sabato 31 gennaio 2015

Educazione civica?

Pure a Magdi Allam va spiegato che il presidente della repubblica non viene eletto dal popolo ma dal parlamento?

(...)

Questa cosa che Libero uscirà lunedì, due giorni dopo che Mattarella è stato eletto, con un'edizione straordinaria, fa leggermente ridere.

venerdì 30 gennaio 2015

Ehi, ci siamo anche noi

Nunzio Galantino, segretario generale della ‪‎CEI‬, dice, a proposito dell'ipotesi ‪‎Mattarella‬, che "Il fatto di essere stato parte di associazioni cattoliche non è garanzia di per sé."
Credo abbia ragione. Chissà, se nella rosa dei nomi fosse stato inserito anche Ratzinger, oppure Bertone, la CEI sarebbe stata più contenta. Magari ci facciamo un pensierino fra sette anni, eh?

giovedì 29 gennaio 2015

Mattarella

Non conosco ‪Mattarella‬, se non per aver letto qua e là qualcosa in queste ore, quindi non so dire se potrebbe essere un buon presidente della repubblica in caso tocchi a lui. C'è da dire che anche se lo conoscessi cambierebbe poco, dal momento che non sempre (anzi, quasi mai) l'operato di un presidente della repubblica è relazionabile alla sua storia politica pregressa. Per dire, Napolitano non mi sembrava così male 10 anni fa, quando fu eletto, salvo ricredermi quando cominciò a firmare con nonchalance lodi Alfani, legittimi impedimenti, scudi fiscali e via andare.
Di Mattarella leggo che fu tra i parlamentari che nel 1990 si dimisero dal parlamento in segno di protesta per l'approvazione della famigerata legge Mammì, il provvedimento che di fatto legalizzò il monopolio televisivo delle reti del delinquente. Non è un caso che al teleimbonitore il suo nome vada poco a genio, e già questo è sufficiente a rendermelo simpatico. Poi, certo, dovessimo ritrovarci là un Casini, per carità, avanti pure Mattarella.

mercoledì 28 gennaio 2015

Uomini liberi

Vergognamoci per lui



Ecco, io adesso prenderei questo pezzo di... omofobo e gli cucirei sulla sua bella giacchetta un triangolino rosa. Avete presente, no? Quei bei pezzettini di stoffa che i nazisti usavano appiccicare sui "pigiamini" degli omosessuali prima di internarli nei campi di concentramento.
Studia, somaro, e vergognati.

martedì 27 gennaio 2015

Almeno oggi



Se c'era uno che sulla giornata della memoria sarebbe dovuto restare in silenzio, era lui. E non perché gli si voglia togliere il diritto di parola, intendiamoci, ma per decenza. Perché l'auspicio che la storia sia maestra, ribadito da chi ogni giorno arma il fucile dell'odio e lo scarica sulle stesse categorie di persone che Hitler metteva nei forni (omosessuali, zingari, rom ecc.), si trasforma in qualcosa che sta tra il tragico e il patetico.

Quota 36

E con questi 10 siamo a quota 36, praticamente un piccolo partito. Tra questi c'è Marco Baldassarre, che scrive: "le porte sono aperte, non si può restare dove non c'è confronto. Noi non ce ne andiamo perché tradiamo i principi, ce ne andiamo perché vogliamo ribadirli. Per l'elezione del capo dello stato l'assemblea parlamentare è stata esautorata. Non c'è stato confronto, non ci è stato neppure detto nulla se non state buoni e zitti: poi il giorno dopo abbiamo saputo che fare dal blog."
E niente. Chi rivendica di avere il sacrosanto diritto di dire la sua se ne va, perché lì non è permesso; chi accetta di continuare a essere una marionetta nelle mani dei due guru, rimane.
I conti si faranno alla fine.

lunedì 26 gennaio 2015

Turarsi il naso in Grecia

Ho cercato, per curiosità, qualche informazione su Panos Kammenos, il capo del partito di destra Greci Indipendenti a cui si è alleato Tsipras per avere una maggioranza di governo ampia e salda, e credo che il leader di Syriza si sia dovuto turare non solo il suo naso, ma anche quello di qualche collaboratore. La pagina wikipedia del tipo è qui (http://tinyurl.com/l4srjzh). Si legge, tra le altre cose, di una condanna per diffamazione, comportamenti omofobi (un paio d'anni fa criticò l'omosessualità dell'allora ministro delle finanze tedesco) e indagini varie a suo carico. Certo, la sua fedina penale è pulita, e non risultano indagini per questioni di mafia, frodi fiscali, compravendita di senatori, prostituzione minorile, falso in bilancio e via andare (lo dico a beneficio dei piddini che già cominciano a utilizzare questa alleanza per giustificare quella del Pd col delinquente), ma voglio immaginare che Tsipras l'abbia fatto perché proprio costretto.
No, perché io a uno così non stringerei neppure la mano.

