lunedì 30 giugno 2014

Paladino di 'sta ceppa

Berlusconi che diventa paladino dei diritti degli omosessuali si colloca tra il patetico e l'esilarante. Ma ancora più esilaranti sono quelli che a questa apertura danno qualche credito. Non avete capito niente: al tipo delle cene eleganti non frega un beneamato dei diritti dei gay, così come non gli frega un beneamato dei diritti degli eterosessuali, dei lavoratori, o di qualunque altra categoria sociale. A lui frega esclusivamente del suo tornaconto personale e politico; non è mai esistita mossa, (finta) apertura, annuncio che non sia stato dettato da mero calcolo.
Mi raccomando, fatevi fregare un'altra volta.

sabato 28 giugno 2014

(...)

L'aspetto più divertente (si fa dire) della vicenda di Jozef Wesolowsi, il vescovo pedofilo ridotto allo stato laicale dalla Congregazione per la dottrina della fede (ex Santa inquisizione), è ciò che scrivono molti giornali: si tratta della pena più dura che si possa comminare a un chierico.

Mi scappa la pipì papà

"Ti scappa da pisciare? Aspetti la pausa, altrimenti falla pure davanti al macchinario."
È bello constatare come i diritti dei lavoratori vengano progressivamente e inesorabilmente messi in discussione col passare del tempo. E non si sta parlando di chissà quale diritto, ma semplicemente di quello di espletare una normale e naturale funzione fisiologica come è andare a pisciare. Mi raccomando, andiamo avanti (indietro) così: a tornare al medioevo manca ormai davvero poco.

venerdì 27 giugno 2014

Ustica, di nuovo

Mano a mano che passano gli anni, l'anniversario della strage di Ustica assume sempre di più la valenza di rito vuoto, senza significato, fine a se stesso - stesso discorso per Capaci, Bologna, Italicus e via andare. Sono passati trentaquattro anni, molti governi e molti presidenti della repubblica, e ogni volta lo stesso stanco ritornello: fare luce di qua, chiarire i molti lati oscuri di là, i soliti incontri di Napolitano coi rappresentanti delle vittime (cosa mai dovranno dirsi ogni anno che non si sono detti quello prima?).
Forse è solo teatro, sceneggiata, messinscena, ritualità vuota ad uso e consumo dei media e delle masse. Forse è ora di smetterla e, a ogni anniversario, invece delle trite e ritrite parole di Napolitano dare voce a Giovanardi e alle sue teorie su Ustica. Almeno la buttiamo sul ridere.

mercoledì 25 giugno 2014

Montanelli saprebbe risponderti

C'è un patetico editoriale di Sallusti sul Giornale di oggi. Titolo: "L’orgoglio di avere il lettore come padrone" (guai a voi se ridete). Il motivo della stesura di tale pregevole scritto è la ricorrenza del quarantennale della fondazione della testata, ad opera di Indro Montanelli. Testata che il grande giornalista abbandonerà quando verrà acquistata da Berlusconi per farne il suo esclusivo organo politico. La vicenda dell'abbandono del Giornale da parte di Montanelli è nota a tutti quelli che si interessano di giornalismo, ed è uno degli episodi che più fanno onore al grande vecchio. Sarebbe stato facile e comodo adagiarsi sulle grandi risorse - il Giornale all'epoca aveva grossi problemi economici - che il palazzinaro votato alla politica metteva a disposizione in cambio dell'asservimento ai suoi progetti politici. Montanelli disse no, voleva restare libero. Prese su e, assieme a un manipolo di giornalisti come lui, se ne andò. Sallusti rievoca la vicenda, ovviamente a modo suo.
"Per quello che ne so, quello strappo non fu figlio del pericolo di perdere l'autonomia con la discesa in politica della famiglia dell'editore. Più semplicemente Montanelli non riuscì a reggere la pressione psicologica di una situazione del tutto inedita. Mi immagino che Indro si chiese: se parlerò bene di Berlusconi mi daranno del servo, se ne parlerò male dell'ingrato. Che faccio? Non trovando via d'uscita lasciò."
Montanelli non può più replicare a questa cazzata galattica. Ma, purtroppo per Sallusti, internet ha buona memoria e non dimentica come andarono le cose. E sentirle dalla voce stessa di Montanelli fa capire a quale razza di giornalista appartenga Sallusti. Si vergogni pure, se gli riesce.

