venerdì 31 luglio 2015

Renzi e il fumus persecutionis

Quindi, se non ho capito male, per difendere il Pd dopo la porcata su ‪Azzollini‬, ‪Renzi‬ non ha trovato di meglio che appoggiarsi a Zanda, il quale - dice Renzi - ha letto le carte della procura di Trani e ha ipotizzato l'esistenza del famoso/famigerato "fumus persecutionis". Ora, per chi non sapesse il significato di questa espressione latina, cito da Wikipedia: "è un'espressione giuridica, con cui si indica che le azioni compiute da un soggetto giuridico non sembrano dettate da applicazione della legge o ricerca della verità, ma dall'intenzione di nuocere a una precisa persona o ente."
Quindi, secondo la mitica coppia Renzi/Zanda, la procura di Trani non ha chiesto l'arresto del galantuomo Azzollini (quello che nella famosa intercettazione intimava alle suore di fare come diceva lui altrimenti avrebbe pisciato loro in bocca) in ossequio a quanto prescrive la legge, ma molto più semplicemente perché alla procura il tipo stava sulle balle, e come può andarsene in giro a piede libero uno che sta sulle balle alla procura di Trani? Dico, scherziamo? Ecco, voi adesso magari sorridete, ma questa cretinata spaziale è ciò che ha utilizzato Renzi come giustificazione della porcata, e che probabilmente molti pidini prenderanno per buona.
A questo punto, tanto valeva tenersi Berlusconi e la sua nipote di Mubarak.

4 commenti:

Matteo ha detto...

Così, per essere precisi.. in quale intercettazione Azzollini dice tutto ciò?

Perché pare sia il "sentito dire" di un testimone che non è sicuro manco dell'anno in cui è stato detto...

Andrea Sacchini ha detto...

A prescindere dal fatto se la frase sia stata pronunciata o meno, si tratta comunque di un più. Ciò che conta sono le accuse formulate a suo carico dalla procura di Trani e riportate in alcune parti da Repubblica e altri. La storiella del fumus persecutionis è ridicola. Poteva avere un senso quando i padri costituenti hanno steso la carta (si usciva dal fascismo), oggi non ne ha più.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/10/azzollini-a-suor-marcella-da-oggi-in-poi-comando-io-se-no-vi-piscio-in-bocca/1765086/

matteo ha detto...

Azzollini rimane a piede libero perchè sennò casca il governo..

Ma stiamo parlando di mandare in carcere preventivo (che di quello si tratta) un uomo che (e questo lo dice il PM che ha richiesto l'arresto) non ha guadagnato un euro dal reato, reato oltretutto commesso votando a favore di una legge prima in commissione e poi in parlamento?

Andrea Sacchini ha detto...

Il fatto che non abbia (se è vero) preso un euro non significa nulla. Il reato si verifica anche quando non c'è un corresponsione in denaro ma in altre utilità: prebende, favori, ecc.
In secondo luogo lei dimentica che nelle tre sedute della giunta delle autorizzazioni a procedere, tenute in giugno e in luglio (e la giunta le carte della procura di Trani le ha lette per davvero), nessuno dei componenti aveva ravvisato nelle suddette carte la minima ombra del famoso fumus persecutionis, tanto è vero che lo stesso Dario Stefano aveva dato indicazioni ai senatori di votare sì all'arresto.
Poi, dopo tre settimane, arriva Zanda, che dice di aver letto le carte (già sviscerate in ogni riga dalla giunta) e di avervi trovato la possibilità (ma non è sicuro, dice) che effettivamente il suddetto fumus persecutionis (non ravvisato da alcun componente della giunta) ci sia.
Per favore, non prendiamoci in giro.