(...)

I piddini che esultano per Tsipras ricordano i piddini che esultavano per Obama quando, nel 2008, vinceva le presidenziali USA: manifestazioni spontanee in giro per lo stivale, Veltroni che strillava la sua versione del famoso Yes we can quattro anni dopo, al Lingotto. Tutto molto bello, ovviamente, anche se Veltroni con Obama c'azzeccava come Renzi con Tsipras, ma fa niente: festeggiare un po' alla cazzo è sempre stata prerogativa delle italiche genti. Ovviamente, anche a me fa piacere che in Grecia sia finita così - avrei preferito che Tsipras avesse conquistato la maggioranza assoluta, ma pazienza.
Quello su cui andrei più cauto, riguarda la questione dei rapporti che la Grecia avrebbe intenzione di tenere con la troika e l'UE. Per chi si fosse dimenticato, l'Europa ha concesso alla Grecia, tra il 2010 e il 2011, un prestito di 230 miliardi di euro per salvarla dal default, a cui il paese ellenico sarebbe andato incontro come conseguenza di almeno tre lustri di spese pubbliche quantomai disinvolte. Ora, il fatto che lo stesso Tsipras faccia intendere eufemisticamente di prendersela comoda nel rifondere il debito contratto, a me qualche pensiero lo dà.

domenica 25 gennaio 2015

Do you remember?

Anna Finocchiaro: “Minaccia i nostri figli, si appella alla piazza. Ancora una volta, per i propri scopi, usa metodi e linguaggio anti-Stato”. (26/11/2013)
Paolo Gentiloni: “Un condannato in via definitiva non può essere il leader di un grande partito, in una democrazia occidentale”. (3/8/2013)
Roberta Pinotti: “Mentre tanti italiani non hanno i soldi neppure per mangiare, Berlusconi dona 5.000 euro alle ragazze, deve dimettersi”. (13/2/2011)
Andrea Orlando: “Se fossimo in un Paese in cui non c’è Berlusconi, la via d’uscita sarebbe mettere insieme due forze con visioni diverse?”. (6/3/2013)
Debora Serracchiani: “Nell’interesse degli italiani è imperativo che Berlusconi stia per sempre lontano dalla gestione della cosa pubblica”. (4/2/2013)
Giuliano Poletti: “In linea con la sua incontrollabile pulsione a produrre battute di dubbio gusto, Berlusconi continua a insultare le coop”. (1/3/2007)
Pina Picierno: “Sicuramente è un puttaniere. Penso che se Berlusconi è colpevole, ed io penso che lo sia, debba andare in galera” (28/9/2011)
Dario Franceschini: “È l’ultimo uomo al mondo che può parlare di questione morale. Se si guarda allo specchio, non ci riuscirà per la vergogna”. (6/12/2008)
Simona Bonafè: “È evidente che con la vittoria di Matteo Renzi il primo ad andare a casa sarebbe proprio Berlusconi”. (25/11/2012)
Matteo Orfini: “Non è neppure immaginabile la riedizione di una maggioranza come quella che ha sostenuto il governo Monti”. (6/3/2013)
Marina Sereni: “C’è chi rispetta le istituzioni e chi le rappresenta soltanto se queste si piegano ai suoi comandi, al suo volere, ai suoi bisogni”. (1/10/2013)
Ermete Realacci: “Non mi illudo che sia diventato uno statista illuminato. Mi auguro che venga mantenuto almeno un tasso di decenza”. (13/5/2013)
Alessandra Moretti: “Alle promesse di Berlusconi non credono più neanche gli anziani e neanche le casalinghe”. (20/5/2014)
Luigi Zanda: “Sul rispetto dello Stato di diritto e delle istituzioni democratiche, Berlusconi e Grillo la pensano allo stesso modo”. (1/2/2014)
Roberto Speranza: “Questi tentativi per sfuggire alla giustizia ci consegnano Berlusconi sempre più caimano e sempre meno uomo di Stato”. (25/11/2013)

(via Il Fatto)

Giusto per rinfrescare la memoria.

Tsipras e noi



I piddini che esultano per la vittoria di ‪Tsipras‬, sarebbe il caso che dessero un'occhiata al suo programma e che si esercitassero nel gioco di trovare analogie (poche) e differenze (molte) tra ciò che vuole fare in Grecia il leader di ‪Syriza‬ e ciò che sta combinando qui il guitto fiorentino.