Giannini e il pericolo per le paritarie

Il ministro della pubblica istruzione, Stefania Giannini, è preoccupato dal pericolo derivante da una eventuale chiusura delle scuole paritarie. Se ciò si verificasse - dice - lo stato dovrebbe mettere sul piatto almeno 6 miliardi di euro per sopperire alla loro scomparsa. Riflessione semplice semplice.
Da ciò che mi ricordo io, tutti i governi, nessuno escluso, hanno elargito fondi alle scuole private e confessionali e ne hanno tolti a quelle pubbliche. Sempre. È giusto tutto ciò? A mio avviso no, perché il diritto fondamentale all'istruzione deve essere garantito a tutti, indipendentemente dalle possibilità economiche, e uno stato che mette il diritto all'istruzione nella Costituzione deve adoperarsi affinché una istruzione di qualità sia garantita a tutti, non solo a chi può permetterselo. Le scuole private sono in crisi? Mi spiace, ma si arrangino. E, se dovessero chiudere, lo stato trovi i mezzi per sopperire.

martedì 24 giugno 2014

La Englaro d'oltralpe

Anche in Francia hanno il loro caso Englaro. Spero che là lo risolvano senza scadere nel grottesco e nel patetico come accadde da noi in quel triste 2009.

Su Ciro

Istintivamente sarei tentato di archiviare la vicenda di Ciro Esposito nella sezione "non mi frega di meno" all'interno della mia personalissima classifica di cose a cui dare (o non dare) importanza. Però...
Insomma, il tipo è ridotto in questo stato a causa di una faida di tipo calcistico. Ecco, all'interno di una eventuale serie di motivi più o meno validi per cui morire, credo che il calcio, seppur indirettamente, sia uno dei più stupidi. Ah, lo so, il ritornello è noto: la colpa non è del calcio ma di chi lo strumentalizza e lo usa come pretesto per sfogare frustrazioni, rancori, incazzature represse e via di questo passo. Bene, sarà anche così, ma se le società, lo stato, o chi volete voi, non sono in grado di isolare questa marmaglia, allora forse hanno ragione quelli che chiedono che gli stadi vengano chiusi e buona notte. Comunque, le mie sono solo elucubrazioni superficiali, buttate lì così, come mi vengono. Pensandoci, ogni giorno, in qualsiasi parte del mondo, c'è gente che si ammazza per qualche motivo: pazzia, miseria, fanatismo religioso (guardate cosa sta succedendo in Iraq in queste ore, solo per fare un esempio), soldi, potere, cattiveria, prevaricazione, non vedo perché il calcio dovrebbe essere esente dai pretesti.
Forse, molto più banalmente, meritiamo una sana e salutare estinzione.

lunedì 23 giugno 2014

8000 euro

Bah, sinceramente non capisco tutta questa polemica sugli 8000 euro che hanno pagato i Rolling Stones per l'utilizzo dell'area del Circo Massimo. È vero che è una sciocchezza rispetto a ciò che il comune di Roma avrebbe potuto chiedere se avesse aggiornato per tempo le tariffe - un anno fa Jagger e soci pagarono 5 volte tanto per l'utilizzo di Hyde Park, a Londra, e a Roma il concerto era in cartellone da mesi - ma si è comunque trattato di un evento che ha portato introiti altissimi e, almeno per quanto ne so, non è gravato sulle casse del comune, a differenza ad esempio di quanto accadde con la carnevalata della santificazione dei due papi, dove Marino dovette battere cassa al governo per far fronte all'evento.

sabato 21 giugno 2014

(...)

