mercoledì 19 agosto 2015

Rimini (e gli stupri)

Il Giornale: "Rimini, è allarme sicurezza: terzo stupro in tre giorni."
La Stampa: "Rimini, turista 19enne denuncia uno stupro Terzo caso in tre giorni."
Corriere della Sera: "Rimini, turista 19enne racconta stupro Abusi in spiaggia, terzo caso in 3 giorni."
E su tutti i maggiori siti la solfa è sempre più o meno questa. Poi, se uno si prende la briga di andare a leggere anche i relativi articoli (lo so, bisogna leggere un po' di più ed è una cosa notoriamente faticosa), scopre che "La vicenda ha contorni ancora in via di definizione" (Corriere), perché la ragazza 19enne che ha raccontato di essere stata stuprata lo ha fatto in maniera molto confusa e in ospedale le hanno trovato un tasso alcolemico molto elevato. Certo, è possibile che lo stupro ci sia stato, ma al momento non esiste alcuna conferma. Nel secondo dei suddetti casi, "lo stupro non è stato consumato perché la giovane è riuscita a divincolarsi dalla presa e fuggire" (Il Giornale).
[Se lo stupro "non è stato consumato", perché nei titoli si afferma il contrario?]
L'unico caso certo di stupro avvenuto riguarda la "20enne di Milano [che] è stata violentata a Miramare, tra gli stabilimenti balneari 110 e 111."
Quindi, ricapitolando, su tre casi di stupro che i titoloni nostrani danno come avvenuti, uno è purtroppo reale, uno dubbio e uno inesistente. Ora, io capisco e sono perfettamente conscio che qua a Rimini non si viva nel paradiso terrestre, ma se magari da parte del nostro giornalame si utilizzasse meno sensazionalismo e più realismo, chissà, forse sarebbe meglio per tutti.
Vabbe', è storia vecchia.

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