Stessa spiaggia e stesso mare

Notate bene: "alcuni magistrati" e "penso che la grande maggioranza dei giudici italiani siano persone per bene". Esattamente gli stessi concetti, supportati dalla medesima forma lessicale, usati dal delinquente nell'ultimo ventennio. Manca solo che dica "i giudici sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana" per fare bingo. Certo, la cosa non deve stupire, dal momento che - è ormai noto all'universo mondo - ‪Renzi‬ di ‪‎Berlusconi‬ è solo il prestanome, ma la cosa, converrete, fa sempre un certo effetto. Ora, lungi da me l'intenzione di difendere a spada tratta la magistratura, che è a tutti gli effetti una casta e ne porta cucite addosso tutte le magagne, ma la questione "rinunciare a qualche giorno di ferie" non è così semplice e facile come ce la presenta il guitto, è molto più complessa, come Renzi del resto sa benissimo.
Ma, e qui ‪‎Salvini‬ e ‪‎Grillo‬ (e ovviamente B.) hanno fatto scuola, non è che puoi metterti a spiegare alla gente la differenza tra la sospensione feriale dei termini processuali e le ferie dei magistrati e degli avvocati, perché poi la gente si annoia, è molto meglio far passare l'idea che i magistrati si incazzino per essersi trovati con tre giorni di ferie in meno: vuoi mettere l'effetto sulla pancia della gente?
Per quanto riguarda la questione, sacrosanta, della semplificazione, della "eliminazione degli inutili passaggi burocratici", della velocità con cui si arriva a sentenza, giova ricordare ai gentili ascoltatori che leggi e i regolamenti in materia giudiziaria le fanno i politici, non i magistrati.

sabato 24 gennaio 2015

(...)

Questo qui fa sembrare una grande statista pure la Minetti.

È il progresso, bellezza

Pieno terzo millennio. Faldoni di documenti giudiziari che girano da una sede all'altra via posta, nell'epoca in cui le mie figlie si scambiano coi compagni di scuola quantità titaniche di compiti e documenti tramite Messenger o Whatsapp. Mancavano giusto i carri coi cavalli e poi eravamo a posto.

giovedì 22 gennaio 2015

Ebola regredisce, la bufala rimane

Le bufale si sgonfiano, ma ovviamente nessuno ne parla più. Ci hanno rotto gli zebedei con ebola per mesi, sembrava che fossimo tutti in procinto di dover uscire di casa con tute isolanti, i Salvini & c. ci hanno lucrato su battendo il ferro finché era caldo, e ora che la (finta) emergenza è finita, tutti zitti.
Adesso occorre solo aspettare con pazienza che si sgonfino le altre (finte) emergenze con cui ci stanno frantumando le balle, tipo essere tutti nel mirino dei terroristi dell'Isis, che attualmente è la bufala che va per la maggiore e che si sgonfierà anche questa nella dimenticanza generale (nel frattempo i soliti bufalari di professione avranno già apparecchiato in tavola la successiva).

Pagliuzze e travoni



Ma Gad Lerner non è uno di quelli che punzecchiava Grillo per i guadagni che fa col suo blog?

Fogliacci

Il Foglio si chiama così perché, materialmente, è un foglio di carta, diviso in due tipo opuscolo e tipo quelle pagine di giornale che si usano per incartare il pesce (a tutt'oggi l'unico motivo che ne giustifica l'acquisto). È stato fondato a metà degli anni novanta, la tiratura viaggia sulle diecimila copie (quante vendute? Boh!) e dal 2004 al 2013 si è pappato grosso modo una trentina di milioni di euro di finanziamento pubblico.
E questi vogliono farci credere che la notizia è Ferrara che se ne va.

I guaritori



A volte i libri più belli si trovano per caso, come questo, trovato casualmente nella libreria di mia mamma, di sopra. È la storia di David, un ragazzo ebreo che vuole diventare medico e che, per coronare il suo sogno, sarà costretto a lasciare la nativa Vienna per l'America. Qui conoscerà Mary, ragazza protestante, anche lei col sogno di diventare medico. I due si innamorano, si amano, si sposano e riescono entrambi a coronare il sogno, nonostante la differenza di religione, le resistenze dei genitori di entrambi e nonostante i pregiudizi, all'epoca molto forti e radicati, verso gli ebrei, le donne e verso la medicina, ancora considerata un'arte e non una scienza.
Il periodo storico in cui si inquadra il romanzo è quello della seconda metà del 1800, con l'America alle prese con la guerra di secessione (David per due anni sarà inviato come chirurgo di guerra nei campi di battaglia nelle file dei nordisti). La seconda metà dell'ottocento rappresenta, per la medicina, un periodo di forte innovazione in Europa. Sono gli anni di Pasteur, di Cock, gli anni in cui si isolano i bacilli della tubercolosi, della difterite, della rabbia e di molte altre malattie che oggi fanno quasi sorridere ma che all'epoca falciavano città intere (il promogenito di Dave e Mary morirà proprio di difterite tra le braccia impotenti della madre, medico nell'unico ospedale ebraico di New York).
I guaritori è un romanzo di quelli che lasciano il segno. È uscito ormai una trentina d'anni fa, ma credo sia reperibile ancora con relativa facilità. Mi sento di consigliarlo, in particolar modo, agli adepti della nuova moda degli antivaccinisti, che non vaccinano i figli perché i vaccini fanno male. Studiate, leggete, andate a vedere come si stava quando per una difterite o una tubercolosi morivano mezze città alla volta, poi magari cambiate idea.