Bergoglio ha scomunicato i mafiosi. Bel gesto, certo; poi magari uno apre Google, digita "IOR" "mafia" "riciclaggio" e rimane un po' perplesso.

venerdì 20 giugno 2014

Uccidere è peggio

Il parroco di Cameri, paesino del novarese, ha scritto, sul fogliettino alle famiglie che ogni domenica distribuisce durante le messe, che convivere è peggio che uccidere. La giustificazione di tale assunto è che "l’omicidio è un 'peccato occasionale' dal quale ci si può emendare 'attraverso un pentimento sincero e il proposito vero e fermo di allontanarsi dal peccato'", mentre se si convive (o ci si sposa solo civilmente) ci "si pone al di fuori del sacramento [...] e [si] vive in una infedeltà continuativa. In questo ultimo caso, infatti, non si tratta di un peccato occasionale ma di un 'peccato grave' e anche mortale."
Se accettiamo che sul piano dottrinale questa scemenza regga - la dottrina cattolica abbonda di direttive e dogmi che non stanno né in cielo né in terra - sul piano razionale e logico è una corbelleria galattica. Una delle tante a cui, purtroppo, non facciamo neppure più caso.

mercoledì 18 giugno 2014

Prendiamoci cura di lui



Dunque, ricapitoliamo. Se un efferato omicidio viene commesso da un milanese, occorre trovare una struttura che si prenda cura del poverino. Se viene commesso da un extracomunitario è uno schifoso assassino che deve marcire in galera. Posso dire che quest'uomo mi fa un po' schifo?

lunedì 16 giugno 2014

Tra Yara e C.S.I.

Leggo da molte parti alcune critiche alla durata delle indagini che hanno portato all'identificazione del presunto assassino di Yara. Quattro anni prima di trovare il colpevole - è il ritornello che gira - sono davvero troppi. Inconcepibile.
Certo, quattro anni sono davvero tanti, ma secondo me molti non si rendono conto che non esiste un automatismo crimine commesso/colpevole trovato. I casi di delitti efferati rimasti insoluti sono molti, e non solo nel nostro paese (guardate il caso di Simonetta Cesaroni, tanto per citarne uno). Poi ci sono casi particolarmente complessi perché chi commette il crimine è particolarmente "bravo" (consentitemi questo aggettivo) nel mascherarlo. Alla fine, il discorso è sempre quello: per inchiodare un criminale ci vogliono prove e indizi certi, altrimenti ciccia. A volte trovarli è facile, altre molto complicato.
Certo, quando ci si trova di fronte a delitti così efferati e crudeli, il desiderio che l'autore venga preso piú in fretta che si può è legittimo, ma un conto sono i telefilm tipo RIS o C.S.i., dove il colpevole viene sempre preso durante l'ora di durata dell'episodio, un altro è la realtà. A mio avviso, più che recriminare sulla durata delle indagini, ci sarebbe da essere sollevati che il delinquente sia stato preso.

Yara

Sembra che abbiano identificato l'assassino di Yara. Io però ci andrei coi piedi di piombo visto che l'annuncio è stato dato da Alfano.

domenica 15 giugno 2014

Lei è quello che si raccoglie con la paletta

Questo è il tizio che qualcuno, anni fa, volle cone ministro alle comunicazioni.

TSO

Grillo: "Renzi è stato legittimato da un voto popolare."
Legittimato da un voto popolare? Ma se ha strillato di brogli e complotti fino a ieri. Un'infermiera, presto! Anzi, no: un bravo psichiatra è meglio.

giovedì 12 giugno 2014

Ancora sugli 80 euro (e poi basta)

