risorse erogate ai beneficiari."
A questo si aggiunge "il rischio di discriminazione nei confronti di confessioni non firmatarie di accordi; l'assenza di controlli indipendenti sulla gestione dei fondi; la carenza di controlli sugli intermediari delle dichiarazioni dei redditi; lo scarso interesse dello Stato per la quota di propria competenza, essendo l'unico competitore che non sensibilizza l'opinione pubblica sulle proprie attività e che non promuove i propri progetti." Chiudiamo la serie delle criticità con "Le somme disponibili vengono talvolta destinate a finalità diverse anche antitetiche alla volontà dei contribuenti."
Tradotto: è altamente probabile che le quote, o parte di esse, espressamente devolute allo stato vengano dirottate dalle parti di Oltretevere.
Bergoglio, che vieni additato quotidianamente come rivoluzionario, vuoi esserlo per davvero ponendo fine una volta per tutte a questa vergogna? Abroghiamo Concordato e 8x1000?

domenica 1 novembre 2015

Carta di Milano? Ma anche no

Expo è finito così com'era iniziato: squilli di trombe, musica, coriandoli, luci, cerimonie, il tutto contornato dai soliti discorsi pomposi, pieni di ridondanti perifrasi ma totalmente vuoti di significato. Va bene, eh, va bene tutto. È stato un bel carrozzone, un bel business, una bella passerella per politicanti di ogni risma e tutto quello che volete. Però lasciamo stare la cosiddetta Carta di Milano o qualsiasi carta d'intenti vogliate voi; non prendiamoci in giro tentando di attribuire a tutto il carrozzone una valenza potenzialmente lenitrice delle afflizioni alimentari che gravano su buona parte della popolazione mondiale. Expo è stato solo un carrozzone mediatico-economico. Punto. Non produrrà nessuno effetto concreto "nel combattere la denutrizione, la malnutrizione e lo spreco", né sarà incentivo a "un equo accesso alle risorse naturali", e neppure garantirà una "gestione sostenibile dei processi produttivi".
Si tratta solo di buone intenzioni, come quelle che a parole ci sentiamo propinare ogni giorno in ogni salsa da ogni comiziante politico-televisivo. Ne abbiamo già a sufficienza, grazie.

Libri