martedì 20 gennaio 2015

Ok, il prezzo figlio è giusto

Che poi, alla fine, pensandoci, tutti sanno esattamente qual è il numero di figli giusto: sette, otto, dieci, tre. Ecco, il ‪Bergoglio‬ ultima versione ha deciso per il tre. Insomma, un po' di figli vanno fatti, ma senza imitare i conigli - dice. Mi viene in mente quella canzone di Guccini che fa: "...e tutti, sai, ti san dire come fare, quali regole osservare, quali leggi rispettare, qual è il vero..."
Il problema vero, che si presenta ogni volta che questi qua danno indicazioni su questi temi, è che non sanno un tubo. Niente di niente. Parlano e pontificano pur non avendo la più pallida idea di cosa significhi avere figli, crescerli, mantenerli, né, tantomeno, hanno la più pallida idea di come impattano sulle dinamiche di una famiglia.
Però parlano lo stesso.

Giochini (che dovevano essere finiti)

L'intreccio Italicum/Quirinale sta assumendo contorni che si collocano tra il patetico e il grottesco. 29 senatori Pd abbandonano Renzi e non voteranno la legge elettorale. In soccorso del chiacchierone fiorentino arriva il suo nume tutelare, il delinquente, che gli garantisce l'appoggio sulla legge elettorale ma come contropartita vuole l'appoggio di Renzi per far salire al colle Amato o Casini, i suoi prediletti. In Forza Italia si incazzano Fitto e la sua fronda (una decina di parlamentari) che affermano: "non siamo la stampella di nessuno".
Siamo alle tristi comiche. Per i più smemorati, Renzi il 14 giugno scorso diceva: "i giochini sono finiti", e magari qualcuno ci aveva anche creduto.

Sottomissioni

"La moglie sottomessa cristiana è la pietra fondante, la pietra su cui si edifica la famiglia. Sottomessa significa messa sotto, cioè la condizione per cui la famiglia possa esistere."
(M. Adinolfi)
Un sentito vaffanculo, anche da parte di mia moglie.

Metri di valutazione

"E' inaccettabile perdere contro squadre con calciatori che guadagnano 5 volte meno dei nostri."
Berlusconi e' incazzato, e dopo le ultime due figuracce del suo Milan si sfoga. Apparentemente il suo ragionamento non fa una piega: le ultime due squadre con cui il Milan ha perso, Sassuolo e Atalanta, hanno giocatori che guadagnano 5 volte meno di quelli che militano nella sua squadra, com'e' possibile non vincere? Quello che pero' forse non tutti colgono, e' che questo ragionamento racchiude in se' tutta la filosofia di vita del tipo delle cene eleganti: i soldi come metro di giudizio. Berlusconi non concepisce che in altre squadre ci possano essere giocatori bravi come in quelle piu' blasonate ma che guadagnano meno, perche' il suo metro di giudizio e' appunto solo il denaro, unicamente quello. I giocatori sono pagati meno? Devono essere per forza meno bravi. Punto. Ogni altra ipotesi non sta in piedi, compresa quella, logica, che esistano calciatori bravi anche se pagati meno.
D'altra parte, a parlare e' appunto un signore che ha fatto dei soldi la sua ragione di vita, e li ha usati per comprare uomini, donne, parlamentari, sentenze, giudici, giornali, sesso. L'amore no, quello nemmeno lui puo' comprarselo, per fortuna.
Dal suo ristretto punto di vista, quindi, incazzarsi e' perfettamente logico. Chi invece ha una visuale appena appena piu' ampia, puo' agevolmente provare un senso di pena per questo "povero" uomo.

lunedì 19 gennaio 2015

(...)