Torno un attimo sui famosi ‪‎80 euro‬ di ‪‎Renzi‬, perché la busta paga di maggio è arrivata anche a me e quindi posso fare qualche considerazione sui dati, al netto delle congetture.
Io sono fuori dagli aventi diritto, tanto è vero che sulla mia busta paga non c'è neppure la voce relativa, quindi amen. Non mi lamento, eh, è solo che mi pareva d'aver capito che la soglia fosse 25.000 euro di imponibile annuo, e siccome io sono sotto di un pelino pensavo mi fosse spettato qualcosa. Niente. Pazienza. Quello però che ho potuto verificare, dati alla mano, parlando con alcuni colleghi, è l'incongruenza e la mancanza di senso delle procedure di attribuzione di questo benedetto/maledetto bonus.
Esempio.
Un mio collega è monoreddito, con moglie e due figli a carico. Fa un certo numero di ore di straordinario (essendoci la possibilità, chi in famiglia ha un solo reddito le fa volentieri). Cosa succede, però? Che le suddette ore di straordinario aumentano ovviamente il reddito, anche se l'importo rimane sotto la famosa soglia. Questo mio collega, quindi, ha diritto solamente a una ventina di euro di bonus. Altro collega. Questo ha sempre due figli ma la moglie lavora. Entrando in casa due stipendi, ovviamente entrambi sono meno attratti dagli straordinari, quindi questo qui si fa le canoniche 40 ore e tanti saluti. Lui e la moglie, stando così la situazione, beccano entrambi gli 80 euro. Proviamo un po' a riassumere.
Una famiglia monoreddito di 4 persone di poco sotto i 25.000 euro, ne prende 20 di bonus. Una famiglia con due stipendi, che possiamo ipotizzare (per difetto) porti a casa almeno 40.000 euro all'anno, ne becca 160, che è 8 volte 20 euro. Ora, questa è la situazione attuale. Magari in futuro il governo farà qualche aggiustamento per dare un po' più di logica al tutto. Finché non lo farà, però, sarà difficilissimo dare a bere alla gente che questi 80 euro non erano solo uno spot elettorale. E sarà ancora più difficile convincere questo mio collega che quei 20 euro non sono una presa per il culo. Egli stesso ha reso molto bene questa idea utilizzando un'aulica locuzione, in dialetto romagnolo, che fa più o meno così: "Renzi, va' a fet dè in te cùl."
È abbastanza intuitiva anche a chi è poco avvezzo al dialetto romagnolo, ma chi volesse una traduzione può scrivermi in privato senza problemi.
:)

martedì 10 giugno 2014

Tutto il mondo è paese

In Brasile stanno spendendo cifre invereconde per costruire stadi e strutture che, una volta terminati i mondiali, saranno probabilmente sottoutilizzati o abbandonati a se stessi.

Motivazioni dell'autodeterminazione

La Corte Costituzionale ha pubblicato le motivazioni della sentenza di aprile, quella che demolisce la famigerata legge 40 là dove vietava il ricorso alla fecondazione eterologa alle coppie sterili. Vi si legge: "La determinazione di avere o meno un figlio non può che essere incoercibile" […] "la scelta […] di diventare genitori e di formare una famiglia che abbia dei figli è espressione della fondamentale e generale libertà di autodeterminarsi."
State pronti ai fumini che arriveranno dal Vaticano, quelli appena odono il sostantivo "autodeterminazione" chiamano subito l'esorcista.

lunedì 9 giugno 2014

Addolcire i licenziamenti

L'amministratore delegato di Alitalia, Del Torchio, dice che la ristrutturazione sarà "dolorosa." (Il riferimento è ai 2200 esuberi che "devono uscire" e pur i quali non è prevista né Cig né altra forma di amortizzatore.) L'accompagnamento alla porta di questi 2200, dice sempre l'ad, permetterà di salvare gli altri 11000 e rotti posti di lavoro. Sono ammirevoli le giravolte retoriche degli amministori delegati quando cercano di edulcorare i dolori, vero?
(O di addolcire la pillola, se preferite.)

