martedì 6 ottobre 2015

Vaccini e meccanismi psicologici

La questione del ritorno di malattie "sopite" (non sparite, che è diverso) a causa del rifiuto sempre maggiore da parte dei genitori di vaccinare i bambini, andrebbe studiata a livello psicologico, oppure psichiatrico. Perché la stupidità ha sempre un suo lato affascinante, specie quando è pericolosa e dannosa. Come si spiega questa faccenda, ad esempio? Io ho una mia teoria, che ovviamente va presa per quello che è, cioè qualcosa meno di una improbabile ipotesi.
Penso ad esempio all'esistenza di un particolare meccanismo psicologico che scatta quando si raggiunge un certo grado di progresso e di civiltà e che dà avvio ad una sorta di regressione mentale. Potrebbe esplicitarsi in questi termini: siccome con l'uso dei vaccini si sono salvate milioni di vite e sono sparite malattie che fino a pochi decenni fa erano mortali, vediamo cosa succede smettendo di usarli. Così, giusto per vedere l'effetto che fa. No, perché effettivamente, se ci pensate bene, non sta in piedi la storiella che la gente smette di usare i vaccini perché pensa che facciano male. Voglio dire, oggi la gente ha la possibilità di informarsi, di capire; c'è internet, ci sono i libri, ci sono i medici, i centri di informazione; è facilissimo, ovviamente per chi vuole farlo, documentarsi seriamente e approfonditamente sui vaccini. E quindi non smette di usarli per ignoranza, ma proprio per vedere gli effetti. E naturalmente gli effetti non tardano ad arrivare.

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