È arrivata l'ora delle retromarce. Gasparri ha chiesto scusa per il tweet idiota di ieri, Maroni ha detto che la presenza del prete presunto pedofilo al convegno degli omofobi non era opportuna.
Retromarce che nulla tolgono alla spregevolezza dei due personaggi.

venerdì 16 gennaio 2015

Stay human

Scrive la BBC che l'Arabia Saudita ha momentaneamente sospeso per motivi medici la fustigazione di Raif Badawi, il blogger condannato a 10 anni di galera e 1000 frustate in pubblico (scaglionate in comode razioni da 50) per aver insultato l'Islam. Un medico l'avrebbe infatti visitato in carcere constatando che le ferite procurate dalla prima razione non sono ancora guarite, e consigliando la sospensione del trattamento perché un'altra razione potrebbe avere serie conseguenze.
In fondo sono umani, no?

Sempre la stessa musica

Nonostante passino gli anni e, formalmente, non sia più nelle stanze dei bottoni, non esiste ancora passaggio parlamentare (votazione, legge, decreto, elezione presidente della repubblica ecc.) che non sia usato come leva per mercanteggiare e cercare di ottenere benefici personali. Stessa musica e stesso spartito da vent'anni a questa parte.
Ah, quelli che si scandalizzano per le parole della ‪‎Serracchiani‬ ("senza ‪‎Berlusconi‬ il presidente della repubblica non si può eleggere") sono gravemente ridicoli.

giovedì 15 gennaio 2015

(...)

Terribile questa ebola, eh?

Cooperanti e costi

Sono contento che le due cooperanti italiane siano state liberate. Le polemiche relative a un eventuale riscatto pagato non mi fanno né caldo né freddo e le lascio volentieri a quelli del Giornale e affini. Nel caso comunque che lo stato italiano abbia effettivamente versato i 12 milioni di dollari di cui si parla in giro, c'è da considerare che l'equivalente in euro al cambio attuale è una cifra che supera di poco i 10 milioni, e se proprio vogliamo provare a buttare là un'altra cifra come termine di paragone, il parlamento italiano costa 1,6 miliardi di euro ogni anno (1.600.000.000 €/anno).
Così è più chiaro, no?

mercoledì 14 gennaio 2015

Tra la frivolezza e il riso

Tra le reazioni del mondo musulmano all'uscita del numero odierno di ‪Charlie Hebdo‬, è interessante quella dell'università di al-Azhar del Cairo, uno dei principali centri di insegnamento religioso dell'Islam. In un suo comunicato si legge: "Al-Azhar rinnova il proprio rifiuto di queste pubblicazioni, frutto di un'immaginazione malata e che rappresentano una frivolezza odiosa."
Pur con tutti i distinguo del caso: temporali, storici ecc., a me è venuta in mente 'sta roba qua.

Merce rara

martedì 13 gennaio 2015

Cattiveria

No, vabbe', questa è cattiveria allo stato puro. Ma vi rendete conto? Il povero Brosio, quello che da cronista giudiziario si faceva le maratone da 1200 ore non-stop sotto il palazzo di giustizia di Milano durante Mani Pulite. Una marionetta nelle mani di quell'aguzzino di Emilio Fede che ha poi trovato il riscatto nella Madonna di Medjugorje.
Aguzzini!

"Io non navigo"

Ha detto Napolitano parlando con un ragazzino fuori dal Quirinale. Tranquillo Napo, veniamo da una lunga tradizione di analfabeti digitali.

lunedì 12 gennaio 2015

La Croce

Grosse novita' sul fronte editoriale. Domani uscira' in edicola il primo numero de La Croce, quotidiano improntato alla piu' ferrea ortodossia cattolica. Lo dirigera' l'onorevole Mario Adinolfi, Pd, che giusto oggi ha dichiarato: "Unioni civili? Renzi non le fara' mai." A chi conosce gia' Adinolfi non serve che lo presenti, chi non lo conosce puo' invece farsi un'idea della sua (limitata) visione del mondo, e di riflesso del suo nuovo giornale, dalla soprastante esternazione. Bisogna comunque dare atto al tipo di avere coraggio. L'Unità ha chiuso, Europa ha chiuso, La Padania ha chiuso, Pubblico, il quotidiano lanciato da Luca Telese un paio d'anni fa, ha resistito in edicola tre mesi e poi ha alzato bandiera bianca. Quanto durera' La Croce? Difficile dirlo. Pero' io penso che avra' un certo numero di chance, perche' andra' ad inserirsi in un segmento, quello dell'omofobia e della negazione dei diritti, che in questo ultimo periodo tira parecchio.
Previsioni dello scrivente: la colomba la mangia, i gavettoni di Ferragosto non sono altrettanto scontati.