Pensando a Bruno (Giordano)

Stavo ripensando alla vicenda di Giordano Bruno, magistralmente raccontata da Augias nel suo libro "I segreti di Roma", e pensavo che tra la chiesa cattolica di allora (1600) e quella odierna è cambiata la forma, ma la sostanza grossomodo è rimasta quella. Giordano Bruno era un filosofo, e la sua lunga prigionia, seguita dalla morte sul rogo in Campo de' Fiori, era motivata esclusivamente dal suo rifiuto di accettare dogmi assurdi, come ad esempio la verginità di Maria, e di difendere le teorie eliocentriche copernicane. Bruno è uno dei casi storicamente più noti, ma di gente come lui la chiesa ne ha uccisi a milioni nel corso dei secoli. Prendete Galileo, ad esempio; nel 1609 prende un cannocchiale e comincia a scrutare il cielo, scoprendo che la luna ha monti e valli, che il sole ruota su se stesso e che nella via lattea ci sono miliardi di stelle simili al sole. La chiesa cosa fa? Lo prende, lo rinchiude a vita ed emana una sentenza con cui stabilisce che la terra è al centro dell'universo e il sole gli gira attorno - pensate: una sentenza! Galileo verrà incarcerato a vita e avrà salva la vita solo perché accetterà di disconoscere quanto scoperto.
Oggi la chiesa non manda più a morte gli eretici, ma la matrice, potremmo dire il "marchio di fabbrica", rimane quello. Una volta era la guerra all'eliocentrismo, adesso è verso la ricerca con cellule embrionali, oppure il testamento biologico, o quello che volete voi. Ogni volta che qualcuno cerca di proporre qualcosa di nuovo, di diverso, che in qualche modo avalli il primato dell'uomo e della ragione rispetto agli assurdi e ridicoli dogmi della chiesa, si becca gli strali e le condanne (oggi solo verbali, fortunatamente) delle gerarchie ecclesiastiche. È vero che, in tempi più recenti, più volte la chiesa si è scusata per gli "errori" del passato - lo fece Wojtyla, ad esempio - ma sono scuse che lasciano più o meno il tempo che trovano. Riguardo alla vicenda di Giordano Bruno, ad esempio, l'ex segretario di stato vaticano, Angelo Sodano, qualche anno fa disse: "alcuni aspetti delle procedure del tribunale del sant'Uffizio, sono per noi, oggi, motivo di rammarico."
Nemmeno se avesse detto "vergogna" al posto di "rammarico" gli crederei.

sabato 7 giugno 2014

(...)

Guardo la marea di persone, a Roma, e penso a come è strano che nel terzo millennio occorra ancora manifestare non per ottenere privilegi o chissaché, ma semplicemente gli stessi diritti uguali per tutti.

venerdì 6 giugno 2014

Recidivi

Copio-incollo qui di seguito il post di MedBunker (Salvo Di Grazia), pubblicato dopo l'inspiegabile decisione dell'ospedale di Brescia di somministrare la "cura" #stamina a un bambino. Poveri noi.

***

...e il dott. Andolina, nuovo "commissario ad acta" dell'ospedale di Brescia, ci consegna il suo "lavoro scientifico" sull'efficacia delle sue pozioni di staminali. Adatto a tutti i boccaloni.

Si tratta di una descrizione di un caso trattato con staminali, su una rivista coreana. Senza nemmeno impact factor. Scritto male, sciatto, senza dati, tabelle, follow up, inglese approssimativo. Spazzatura.

Frasi come: "Sappiamo che questo paziente è stato sottoposto al trattamento troppo tardi. Forse, se avessimo scelto il trattamento prima, i risultati sarebbero stati diversi", sono l'esempio di come NON si scrive uno studio scientifico, al limite un romanzo rosa.

Tutti i miglioramenti sono "giudizi" soggettivi dell'autore, approssimativi, raccontati, non c'è nessun esame strumentale, nessun "pre e post" infusione documentato, nessun referto diagnostico.

Ma alla fine la perla: "L'autore non ha conflitti di interesse di tipo finanziario". Firmato Marino Andolina, vice presidente Stamina Foundation (che ha ricevuto 400.000 euro per l'acquisto della metodica da Medestea).

Poveri bambini.