Cali renziani

Dopo il boom delle europee, qualcuno suggeri' a ‪Renzi‬ di guardare bene quel 41%, perche' probabilmente non l'avrebbe visto piu'. La profezia in realta' era abbastanza facile, perche' il calo di consensi, col passare dei mesi, e' fisiologico per ogni presidente del consiglio e ogni governo. Pero', fossi in lui, qualche domandina me la farei.

domenica 11 gennaio 2015

Di pagliuzze e di travi

Giusto indignarsi per la tragedia della bambina nigeriana trasformata in kamikaze. Ma eviterei di cadere nel luogo comune "ma come sono messi là da quelle parti?", per il semplice fatto che di bambini vittime della follia, della cattiveria e della stupidità dei "grandi" siamo pieni anche noi. Per accorgersene basta leggere i giornali.

sabato 10 gennaio 2015

Altroché quelli là...

Verificato stamattina: per ottenere una visita neurochirurgica tramite mutua occorre aspettare l'autunno. Se il medico richiedente scrive "prioritaria" la si ottiene alla fine di marzo. Privatamente, a pagamento (quasi 200 €), mercoledì mattina.
Questo è quello che mi fa paura e mi fa incazzare, altroché i terroristi dell'Isis o Al Qaeda.

La memoria di Gasparri

Però sono simpatici, dài. No, mi riferisco ai Gasparri, agli Alfano, ai Brunetta, ai Lupi e a tutti i destrorsi che in queste ore si schierano in difesa della satira e dei giornalisti di Charlie Hebdo. Ecco, per chi avesse la memoria corta, ci sarebbe da ricordare che ai tempi di B. questi signori appoggiavano senza se e senza ma la leggendaria riforma delle intercettazioni del teleimbonitore, che, in una delle sue tante varianti, per i giornalisti prevedeva la galera.
Così, giusto come promemoria.

venerdì 9 gennaio 2015

Ferrara e la guerra (inesistente) all'occidente cristiano

Si potrebbe spiegare a Ferrara, che ieri sera strillava su ‪La7‬ "se non capite che questa è una guerra santa siete dei coglioni!", che se qui c'è un coglione è proprio lui. Anzi, neppure coglione, direi più ignorante. Anzi, neppure ignorante, dire più furbo. Perché, pur con tutti suoi limiti, io credo che anche Ferrara un po' di storia la sappia, ma, si sa, semplificare, generalizzare, ammucchiare sono tutte attività che producono un consenso immediato, precluso invece se ci si mette lì a spiegare e argomentare. Se a tutto questo si aggiunge che, generalmente, quelli che seguono i ‪Salvini‬ e i Ferrara sono persone semplici, poco avvezze a utilizzare il raziocinio e ben disposte ad attività di peristalsi intestinale, vedete che tutto torna.
Quindi, la situazione che si viene a produrre è sempre la stessa, che già conosciamo da tempo: da una parte abbiamo i cialtroni opportunisti, quelli che paventano catastrofiche (e inesistenti) guerre dell'Islam alla cristiana civiltà occidentale per i loro piccoli scopi propagandistici, dall'altra le persone che non si fanno abbindolare da puerili semplificazioni e cercano di capire come stanno realmente le cose. Da queste parti ci si augura, ovviamente, che le seconde abbiano sempre la meglio.

giovedì 8 gennaio 2015

Simple minds

"qualcosa mi convince poco in questo attentato. e avrei diversi domande da porre
1. Perché ci sono video che mostrano prontamente le azioni dei due terroristi?
2 Perché nessuno interviene?
3. perché la testa del poliziotto non “scoppia” a dovere? e, per chiarirci, perché da quella distanza non si separa in due parti? avrei dubbi sul fatto che si tratti veramente di un attentato."

Poteva, in una tragedia come questa, mancare l'interpretazione complottista? Certo che no, scherziamo? In attesa di leggere in proposito un articolo di Giulietto Chiesa, dobbiamo accontentarci dei suonati che infestano la rete (il virgolettato qui sopra è il copia-incolla di un commento apparso nel blog di Attivissimo) e avere comprensione delle tante menti piccole piccole che bazzicano libere nel web.

mercoledì 7 gennaio 2015

Inviti

Piccolo invito rivolto ai Gasparri, ai Magdi Allam, ai Salvini, ai Borghezio e a tutti quelli che hanno gia' cominciato a cavalcare questa tragedia con l'obiettivo di fare di ogni erba un fascio, di colpire nel mucchio, di gettare nello stesso falo' criminali fanatici e persone religiose di buona volonta', facendo cosi' strame del pensiero critico, della ragione e della capacita' di discernimento che e' propria di ogni persona pensante: andate a cagare!
(Poi, con calma, pensate a gente tipo Breivik e a quello che hanno combinato.)