Qui il ridicolo documento che si vuole far passare per studio:

http://pdf.medrang.co.kr/Ijsc/2014/007/Ijsc007-01-04.pdf

giovedì 5 giugno 2014

Endemica (corruzione)

Passati i titoloni e il fragore delle prime ore, rimangono le carte, che in genere nessuno legge. Le carte con cui i magistrati motivano gli arresti e i fermi di quell'ammasso di persone per la vicenda delle presunte tangenti per il Mose, faccenda che Raffaele Cantone, il super magistrato anticorruzione voluto da Renzi, ha definito perfino più grave di quella sulle mazzette per l'Expo scoperta giorni fa. Riassumendo, gli imprenditori impegnati nella costruzione di quell'opera, aveva creato un sistema che ormai si era consolidato negli anni. Pagavano politici per avere appalti sulle singole opere, pagavano i controllori e autorità affinché non controllassero se i lavori venivano svolti a regola d'arte e via andare. Alcuni politici avevano addirittura uno "stipendio" fisso, potremmo dire; praticamente le mazzette venivano corrisposte regolarmente come se fossero una normale retribuzione. Un sistema che andava avanti da anni e che ha visto i costi iniziali del Mose lievitare di oltre 5 miliardi di euro.
Viene da chiedersi se esista, in Italia, un lavoro, un cantiere, un'opera pubblica qualsiasi che sia messa in essere in maniera regolare e legale. È sempre più difficile crederlo. Ed è sempre più difficile accettare le posizioni di chi dice che non si deve generalizzare, che non tutti rubano e via di seguito.
Difficilissimo.

Colpa delle regole?

Renzi: "Quando c’è corruzione di solito si dice che sono le regole che non vanno bene. Non penso sia così. Il problema sono i ladri non le regole."
Scendi da Marte, Renzi, e torna sulla terra. Il problema sono i ladri perché chi ti ha preceduto in questi ultimi vent'anni ha lasciato che rimanessero un problema, perché la politica tutta la corruzione l'ha sempre tollerata, se non agevolata. Non sono i ladri il problema, ma chi fa le regole in modo che non vadano dentro. Prova a guardare il livello della corruzione nel nostro paese e prova a raffrontarlo con qualsiasi altro che vuoi tu, uno a scelta. I reati finanziari e fiscali nel nostro paese sono stati nel corso del tempo sistematicamente depenalizzati, una tendenza che va in senso inverso a quanto avviene in qualsiasi altro paese del mondo, escluso forse Burundi e Tanzania. Chissà se Renzi è al corrente, ad esempio, che l'Italia è l'unico paese in Europa a non aver mai ratificato la convenzione europea sulla corruzione del 1999? In Italia la corruzione si porta via, secondo la Corte dei Conti, la bellezza di 100 mld di euro, e ciò accade perché da noi chi delinque in campo finanziario e fiscale ha la certezza quasi matematica di farla franca.
Dài, Renzi, non raccontiamoci palle, su.

Gli zingari rubano?

Leggo che Bergoglio si è lamentato dell'atteggiamento degli autisti dell'Atac, a Roma, rei, a suo dire, di fomentare l'odio verso gli zingari, e ricorda che quando utilizzava lui i bus pubblici sentiva spesso gli autisti avvisare i passeggeri quando salivano gli zingari sul bus. Se si volesse fare una facile battuta si potrebbe dire che evidentemente a lui il portafoglio non l'hanno mai rubato, ma la questione è un pelino più complessa. A me, quando sento la storia degli zingari che rubano viene sempre in mente il discorso sui rom che fece De André, in proposito, in uno suo concerto. Il video di quel discorso dovrebbe essere in giro su Youtube, comunque la sostanza era questa: gli zingari rubano? Sì, rubano, sono venuti anche a casa mia, ma non ho mai sentito dire che l'abbiano fatto tramite conto corrente.