Charlie Hebdo



(via Attivissimo)

Legge bavaglio (di nuovo)

Multe da migliaia di euro, nessun diritto di replica, obbligo di oblio. È la nuova legge bavaglio, alla quale manca la previsione del carcere per i giornalisti per essere uguale in tutto e per tutto a quella che volle fortissimamente il caimano. Ed è un'altra conferma che questo non è il governo di ‪‎Renzi‬, ma l'ennesimo di ‪Berlusconi‬, del quale l'omino di Firenze è solo il prestanome. Basta guardare all'abrogazione dei diritti dei lavoratori, alla depenalizzazione dei reati fiscali, adesso la legge bavaglio new edition.
Niente da aggiungere, è la destra al governo.

martedì 6 gennaio 2015

Selfie col morto

Non so cosa ci sia di vero riguardo la presunta foto che un fan (fan o avvoltoio?) avrebbe scattato alla salma di Pino Daniele e poi caricato sul web. Alcuni siti ne parlano, ma finora sembra piu' la cronaca di un passaparola che altro. Se comunque questa cosa fosse vera, non credo ci sarebbe molto da stupirsi. Se ricordate, capito' la medesima cosa quando mori' Mango: un fan-avvoltoio riprese casualmente il momento in cui si accascio' sul palco e la diede in pasto alla rete.
La morte piace, il cinismo oggi fa da padrone e consente di guadagnare clic e visibilita' a scapito del rispetto e dell'umanita'. Rispetto e umanita': arnesi ormai desueti, consegnati all'oblio da una generazione cresciuta a pane, smartphone e grettezza, e nel piu' totale appiattimento culturale e umano.
Non vedo un gran futuro.

I veri morti

Passi in rassegna le prime pagine dei giornali in edicola stamattina, trovi i titoloni e le foto giganti che annunciano la morte di Pino Daniele, e ti rendi conto che a essere morti sono ormai i giornali.

lunedì 5 gennaio 2015

Tra la salva-B. e il cinepanettone

La faccenda della norma salva-Silvio, tra le altre cose offre qua e là spunti di autentica ilarità. Prendete Salvini, ad esempio. Lo so, lo so, voi penserete che io ce l'abbia col segretario della Lega, ma vi sbagliate, è che istintivamente mi sento sempre molto vicino alle persone meno fortunate.
Comunque, lui chiede le dimissioni di Renzi perché l'inciucio per salvare B. è qualcosa di vergognoso. A chi avesse problemi di memoria, giova ricordare che il partito di Salvini, la Lega, è stato per oltre tre lustri alleato del delinquente, e per tutto questo tempo ha sempre appoggiato e avallato ogni legge ad personam che il partito del teleimbonitore ha imbandito in tavola: intercettazioni, proposte di galera per i giornalisti, processo breve, processo lungo, prescrizione breve, prescrizione lunga e via andare. E ha sempre avallato tutto anche quando la base, stanca di ingoiare rospi per salvare le chiappe a B., si ribellava. E sapete qual è l'aspetto comico di tutto? Che il Pd s'incazzava, sbraitava, Repubblica faceva titoloni cubitali ogni volta che fiutava una riga, un comma, una legge che potesse in qualsiasi modo essere di giovamento al tipo delle cene eleganti (cioè circa il 99% di quelle proposte nei tre lustri in questione).
Insomma, Berlusconi si faceva leggi ad personam con l'appoggio della Lega e il Pd le denunciava, adesso in favore di B. le fa il Pd e la Lega s'incazza. E c'è ancora gente che va al cinema a guardare il cinepanettone.

(...)

Per come la vedo io, il progressivo distanziamento dalla ‪religione‬ della popolazione mondiale, certificato ormai da anni da ogni tipo di rilevazione, si può considerare esclusivamente un fattore più che positivo.

Caparezza style

Aspetti filologico-cronologici della norma salva-Silvio inserita da una impertinente manina nel decreto fiscale del 24 dicembre

"Conosco a memoria quel testo. Lo abbiamo esaminato articolo per articolo in consiglio dei ministri."
(‪Renzi‬, conferenza stampa di palazzo Chigi del 24 dicembre.)

"La norma salva-Berlusconi? Non ne so nulla, ma se è così la cambieremo."
(Renzi, sabato scorso, dopo che il pastrocchio della norma salva-Silvio è venuto alla luce.)

"La norma l’ho fatta inserire io."
(Renzi, oggi, quando continuare a fare finta di cascare dal pero lo avrebbe solo aiutato a scavare più in profondità la sua fossa del ridicolo, opera peraltro già iniziata da tempo.)