Psicofarmaci miracolosi

Leggo sul blog di Grillo la risposta del leader dei Verdi in Europa, dopo che Grillo stesso aveva chiesto dei contatti con loro. Questa:
"Caro sig. Grillo,
nel suo blog oggi ha postato un messaggio indirizzato a me, in quanto Segretaria Generale del gruppo dei Verdi/ALE al Parlamento europeo, chiedendo un incontro con il nostro gruppo.
Secondo le nostre informazioni, l’accordo tra il Movimento 5 Stelle e Nigel #Farage è ormai nella sua fase conclusiva. Esattamente per questa ragione abbiamo dei dubbi che la sua offerta di dialogo con noi sia una reale richiesta di confronto e non una semplice copertura di una decisione ormai presa.
Come Lei ben sa, le priorità e l’agenda politica del nostro gruppo non hanno nulla a che vedere con il programma politico dell’UKIP. Il nostro gruppo non potrà incontrarLa finché non sarà fatta chiarezza sulle Sue relazioni con il gruppo di Farage."
Grillo, te lo dico con simpatia: se vuoi che torni a votarti (e per il momento non ne ho alcuna voglia) cerca di curarti. Ci sono in circolazione degli ottimi psicofarmaci che fanno miracoli contro la schizofrenia.

Fosse comuni (in Irlanda)

Quando si nominano le fosse comuni, generalmente il pensiero va a quelle che riempiva Saddam coi corpi dei curdi dopo averli gasati per benino, oppure, che ne so?, quelle riempite dai serbi coi cadaveri dei musulmani bosniaci (vedi massacro di Srebrenica, ad esempio), e si potrebbe continuare - il mondo è pieno di fosse comuni più o meno note, e probabilmente la maggior parte ancora da scoprire.
La fossa comune piena di bambini, gestita da suore cattoliche in Irlanda, ancora mi mancava.

mercoledì 4 giugno 2014

Loro non c'entrano

Salvini puntualizza che nessuno della Lega (per ora) è implicato nel terremoto delle tangenti del Mose. La cosa effettivamente è verosimile, se non altro guardandola dal lato della legge delle probabilità. Dopo le vicende degli investimenti in Tanzania, di tutto il casino dei rimborsi truffaldini della famiglia Bossi e compari (Belsito e compagnia bella), fino ad arrivare alle ultime implicazioni nell'Expo, ci sarà pure qualche affare losco in cui non sono implicati, no? Mica possono avere le zampe dappertutto.

La logica (che non c'è)

Leggo che è saltato l'ampliamento della platea che ha diritto al bonus Irpef - se ne riparlerà con la legge di stabilità del 2015. Motivo (prevedibile): mancanza di coperture. Perciò, per ora, le famiglie monoreddito con figli dovranno aspettare. Quindi, ricapitolando, vediamo se ho capito bene (eventualmente correggetemi): se una famiglia è composta da due persone, senza prole, entrambi lavoratori dipendenti, questi percepiscono il bonus (i famigerati 80 euro); se una famiglia è composta da padre, madre e due o più figli, e l'unico reddito entrante è quello del padre (o madre), ciccia.
Se è così, dov'è la logica in tutto ciò?

martedì 3 giugno 2014

Bergoglio e i figli (e il medioevo)

A volte non capisco se Bergoglio ci fa o ci è. Gli ultimi strali li ha lanciati contro le coppie che decidono di non avere figli ("No ai matrimoni sterili per scelta, no alle coppie che decidono di non avere figli per essere più liberi e più comodi, magari preferendo tenere in casa un cane o un gatto"). A parte il fatto che una coppia può decidere di non avere figli anche per altri motivi oltre a quelli indicati dal papa (per esempio perché non c'è la possibilità economica), credo che comunque rimangano affari della coppia. Chi è il papa, che oltretutto i figli non sa neppure cosa siano, per dare direttive in questo senso? Oltre a questo c'è da notare qualcos'altro: se una coppia decide di non volere figli, guai, si becca gli strali del papa e la condanna della chiesa tutta; se una coppia sterile, che desidera ardentemente averne, decide di ricorrere alla fecondazione artificiale, apriti cielo! Peccato mortale e tradotta sicura all'inferno. Bergoglio, facci ridere, va', e tornatene nel tuo medioevo.

Il morbillo e gli idioti

Negli USA "l'85 per cento delle persone non vaccinate […] lo ha fatto a causa di motivi religiosi, filosofici o personali."
Ecco, bravi, mi raccomando, continuate a filosofare che intanto torna il morbillo. Io mi chiedo se esista un limite alla stupidità umana.

lunedì 2 giugno 2014

Il solito (brutto) ritornello

Comunque, a me, i due marò che si difendono dicendo "abbiamo obbedito a degli ordini" fanno una brutta impressione. Ma proprio brutta, eh.

(...)

Rimanga tra noi: dell'abdicazione di Juan Carlos non mi frega una cippa.

Sacramenti (e tariffe)

Non capisco le lamentele dei fedeli di quella parrocchia per il tariffario dei sacramenti esposto dal parroco. Ancora oggi al prete si danno i soldi per i funerali, i matrimoni, le comunioni, ecc., e quindi dov'è la novità? Non si capisce perché i fedeli di quella parrocchia abbiano scritto al papa. Per lamentarsi di che? E poi, che senso ha scrivere al papa? La chiesa sulla truffa della vendita di sacramenti e indulgenze ha costruito una fortuna. Vi ricordate le indulgenze? E non è che sia roba di cui si è persa memoria nei secoli; ancora nel 1903, ad esempio, papa Pio X disponeva di tabelle con indicati i giorni di purgatorio che ciascun grado gerarchico della chiesa era autorizzato a condonare. E quelle indulgenze si pagavano, eccome se si pagavano. Se si era ricchi si poteva addirittura stendere un piano di riscatto della propria anima in perpetuo. E questo accadeva ancora poco più di 100 anni fa. E adesso questi stanno lì a lamentarsi perché un prete ha affisso un tariffario. Maddai...

domenica 1 giugno 2014

Perdenti e vincenti

Non si può terminare una domenica senza le consuete due risate prodotte dall'editoriale di Scalfari. Editoriale che anche oggi non delude. L'euforia per la vittoria di Renzi compare già nel titolo: "Per fortuna Renzi ha vinto ma ci sono altri esami da superare." La cosa è comprensibile, d'altra parte, visto che Repubblica e Scalfari stesso non hanno mai nascosto le loro simpatie. Peccato che nell'impeto di incensare il Pd l'ottuagenario editorialista abbia preso un piccolo granchio, là dove afferma "Tutti hanno perso voti tranne il Pd."
Avrebbe dovuto scrivere "tutti hanno perso voti compreso il Pd", perché è vero che il Pd ha vinto, ma gli undici milioni di voti che ha preso Renzi sono molti di meno dei 12.095.306 del 2008, e anche degli 11.930.983 del 2006. Però, dài, Scalfari è simpatico, e se gli abbiamo perdonato la corbelleria di quest'inverno di Bergoglio che ha abolito il peccato, gli possiamo passare anche questa.

L'illusione di Dio

"Quando una persona soffre di un'illusione parliamo di pazzia, ma quando ciò accade a molte persone parliamo di religione."
[R. Pirsig]
Ho terminato di leggere "L'illusione di Dio", scritto dallo scienziato britannico Richard Dawkins. È uno dei saggi sul rapporto fede/ragione (o Dio/scienza) più belli che abbia mai letto. Non ha aggiunto grandi cose a ciò in cui già "credevo" (il virgolettato è voluto), ma la miriade di osservazioni acute e intelligentissime, di cui è pieno il libro, ha contribuito a irrobustire le ragioni che nel corso degli anni mi hanno portato a staccarmi e a non riconoscermi in alcuna religione per passare dalla parte del raziocinio e del buon senso.
Difficile, nello spazio di un post, fare una sintesi di oltre 400 pagine di libro. Quello che posso consigliare, dal momento che è reperibile facilmente in qualsiasi biblioteca, è di dargli una letta, anche se siete credenti (chi crede fermamente nell'esistenza di Dio non si farà certo influenzare da un saggio di questo tipo), per poi trarre, eventualmente, le conclusioni.
Io le ho tratte: alla suggestione e alle assurde superstizioni religiose preferisco la ragione. Alle certezze incrollabili e fideistiche preferisco l'incertezza da cui origina la fame di conoscenza e di desiderio di capire. Credo che il relativismo scientifico sia la base del progresso umano, il resto chiacchiere al vento. Ognuno scelga liberamente e, ovviamente, amici come prima.