Ecco, questo è quello che doveva essere il diverso, il nuovo che avanza, il rottamatore. Uguale, se non peggio, a tutti quelli che l'hanno preceduto.

Due libri al mese

Zuckerberg che sprona alla lettura e "intima" di leggere almeno due libri al mese, suscita una certa dose di ilarità.
Per dire, due libri al mese io li leggevo quando facebook non ce l'avevo.

domenica 4 gennaio 2015

Cavalcavia e vendetta

Ferma restando la gravità dell'accaduto (un viadotto che crolla dopo pochi giorni dall'inaugurazione non si giustifica) e il giusto auspicio che il responsabile, o i responsabili, com'è maggiormente presumibile, venga messo di fronte alle proprie responsabilità, trovo che quel "pagherà tutto", twittato all'universo mondo, sia gravemente fuori luogo e particolarmente stonato, considerato il ruolo di chi l'ha pronunciato.
Intendiamoci, si tratta di sfumature linguistico-sintattiche magari non facilmente e immediatamente intelligibili, ma la differenza tra un "pagherà tutto" e un preferibile "spero che il responsabile venga trovato e sanzionato secondo la legge", ciò che avrebbe probabilmente detto chiunque al posto di Renzi, c'è, ed è la stessa differenza che passa tra la (legittima) richiesta di giustizia e (l'illegittima) richiesta di vendetta. In definitiva, la stessa differenza che passa tra il parlare al cervello e all'intelligenza delle persone, e il parlare alla loro pancia.
Renzi poteva scegliere la prima via, ma sapeva benissimo che sarebbe stato un fiasco perché sarebbe stato capito da una piccola minoranza, e allora ha scelto la seconda, ricalcando in maniera scientifica lo stesso linguaggio usato nei bar, nelle bettole di quarta categoria e da Salvini mentre ingurgita salsicce alle feste della Lega. Perché Renzi, così come appunto Salvini e molti altri loro simili, ha capito che nel nostro paese il consenso si ottiene e si perpetua solo parlando alla pancia del popolino, ché il cervello se n'è ormai andato da tempo.

Protocolli personali

Ma i protocolli, la sicurezza e blablabla non dovrebbero essere i medesimi per tutti i presidenti del consiglio?

sabato 3 gennaio 2015

Aiutiamo Mario?

È molto tenero, Mario Adinolfi, e nel suo ultimo post (http://tinyurl.com/k35kpp4) scrive che al convegno omofobo organizzato a Milano parlerà "in difesa dei soggetti più deboli". Chissà se per lui i soggetti più deboli sono i ragazzini che si nascondono, si vergognano, spesso si suicidano, perché nel nostro paese vivere in pace il proprio orientamento sessuale non è possibile? No, non credo si riferisca a questi.
Però lui mica è omofobo, scherziamo? E lo rivendica con forza. Dice di essere contro i matrimoni gay ma di non essere omofobo, che è un po' come essere contro le centrali nucleari ma non antinuclearista.
Aiutiamo Adinolfi a uscire dal tunnel.

Addio all'Afghanistan

Tra le notizie passate in sordina, che in genere sono quelle più fastidiose, c'è la fine della missione ‪Nato‬ in ‪Afghanistan‬, quella che ‪Obama‬ ha definito "conclusione responsabile" (classica locuzione fumosa interpretabile a piacere). La guerra iniziò all'indomani degli attentati alle torri gemelle, con gli USA che invasero l'Afghanistan perché il regime talebano di Kabul era accusato di ospitare i terroristi di Al Qaeda. Il bilancio storico lo faranno gli storici in futuro, quello dei freddi numeri è già stato fatto. Eccone alcuni. I soldati della coalizione Nato deceduti sono stati 3.485, di cui 2.342 americani. Le forze militari afgane hanno perso più di 16 mila soldati. Mancano fonti attendibili sul numero di talebani e insorti uccisi: si stima un numero tra i 20 e i 35 mila. Agli americani questo conflitto è costato 1.000.000.000.000 $ (mille miliardi di dollari), di cui l'80% spesi sotto la presidenza Obama (http://tinyurl.com/l3dl5of). Per quanto riguarda noi, i soldati che ci hanno rimesso la pelle sono stati 48, mentre il costo sostenuto dallo stato italiano è stato di 5.000.000.000 € (http://tinyurl.com/lowohwg).
‪Renzi‬ ha dato ampia disponibilità alla permanenza dei nostri militari, qualora ci venisse richiesto, anche dopo il ritiro delle altre forze alleate. Letta, gliene diamo atto, si era invece schierato - meritoriamente, direi - per il totale disimpegno. Comunque sia, un paese come il nostro, che "ripudia la guerra" per Costituzione, qualche domanda forse se la potrebbe anche porre.